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  <title>"S" come Malevolence!</title>
  <subtitle>Raccolta di racconti Severus/Sirius - di Nykyo</subtitle>
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  <updated>2009-02-27T13:10:08Z</updated>
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    <title>Harry Potter News</title>
    <published>2009-02-27T13:10:08Z</published>
    <updated>2009-02-27T13:10:08Z</updated>
    <content type="html">&lt;lj-embed id="1" /&gt;&lt;img style="visibility:hidden;width:0px;height:0px;" border="0" width="0" height="0" src="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.0NXC/bHQ9MTIzNTczOTk2NjgxNSZwdD*xMjM1NzQwMTg1ODUyJnA9MzAzMzQxJmQ9Jm49bGl2ZWpvdXJuYWwmZz*yJnQ9Jm89ODkxOTUzOGJhOWNlNDc*N2FkNTc1ZjExNWU3MWIzNmU=.gif"&gt;</content>
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    <title>Un bacio è solo un bacio.</title>
    <published>2008-02-19T18:51:29Z</published>
    <updated>2008-02-19T18:51:29Z</updated>
    <category term="crisart"/>
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    <lj:music>As time goes by - Casablanca</lj:music>
    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Un bacio è solo un bacio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; G.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&lt;br /&gt;Questo racconto è stato scritto per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;Beta:&lt;/u&gt; &lt;u&gt;&lt;strong&gt;Lori&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;. C’è bisogno di aggiungere altro? Be’, a parte: grazie tesoro!!! E un grosso bacio anche a te ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;Nota:&lt;/u&gt; Questo racconto è stato scritto perché avevo una strampalata, incontenibile, giggionissima voglia di baci XD In particolare, di baci Malevolence. &lt;br /&gt;Allora mi sono detta: perché non trarre ispirazione dalla bellissima fanart Severus/Sirius che la bravissima &lt;strong&gt;&lt;u&gt;CrisArt&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; ha disegnato apposta per me?&lt;br /&gt;Già, perché no… quindi eccoci qui (la fanart la trovate a&amp;nbsp;&lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/6659.html#cutid1"&gt;QUI &lt;/a&gt;oppure nella gallery di &lt;a href="http://yaoi.y-gallery.net/user/crisart/"&gt;CrisArt&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;Una doverosa precisazione:&lt;/u&gt; Ringrazio Aliseia per la bellissima poesia Malevolence che ha scritto e pubblicato sul mio forum e per questo motivo ho voluto dedicarle un piccolo omaggio in questo mio brevissimo racconto. Lei capirà subito qual è… per tutti gli altri, se ci azzeccate anche così a caso vi mando a casa Sirius a sbaciucchiarvi ;DDD&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;Dedica:&lt;/u&gt; A &lt;u&gt;&lt;strong&gt;Lori &lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;♥ ♥ ♥ &lt;br /&gt;Perché ti adoro. Punto e basta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Un bacio è solo un bacio"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 100%"&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;You must remember this &lt;br /&gt;A kiss is just a kiss, a sigh is just a sigh. &lt;br /&gt;The fundamental things apply &lt;br /&gt;As time goes by.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And when two lovers woo &lt;br /&gt;They still say, "I love you." &lt;br /&gt;On that you can rely &lt;br /&gt;No matter what the future brings &lt;br /&gt;As time goes by.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;As time goes by - from Casablanca.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;font color="#800000"&gt;Un bacio è solo un bacio.&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Severus si morse un labbro con vigore, mentre voltava le spalle e si allontanava a grandi falcate. Gli bruciavano gli occhi e la sua saliva aveva di nuovo quell’inconfondibile sapore acre di rabbia e patetica sconfitta.&lt;br /&gt;Salazar! Non ti azzardare a piagnucolare come un poppante! – intimò a se stesso, frustrato e furioso.&lt;br /&gt;Lo sapeva che non poteva funzionare tra loro. Non tra Snape e Black. Era assurdo come cercare di unire in una sola miscela acqua e olio, non c’era bisogno di essere un abile pozionista per rendersi conto che era un’impresa impossibile, perfino il più ignorante dei Babbani avrebbe potuto dirgli che non ci sarebbe mai riuscito.&lt;br /&gt;Infatti avevano litigato. Ancora una volta. Erano troppo diversi per poter stare insieme, chissà pure perché diavolo continuavano a provarci.&lt;br /&gt;Appunto – si disse – adesso basta. Da ora in poi è un capitolo chiuso, finito! Non avrebbe mai dovuto neppure cominciare.&lt;br /&gt;Raggiunse l’ombra dell’albero tentando di mantenere le spalle dritte, anche se si aspettava da un momento all’altro il colpo di grazia, la sferzata finale da parte di Black.&lt;br /&gt;Sirius gli aveva appena dato del cervellotico, asociale, fottutissimo Serpeverde. Il ritorno all’usuale odioso nomignolo, con il quale fino a qualche mese prima era stato solito insolentirlo non doveva essere che una questione di attimi. Severus se lo sentiva già rimbombare tra le tempie: mocciosetto, frignone, Snivellus!&lt;br /&gt;A maggior ragione non poteva proprio permettersi di piangere, ci mancava solo che gli desse una vera ragione per chiamarlo in quel modo.&lt;br /&gt;Ma non arrivò nessun insulto, ci fu solo un fuggevole frullio d’ali su in alto, tra i rami fronzuti del vecchio albero. Un pettirosso si era levato in volo, abbandonando il riparo della grossa quercia nodosa, e ora si librava basso, poco distante da lui, senza badare all’umore tetro del giovane mago in uniforme scolastica.&lt;br /&gt;Severus, invece, si fermò appena oltre la protezione dell’ampio baldacchino vegetale e strinse più forte i suoi libri, quasi a cercare un punto fermo al quale aggrapparsi. &lt;br /&gt;Non sapeva nemmeno perché si era diretto verso l’albero e non aveva nessuna idea di cosa fare ora che l’aveva raggiunto. Si era semplicemente lasciato guidare da un istinto cieco, gonfio di collera e dispiacere, che gli imponeva di allontanarsi da Black il più possibile, prima di perdere il controllo una volta per tutte.&lt;br /&gt;Non aveva pensato a nient’altro.&lt;br /&gt;Sperò che Sirius se ne fosse andato, ma fu subito disilluso dal basso borbottio astioso perfettamente udibile che proveniva da un punto non troppo lontano, alle sue spalle.&lt;br /&gt;Il Grifondoro aveva deciso di seguirlo e si avvicinava a passo di carica, snocciolando a bassa voce una collerica litania di imprecazioni incomprensibili.&lt;br /&gt;Dal canto suo Severus avrebbe soltanto voluto smaterializzarsi e farla finita, ma sapeva che, anche se quel tipo di incantesimo non fosse stato inibito dalle magie poste a protezione della scuola, in realtà non gli sarebbe mai riuscito di fuggire e basta.&lt;br /&gt;Tirò un respiro profondo e si voltò di scatto a fronteggiare Black per l’ennesima volta.&lt;br /&gt;“Vediamo di farla finita!” sibilò tra i denti, prima ancora di arrivare a fissare negli occhi l’altro giovane mago.&lt;br /&gt;Sirius arretrò appena, colto di sorpresa, un braccio ancora proteso nell’intenzione di afferrare il Serpeverde per il bavero e farlo girare verso di sé, che lo volesse o meno.&lt;br /&gt;Un gesto inutile, a quanto pareva.&lt;br /&gt;Severus, comunque, non rimase meno sorpreso nell’osservare il repentino cambiamento sul volto di Black.&lt;br /&gt;Se un attimo prima Sirius aveva avuto l’espressione feroce di un grosso cane che mostra le zanne ringhiando prima di azzannare, in pochi secondi il suo sguardo si accese di una strana scintilla famelica, ancora un poco irritata ma a suo modo più avida che minacciosa. Infine, un angolo delle sue labbra puntò deciso verso l’alto e il solito sorriso sfrontato gli si dipinse sul viso.&lt;br /&gt;Ci mancò davvero poco – Severus sarebbe stato pronto a giurarci – che Black non scoppiasse addirittura a ridere.&lt;br /&gt;E lui non capiva. Non riusciva quasi mai a comprendere Black. Merlino santissimo, Sirius lo faceva ammattire!&lt;br /&gt;Se almeno fosse riuscito a non pensare che, perfino in quel frangente, il sorriso di Black era bello da star male.&lt;br /&gt;Ad ogni modo non gli rimase il tempo per biasimarsi o arrovellarsi oltre, perché Sirius fece l’ultima cosa che Severus si sarebbe mai aspettato: gli fece lo sgambetto, facendolo cadere sull’erba.&lt;br /&gt;La prima sensazione che il Serpeverde avvertì fu quel curioso sobbalzo al centro del petto che sempre si accompagna ad una caduta inaspettata. Subito dopo venne anche un dolore sordo proveniente da più parti del suo corpo. Nulla di insopportabile, salvo forse nel punto in cui le sue ginocchia aguzze erano entrate in diretta collisione con quelle di Sirius, con tanta forza che ora si meravigliava che non si fossero rotte.&lt;br /&gt;Il Grifondoro, infatti, si era lasciato andare giù con lui, sia pur cercando di assecondare il suo movimento. Gli era rovinato addosso con tutto il proprio peso e aveva fatto schizzare via dalle sue braccia i libri che Severus, fino ad un attimo prima, aveva tenuti stretti al petto.&lt;br /&gt;Aveva il viso premuto contro il torace del Serpeverde e, quando sollevò il capo verso Severus, quest’ultimo non potè fare a meno di notare che il sorriso di poco prima si era accentuato e continuava a brillare anche nelle sue iridi grigie.&lt;br /&gt;Dopo di che, prima che lui potesse anche solo iniziare a inveirgli contro, Black lo baciò.&lt;br /&gt;A dispetto della fresca ombra che pioveva su di loro, disegnando sulla pelle di entrambi un fitto merletto chiaroscuro di sagome appena smosse dalla brezza primaverile, Severus si sentì avvampare.&lt;br /&gt;Sirius non l’aveva mai baciato così, prima di allora. Le loro labbra si erano incontrate solo durante il sesso, in maniera ingorda e disordinata, in un modo un po’ ruvido e feroce, e con una foga che faceva pensare più ad una lotta che ad un vero bacio.&lt;br /&gt;Cosa passava per la mente di Sirius? Era impazzito per decidere di baciarlo così, nel bel mezzo di un disastroso litigio e per di più in pieno giorno e a scuola?&lt;br /&gt;Chiunque li avesse visti scontrarsi o insultarsi non ci avrebbe fatto caso, era la loro normale routine fin dal primo anno, ma se qualcuno fosse passato di lì, proprio in quel momento, non si sarebbe di certo limitato a stringersi nelle spalle e a liquidare la faccenda con un: “Black e Snape… eccoli che ricominciano”.&lt;br /&gt;D’altro canto quell’angolo di parco, soprattutto a quell’ora, era quasi sempre deserto e quindi il Serpeverde dovette ammettere che non era tanto l’idea di avere spettatori indiscreti a terrorizzarlo.&lt;br /&gt;Però aveva paura eccome.&lt;br /&gt;D’istinto chiuse a pugno la mano libera – l’altro braccio era rimasto incastrato sotto il corpo di Black – sentendo il desiderio di colpire il Grifondoro, di allontanarlo, di respingerlo dove non avrebbe più potuto ferirlo o illuderlo, ma non ci riuscì.&lt;br /&gt;Sirius avvertì il suo movimento senza nemmeno aver bisogno di guardarlo, e gli strinse il polso, spingendo verso il basso per tenerlo fermo. Poi approfondì il bacio, insinuando la punta della lingua tra le sue labbra sottili con un movimento languido ma determinato.&lt;br /&gt;Severus continuò a contrastarlo, tentando quasi inconsciamente di liberare il braccio dalla sua presa, ma un istinto altrettanto forte lo spinse a chiudere gli occhi. La sua bocca si arrese subito dopo.&lt;br /&gt;La dischiuse per Sirius e lasciò che lui se ne impadronisse. &lt;br /&gt;Avrebbe voluto continuare a ripetersi i mille e uno motivi per i quali non poteva permettergli di coinvolgerlo ancora e per di più così a fondo.&lt;br /&gt;Gli sarebbe piaciuto avere la lucidità per ribadire anche a Black che non aveva senso ricominciare tutto da capo.&lt;br /&gt;Invece riuscì solo a ricambiare il bacio di Sirius, tremando un po’ nel rendersi conto che le sue labbra sapevano essere tanto dolci e morbide quanto in passato erano state spietate e crudeli.&lt;br /&gt;Severus continuò a baciarlo e a lasciarsi divorare da quella bocca rossa e piena che, anche in quel momento, stava sorridendo sulla sua.&lt;br /&gt;Pochi attimi, il sapore inebriante di Sirius che si confondeva con quello della sua saliva, e nulla ebbe più importanza.&lt;br /&gt;Non il loro stupido litigio e neppure il timore che qualcuno potesse sorprenderli.&lt;br /&gt;Il pettirosso tornò a tuffarsi tra i rami, dritto nel cuore verde della quercia, scompigliandoli e agitando l’ombra delle foglie che ricamava ancora i suoi arabeschi sul viso dei due giovani maghi abbracciati.&lt;br /&gt;Sirius non ci fece caso, e Severus neppure.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="notes"&gt;&lt;div class="title"&gt;&lt;span class="label"&gt;&lt;strong&gt;Nota conclusiva:&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;Mi sono scervellata un po' sul titolo da dare a questo racconto. Alla fine ho deciso di rifarmi alla canzone che avevo in mente mentre lo scrivevo (io e la mia stupida mania di associare i racconti ai testi e/o alle musiche delle canzoni XD).&lt;br /&gt;Mi è sembrato un titolo adatto specie perchè credo che al mio Severus non faccia male ogni tanto rammentare che un bacio è solo un bacio e goderselo senza troppe elucubrazioni ;)&lt;br /&gt;E poi vado matta per quella canzone e allora volevo gigioneggiare fino in fondo XD&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Devious Journal Entry - San Valentino.</title>
    <published>2008-02-14T14:41:35Z</published>
    <updated>2008-02-14T14:41:35Z</updated>
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    <content type="html">&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://www.deviantart.com/deviation/29020851/"&gt;&lt;img alt="" src="http://tn1-1.pv.deviantart.com/fs9/150/i/2006/044/3/8/Valentine_for_the_snape_by_jamew85.png" /&gt;&lt;br /&gt;Valentine for the snape&lt;/a&gt; by ~&lt;a href="http://jamew85.deviantart.com/"&gt;jamew85&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://www.deviantart.com/"&gt;deviant&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.deviantart.com/"&gt;ART&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color="#ff0000" size="5"&gt;Buon San Valentino a tutti!&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>*_________________*</title>
    <published>2008-02-02T13:42:37Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:46:20Z</updated>
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    <content type="html">La bravissima e gentilissima &lt;a href="http://yaoi.y-gallery.net/user/crisart/"&gt;Cris&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;ha disegnato per me una stupenda fanart Malevolence.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io la trovo bellissima e non posso non inserirla anche qui! La adoro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Eccola"&gt;&lt;img alt="" src="http://img85.imageshack.us/img85/2013/siriusxsnapeoz5.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La AMO!!!</content>
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    <title>Inchiostro.</title>
    <published>2008-01-30T00:03:01Z</published>
    <updated>2008-01-30T00:03:01Z</updated>
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    <content type="html">&lt;div class="noteinfo"&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titolo:&lt;/strong&gt; Inchiostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating: &lt;/strong&gt;NC17.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&lt;br /&gt;Questo racconto è stato scritto per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Beta:&lt;/u&gt; Lori&lt;/strong&gt;, più preziosa e attenta che mai. Grazie per tutto il tempo che mi dedichi e per il sostegno inestimabile. Da te non finirò mai d'imparare!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Nota:&lt;/strong&gt; Questo racconto è stato scritto su commissione di&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;span class='ljuser ljuser-name_el_defe' lj:user='el_defe' style='white-space: nowrap;'&gt;&lt;a href='http://el-defe.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif' alt='[info]' width='17' height='17' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://el-defe.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;defenderxl&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;(sul prompt da lui ideato: Sirius/Severus - Inchiostro. Prompt che io non potevo proprio non raccogliere ;D) nell'ambito dell'&lt;strong&gt;Italian P0rn Fest&lt;/strong&gt; della L.J. Community &lt;span class='ljuser ljuser-name_fanfic_italia' lj:user='fanfic_italia' style='white-space: nowrap;'&gt;&lt;a href='http://community.livejournal.com/fanfic_italia/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/community.gif' alt='[info]' width='16' height='16' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://community.livejournal.com/fanfic_italia/'&gt;&lt;b&gt;fanfic_italia&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Un ringraziamento particolare:&lt;/strong&gt; A &lt;strong&gt;&lt;u&gt;Monica&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; e a &lt;strong&gt;&lt;u&gt;Lori &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;senza il cui continuo appoggio mi sarei lasciata sommergere da mille ansie. Se voi due non mi aveste tenuta per mano questo racconto non esisterebbe e io avrei sofferto molto di più ;) &lt;br /&gt;Non so come ringraziarvi ♥&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Dedica:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; A &lt;/p&gt;&lt;span class='ljuser ljuser-name_mixky' lj:user='mixky' style='white-space: nowrap;'&gt;&lt;a href='http://mixky.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif' alt='[info]' width='17' height='17' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://mixky.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;mixky&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, la mia tatina, alla quale auguro un mondo di bene per il suo compleanno. ♥ ♥ ♥ &lt;br /&gt;L'ho scritta pensandoti con tutto il cuore e poi anche Felpato e Snivellus ci tenevano a festeggiare con te ^^&lt;br /&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 100%"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Inchiostro"&gt;&lt;strong&gt;Inchiostro.&lt;/strong&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La china nerissima delle iridi del giovane Serpeverde non si solleva dal foglio di pergamena, fitto della sua scrittura stretta e inclinata. &lt;br /&gt;Nemmeno quando le labbra di Black si fanno così vicine al lobo del suo orecchio da arrivare quasi a lambirlo.&lt;br /&gt;Il respiro del Grifondoro ha su Severus uno strano effetto ipnotico. &lt;br /&gt;Calamita i suoi sensi e, nello stesso tempo, tira ad uno ad uno i fili di angosce e pensieri non tutti piacevoli. Anzi, per la maggior parte sono riflessioni cariche d’ansia, incertezza e astio.&lt;br /&gt;È una situazione che non ha alcun senso. È assurda e inconcepibile. Salazar! Quella è la bocca di Sirius Black.&lt;br /&gt;Fino a qualche settimana fa lui e Black si odiavano e basta.&lt;br /&gt;Era tutto così ripetitivo, ormai quasi anestetizzante.&lt;br /&gt;Desiderare Sirius, invece, spiazza Severus e lo fa impazzire. È un controsenso lacerante, che neppure la sua mente troppo rigorosa sa interpretare.&lt;br /&gt;Però, Severus sa già che, almeno per quel giorno, ha chiuso con il tema sulla prima rivolta dei Giganti. Il lunghissimo componimento che il Professore di Storia della Magia ha assegnato loro per le vacanze di Natale resterà incompleto e dimenticato.&lt;br /&gt;Mentre Black, in piedi dietro di lui, gli fa reclinare il collo di lato a furia di piccoli morsi famelici, strattonando il suo cravattino verde e argento per sfilarglielo, Severus è più che consapevole che non finirà quel compito nelle prossime ore, a dispetto di ciò che aveva programmato.&lt;br /&gt;Nel constatarlo e prendere atto dell’effetto che Black ha sul suo corpo, sente sul palato un sapore simile a quello della sconfitta, ma è differente da tutte le volte in cui l’ha assaporato a causa delle angherie di Sirius e dei suoi amici. &lt;br /&gt;Ogni volta che Sirius lo bacia, lo stuzzica, provoca i suoi dannati ormoni di adolescente, Severus assaggia il gusto di un cedimento molto più profondo di quello a cui era abituato, ma anche meno acre. Un fiele dalle sfumature ambigue.&lt;br /&gt;Lo sente nella saliva e tra le tempie, ma anche in fondo alle viscere, in un modo che non sa comprendere e che gli fa paura.&lt;br /&gt;Vorrebbe sottrarsi, ma è inutile anche solo provarci.&lt;br /&gt;Se lui lottasse, Black si ecciterebbe ancora di più. Ma il vero problema è che proprio non ci riesce.&lt;br /&gt;Non è in grado di spiegarsi il perché e non vuole accettarlo, ma non ce la fa a ribellarsi a questo nuovo tipo di tormento che Sirius ha deciso di infliggergli.&lt;br /&gt;Forse anche perché è qualcosa di avido, ma non di violento.&lt;br /&gt;Dal modo in cui gli si annoda stretto lo stomaco, Severus avverte, almeno a livello inconscio, che negarsi a Sirius significherebbe anche negarsi a se stesso.&lt;br /&gt;Non solo alle voglie del proprio corpo, che sta già reagendo fin troppo alle sollecitazioni dei denti e delle mani di Black, ma anche al modo in cui il sangue gli scorre più svelto nelle vene, al tamburo impazzito del suo cuore.&lt;br /&gt;Non è questione di sentimenti. È solo come essere costretti a decidere se vuoi spegnerti o no.&lt;br /&gt;Severus non sa perché, e preferisce non chiederselo, ma ogni volta che fa sesso con Sirius smette di sentirsi grigio. Sotto il tocco di Black, lui è dolorosamente e inequivocabilmente vivo.&lt;br /&gt;Forse è per questo che, mentre Sirius si curva ancora di più sullo schienale della sedia, iniziando ad aggredire i bottoni della sua camicia, Severus tiene gli occhi ancora fissi sul foglio abbandonato sul banco, con i palmi delle mani aperti, immobili e rigidi sul nero della stoffa dei calzoni dell’uniforme scolastica.&lt;br /&gt;Non vuole voltarsi indietro verso il Grifondoro che ancora lo sovrasta, chino sulle sue spalle.&lt;br /&gt;Finché Sirius non si stufa –&amp;nbsp; quasi subito, come suo solito – di affrontare insieme quella scomoda posizione e i troppi bottoni.&lt;br /&gt;Allora gira intorno a Snape e s’incastra con prepotenza nello spazio ristretto tra il sedile e il banco, costringendo Severus ad allargare le gambe per fargli spazio.&lt;br /&gt;Ora che Black è in piedi davanti a lui, e nasconde alla sua vista la piccola e inutile ancora di salvezza che era stata la pergamena vergata del frutto di due ore buone chino sui libri, Severus sa che non ha più senso fissare il foglio e aggrapparsi al nulla.&lt;br /&gt;Quindi solleva lo sguardo diritto verso le iridi grigie di Sirius e lo sfida con un’occhiataccia carica di disapprovazione, anche se si rende conto che è del tutto inutile. Ma inarca comunque un sopracciglio e continua a scrutarlo torvo.&lt;br /&gt;Black sorride, scordandosi per un istante la foga di levargli tutti i vestiti di dosso.&lt;br /&gt;Un sorriso strano che a Severus fa male fin dentro la cassa toracica.&lt;br /&gt;Un modo di sollevare all’insù le labbra che lui, prima che iniziasse quella nuova follia tra di loro, non gli aveva mai conosciuto.&lt;br /&gt;Non è una smorfia sarcastica, ma è comunque venato da una punta tagliente di ironia.&lt;br /&gt;Un sorriso soddisfatto ma non trionfante. Carico di aspettativa e insieme di&amp;nbsp; esultanza, come per una conferma che attesa con trepidazione.&lt;br /&gt;E, Salazar, Black è e resta un fottuto bastardo – mai dimenticarselo. Mai! – ma quando sorride in quel modo è talmente bello che Severus vorrebbe soltanto svanire. Essere altrove. Non doverlo guardare. Evaporare, magari, come il fumo di una pozione dalla bocca di uno dei suoi amati calderoni. &lt;br /&gt;Specialmente quando Sirius lo bacia. Come ora. &lt;br /&gt;Lo afferra per le braccia, costringendolo ad alzarsi in piedi, e poi, con le dita affondate nella sua nuca, preme le labbra sulle sue fino a fargliele dischiudere.&lt;br /&gt;E Severus riconosce subito la sensazione di panico e bisogno che sta per invaderlo, perché la prova ogni singola volta.&lt;br /&gt;La sente formicolare su per le gambe e incendiare il centro dei suoi pugni chiusi, stretti allo spasimo proprio perché le sue dita non possano perdersi nel groviglio corvino dei capelli di Sirius.&lt;br /&gt;Può assaggiarla insieme al sapore della bocca di Black e non fa nulla per scacciarla. Si limita a sperare che non cominci anche a rimbombargli nel petto.&lt;br /&gt;Merlino santissimo, che senso ha che Black lo baci? Non gli basta scoparselo? &lt;br /&gt;Invece lo fa sempre, ogni volta che Severus lo fissa in quel modo.&lt;br /&gt;Soprattutto quando lui, pur notando il sorriso di Sirius, non accenna ad abbassare lo sguardo.&lt;br /&gt;Ma tanto è inutile pensarci. L’intera assurda questione finirà presto. Black è uno che si annoia e Severus non intende certo tirarla per le lunghe.&lt;br /&gt;Però, baci o non baci, finché tra loro continuerà Severus non abbasserà mai lo sguardo per primo davanti a Sirius.&lt;br /&gt;Non l’ha mai fatto, neanche a costo di farsi spaccare le ossa, e questa sarebbe proprio la peggiore occasione possibile per cominciare.&lt;br /&gt;Ha idea che, in un modo o nell’altro, quando tutto si sarà concluso lui ne verrà fuori a pezzi, ma se può vuole almeno uscirne senza doversi sentire ancora più debole e patetico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quando il bacio finisce, Sirius non dice una parola, e Severus neppure. Non si parlano molto né durante né dopo i loro famelici incontri. Del resto, che senso avrebbe?&lt;br /&gt;Va bene, fanno sesso insieme, già da prima che iniziasse la pausa festiva, e oggi Black è perfino andato a scovarlo nell’aula deserta e inutilizzata nella quale Severus aveva deciso di chiudersi per finire i compiti delle vacanze di Natale. &lt;br /&gt;Il Grifondoro ha sprangato la porta e ha insonorizzato la stanza con due incantesimi rapidi ma ben riusciti, ed è evidente che ha tutta l’intenzione di sguinzagliargli contro i propri ormoni, ma questo non significa che Severus sia anche tenuto a fare conversazione.&lt;br /&gt;A dire il vero non sa nemmeno perché sta pensando a un dettaglio tanto stupido.&lt;br /&gt;Forse è solo perché finché si concentra su un qualche ragionamento, anche il più incongruo e sciocco, riesce ancora a mantenere un briciolo di controllo.&lt;br /&gt;Dopo, appena Black avrà finito di spogliarlo, sarà più difficile.&lt;br /&gt;A volte gli sembra che insieme con i suoi vestiti, stropicciati e poi gettati alla rinfusa ovunque capiti, Sirius sparpagli anche i suoi pensieri e i suoi rancorosi ricordi, sconnettendoli l’uno dall’altro.&lt;br /&gt;E allora si sente davvero messo a nudo e, di conseguenza, riconoscere se stesso e Black diventa un’impresa quasi impossibile.&lt;br /&gt;Smarrirsi così tanto lo terrorizza.&lt;br /&gt;Anche per questo, ora che Sirius ha ripreso a strattonare a casaccio la sua camicia nel tentativo impaziente di aprirsi un varco fino alla sua pelle, Severus rabbrividisce.&lt;br /&gt;“Sta fermo!” sibila stringendogli i polsi, pur sapendo che Black ha più forza fisica di lui e ci metterebbe un attimo a liberarsi. “Faccio io”.&lt;br /&gt;Un’altra piccola resa, ma vorrebbe almeno evitare lo scempio della propria uniforme.&lt;br /&gt;Possibile che Sirius non abbia la pazienza sufficiente nemmeno a&amp;nbsp; slacciare un paio di bottoni?&lt;br /&gt;Lo desidera così tanto? Lui, Snivellus? No. Ridicolo. È solo che Black è un animale. &lt;br /&gt;Tutto istinto e muscoli e niente cervello. E dire che dovrebbero averlo educato ad essere un composto e perfetto damerino.&lt;br /&gt;Bene, lui invece un cervello ce l’ha. In realtà anche Severus vuole Black, lo desidera da morire, ma è ancora capace di mandare al diavolo l’istinto e sbottonare una stupida camicia.&lt;br /&gt;Lo fa con lentezza, proprio per rimarcare la differenza tra loro. Senza smettere di disapprovare Sirius con lo sguardo.&lt;br /&gt;E ottiene una reazione imprevista, che non aveva né calcolato né voluto.&lt;br /&gt;Sirius si morde appena un labbro, appoggia una mano sul cavallo dei calzoni di Snape premendo tutto il palmo, ben aperto, contro la stoffa scura, e resta a osservarlo con aria golosa.&lt;br /&gt;Per qualche motivo si è eccitato ancora di più, Severus glielo legge negli occhi.&lt;br /&gt;Vorrebbe poter dire che lui, invece, è indifferente, ma non sarebbe vero.&lt;br /&gt;Le sue dita incespicano su uno degli ultimi bottoni, mentre sente il tessuto tendersi là dove la mano di Black continua ad avvolgere, attraverso lo schermo di stoffa, la sua erezione sempre più evidente.&lt;br /&gt;Ma non può dargliela vinta. Così mantiene immobile il bacino, anche se i suoi fianchi sono pronti a scattare in avanti perché il suo sesso possa sfregare con più decisione contro la pressione bollente del palmo di Sirius.&lt;br /&gt;Mancano solo tre dannati bottoni. Non è così difficile. Lui non è come Black. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Riuscirebbe anche a finire quello che ha cominciato, se Sirius glielo consentisse.&lt;br /&gt;Invece ad un tratto allunga una mano, e Severus fa appena in tempo a chiudere gli occhi, prima di sentire il rumore della stoffa che si lacera.&lt;br /&gt;Nulla a cui un buon incantesimo non possa rimediare, ma il suono gli resta nelle orecchie, come amplificato, mentre le labbra di Black aggrediscono il suo torace magro e piatto. Lo spazio ristretto e la scomodità della situazione non paiono essere un ostacolo sufficiente&amp;nbsp; a frenare gli istinti e le voglie di Sirius.&lt;br /&gt;Severus non riesce proprio a sottrarsi ai suoi baci e ai piccoli morsi umidi con i quali Black lo tormenta, mentre le mani del Grifondoro si impadroniscono della fibbia della sua cintura. &lt;br /&gt;Ci vuole davvero poco perché Sirius si liberi di quell’ostacolo e, slacciati anche i suoi calzoni, inizi a strattonarli verso il basso, insieme con i suoi slip.&lt;br /&gt;Ma è un tempo abbastanza lungo perché Severus si ritrovi a pregare che faccia in fretta e lo liberi da quella che ormai si sente addosso come un gabbia opprimente.&lt;br /&gt;Una preghiera senza parole che il Serpeverde si rinfaccerà molto a lungo, ma che viene esaudita quasi all’istante, come se davvero Sirius avesse potuto ascoltarla.&lt;br /&gt;La lingua di Black che traccia frenetica il contorno di uno dei suoi capezzoli gli strappa un brivido, ma è la stretta possessiva che avvolge il suo sesso a fargli sfuggire il primo gemito, anche se il polso di Sirius non ha ancora iniziato il movimento ritmico con cui è capace di farlo impazzire.&lt;br /&gt;D’istinto Severus si agita, ma lo spazio che li rinchiude è troppo stretto. Black arretra appena, senza smettere di tormentarlo.&lt;br /&gt;Il vecchio banco scricchiola e traballa.&lt;br /&gt;È costruito in un unico blocco di quercia, vecchia e tarlata. Sedile e ripiano sono un tutt’uno, uniti dalla breve pedana sulla quale Black ha incastrato entrambi.&lt;br /&gt;Severus sente il bordo della piccola panca premere poco più giù dell’incavo delle ginocchia e s’immobilizza, ma è troppo tardi.&lt;br /&gt;Sirius deve avere urtato il piano di lavoro e il Serpeverde riapre gli occhi giusto in tempo per vedere la boccetta dell’inchiostro inclinarsi e poi rovesciarsi senza scampo.&lt;br /&gt;La lunga penna d’oca grigiastra, che lui aveva abbandonato subito dopo averla intinta invano un’ultima volta, scivola di lato macchiando di china il legno consunto.&lt;br /&gt;Ma ad annodargli lo stomaco è il rivolo nero e sinuoso che, sfuggito all’imboccatura di vetro verde del calamaio, serpeggia a deturpare la pergamena sottostante.&lt;br /&gt;Sa che pensarci in un simile frangente è ancora più assurdo di tutto il resto, ma, Salazar, quello era il suo tema.&lt;br /&gt;Vorrebbe ruggirlo in faccia a Black, ma sa che suonerebbe patetico.&lt;br /&gt;Il secchione della scuola che pensa ai compiti anche mentre scopa.&lt;br /&gt;La boccetta dell’inchiostro, tozza e squadrata, rimane lì, aperta e adagiata su un fianco, a sanguinare inchiostro sulle righe sghembe della sua calligrafia finché il livello del liquido scuro non è troppo basso per traboccare ancora dall’orlo.&lt;br /&gt;Severus serra di nuovo le palpebre, stringe i denti, e non si muove più.&lt;br /&gt;Vorrebbe anche smettere di provare piacere, ma non può.&lt;br /&gt;Black non ha fatto caso al piccolo scempio che ha causato e, se anche lo notasse, non gli importerebbe.&lt;br /&gt;In quella lunghissima manciata di secondi, sufficiente a mandare in fumo il frutto di ore di studio di Severus, era troppo impegnato a godersi il calore del sesso del Serpeverde che guizzava tra le sue dita.&lt;br /&gt;Ora si china di nuovo sul suo petto, incurante dei rinnovati cigolii del banco.&lt;br /&gt;Stringe uno dei suoi capezzoli tra i denti e lascia scattare la punta della lingua a inumidirlo, prima di cominciare a succhiarlo con golosa avidità.&lt;br /&gt;Continua fino a renderlo il più possibile turgido e sensibile, poi si scosta e soffia appena sulla pelle ancora umida della sua saliva.&lt;br /&gt;A Severus sfugge un singhiozzo rauco e soffocato e Sirius sorride ancora, questa volta sulla sua pelle.&lt;br /&gt;Risale il petto del Serpeverde con indolenza, mordendo ancora e soffermandosi per un poco sulla sporgenza sinuosa di una clavicola. Per un istante si perde sulla sottile esse tracciata dalle ossa sotto l’epidermide di Severus, e ne marca l’esclusivo possesso con il segno violaceo lasciato dai propri denti.&lt;br /&gt;Infine torna a concentrarsi sulla gola di Snape, e poi raggiunge l’attaccatura del suo mento. Ne saggia i bordi con le labbra, sfiorandoli appena, finché un paio di baci più avidi e aggressivi non lo portano di nuovo sulla bocca di Snape, ora tesa in una sottile linea impenetrabile ed un poco tremolante.&lt;br /&gt;Black non è un campione nell’attesa, Severus lo sa, ed è per questo che si stupisce nel sentire il naso e uno degli zigomi del Grifondoro sfregare con una certa ruvida gentilezza sulla sua guancia, senza che Sirius lo forzi in alcun modo al bacio.&lt;br /&gt;D’un tratto Black smette di occuparsi della sua erezione e porta entrambe le mani in alto a circondargli e intrappolargli il viso. Sirius spinge il bacino in avanti a sfregare contro quello di Snape e, da quel momento in poi, non ha più nessun bisogno né di costringere il Serpeverde a baciarlo né di aspettare ancora.&lt;br /&gt;Che lo voglia o no, e per quanto gli sembri ancora una pura pazzia, a Severus basta il contatto un po’ ruvido tra la sua pelle nuda e il sesso duro e teso di Black, ancora imprigionato dietro il tessuto dell’uniforme scolastica, per spalancare la bocca in un gemito irrefrenabile.&lt;br /&gt;Ed è nel momento esatto in cui cerca, con disperata necessità, di riprendere fiato che Sirius lo bacia di nuovo, insinuandosi nel varco creato dai suoi gemiti.&lt;br /&gt;Le labbra di Black sono rosse e piene. È come se Severus, anche se ha chiuso subito gli occhi, potesse osservarle mentre lo divorano, morbide e implacabili.&lt;br /&gt;Black bacia come il folle che è: a guardarli dal di fuori i suoi baci sono furiosi e prepotenti, ma dentro, nel palato di Severus, sulla sua lingua, non è in atto nessuna guerra o tempesta. Non da parte di Black.&lt;br /&gt;Sirius lo stuzzica e lo assapora con affondi lenti e pieni, a ritmo con le spinte secche e decise dei fianchi di entrambi, e Severus impazzisce. &lt;br /&gt;Non si rende nemmeno conto del fatto che Sirius lo sta facendo ruotare su se stesso e che il pungolo che ora gli preme sulle natiche non è più quello del sedile, bensì il bordo tondeggiante del largo ripiano inclinato del banco.&lt;br /&gt;Non ci pensa. Non vuole riaccendere il cervello. Ha paura di farlo.&lt;br /&gt;Più il calore del bacio di Sirius gli si scioglie in bocca e più le mani che hanno ripreso ad accarezzarlo diventano quelle di un amante senza nome.&lt;br /&gt;Desiderate prima ancora di conoscerle, eccitanti e, soprattutto, accettabili. Mani che hanno tutto il diritto di esplorare ogni centimetro del suo corpo, di scorrere sulla sua schiena e sui suoi fianchi.&lt;br /&gt;Dita alle quali Severus può concedere i suoi respiri spezzati e i brividi che gli percorrono irrefrenabili la spina dorsale.&lt;br /&gt;Finche il bacio continua, diluendosi e arrestandosi solo per brevi momenti, nei quali ciascuno dei due tenta come può di tornare a respirare, tutto ha un senso per Severus, forse proprio perché non deve mettere in moto il suo cervellino iperattivo per cercarne uno.&lt;br /&gt;Se può dimenticarsi di chi sono, nulla può vietargli di concedersi interamente all’altro giovane mago, anche se, in fondo, Severus sa di avere ancora paura di ciò che sta provando.&lt;br /&gt;Ma è una paura diversa da quella che lo assalirebbe se si rammentasse davvero chi lo sta baciando.&lt;br /&gt;Si sente risucchiare in un tempo fatto di minuti che sembrano secoli e nel quale non esistono più rancori, né temi deturpati o Case con i cravattini di colori diversi.&lt;br /&gt;Più tardi, quando tutto sarà finito, ancora una volta Severus si arrovellerà a lungo, domandandosi se Black è consapevole dell’effetto che gli fa con i suoi baci e pregando che il Grifondoro sia davvero irriflessivo a tal punto da non accorgersene.&lt;br /&gt;Dal canto suo, lui ne è fin troppo conscio.&lt;br /&gt;Quando Sirius smette di baciarlo è sempre come se Severus si fosse appena risvegliato da una vita che non può appartenergli.&lt;br /&gt;È come se i baci di Sirius fossero un incantesimo che lo imprigiona e, nello stesso tempo, lo slega dai vincoli della realtà quotidiana.&lt;br /&gt;E nel momento esatto in cui Black smette di baciarlo, anche adesso, quell’incantesimo non è affatto spezzato, solo che il Serpeverde ne diviene consapevole e gli sembra di ammattire un’altra volta, ma in maniera del tutto diversa, lucida e sconsolata.&lt;br /&gt;Salazar! Sono solamente baci! È ridicolo e indecoroso anche solo ragionarci sopra così tanto. Figuriamoci paragonarli alla magia. Nemmeno fosse una stupida ragazzina innamorata.&lt;br /&gt;Però, mentre Sirius si scosta all’indietro, fissandolo con un lieve ghigno divertito stampato sul viso, Severus non può fare a meno di notare una serie di inquietanti particolari.&lt;br /&gt;La camicia di Black, ad esempio. La ricordava chiusa e tesa sul torace ampio e ben proporzionato. Invece ora è slacciata, e non è più infilata nei pantaloni.&lt;br /&gt;Lascia scoperto il petto del Grifondoro e in alcuni punti è talmente stropicciata da dare l’idea che qualcuno si sia divertito a strizzarne la stoffa tra le dita, torcendola fin quasi al punto di rottura.&lt;br /&gt;E poco più su della vita di Sirius, c’è un punto nel quale spiccano ancora piccoli segni arrossati, l’uno vicino all’altro, come se qualcuno si fosse aggrappato alla carne di Black con tutte le proprie forze.&lt;br /&gt;Solo che Severus ancora non riesce a credere di essere stato lui.&lt;br /&gt;Eppure, anche senza quell’ultima conferma, Severus è certo di avere avuto per tutto il tempo le mani di Sirius addosso, su di sé. Senza interruzioni e senza tregua. Il che vuol dire che Black non si è certo spogliato da solo, era troppo impegnato ad esplorare lui.&lt;br /&gt;Ad aumentare lo sbigottimento di Severus e a dargli la certezza finale ci pensa il Grifondoro, che segue il suo sguardo incredulo e scoppia in una breve risata compiaciuta.&lt;br /&gt;Gli brillano gli occhi mentre ride, e non fa nulla per nascondere la propria ilarità, tanto che il Serpeverde si morde a sangue un labbro e, in un impeto stizzoso, prova il desiderio intenso e spasmodico di allungare le braccia e spintonarlo via, con malevolenza. Fino a farlo cadere all’indietro. Facendogli male, zittendolo. &lt;br /&gt;Black, però, non gliene dà il tempo.&lt;br /&gt;Si inchina di scatto, incastrandosi a stento nello spazio troppo ristretto che li contiene, afferra i fianchi di Snape con entrambe le mani e stringe, attirandolo verso di sé.&lt;br /&gt;Preme il viso sul ventre piatto di Severus, sfiorando appena con il mento la sottile peluria del suo pube, e inspira a fondo, godendosi il breve singulto che sfugge alle labbra dell’altro ragazzo.&lt;br /&gt;Severus vorrebbe chiudere gli occhi, ma non ci riesce. È ipnotizzato dal profilo diritto e perfetto del naso di Black che sfrega piano sulla sua pelle.&lt;br /&gt;A osservarlo in quel modo, dall’alto, seminascosto dalla nuvola scura dei capelli nerissimi, Sirius è eccitante da togliere il fiato.&lt;br /&gt;Nemmeno quando lo vede schiudere le labbra e incominciare a leccare con lentezza il suo sesso congestionato, Severus riesce ad abbassare le palpebre per fuggire altrove.&lt;br /&gt;Incapace di smettere di guardare, sente lo scatto nervoso della propria erezione che tenta di sottrarsi a quella tortura e che nello stesso tempo la invoca, pulsando allo stesso ritmo ormai caotico del suo cuore.&lt;br /&gt;Poi Sirius comincia a succhiarlo, ed è allora, in quell’esatto istante, che solleva lo sguardo verso Snape e i loro occhi si incontrano.&lt;br /&gt;Severus coglie la scintilla di trionfo nelle iridi grigie di Black e fa un ultimo disperato tentativo per rifugiarsi al sicuro dietro lo schermo delle palpebre, ma non ottiene alcun risultato.&lt;br /&gt;Ora non riesce più a pensare che distogliere lo sguardo per primo sarebbe una sconfitta. Vorrebbe solo ottenere una tregua, a qualunque prezzo.&lt;br /&gt;Non è la prima volta che Black gli riserva un simile trattamento, ma in nessuna delle precedenti occasioni lui gli ha mostrato così chiaramente che effetto gli fanno le sue attenzioni.&lt;br /&gt;È certo che Sirius gradisce la nuova consapevolezza appena acquistata, perché il suo ritmo si fa più serrato e il sesso di Snape scivola più a fondo nel calore della sua bocca.&lt;br /&gt;Black lo saggia e lo tormenta con le labbra, con la lingua e perfino con i denti, guidato più dall’istinto e dalla voglia che dall’esperienza, ma senza alcun impaccio.&lt;br /&gt;Severus geme più forte e abbandona ogni speranza di opporsi. I suoi fianchi si spingono con foga in avanti a cercare ancora più appartenenza e piacere, e le sue mani decidono in assoluta autonomia di volersi aggrappare alle ciocche ribelli dei capelli di Sirius.&lt;br /&gt;Per un lungo istante la sensazione è la stessa del bacio: estraniante e assoluta.&lt;br /&gt;Black si agita un poco, spostando come può il peso del corpo per cercare un equilibrio nella scomoda posizione in cui è costretto, e il movimento si trasmette anche a Snape, che si ritrova a tendersi, mugolando appena, mentre il banco scricchiola alle sue spalle.&lt;br /&gt;Ha lo sguardo velato dal piacere, ma si accorge comunque che Black ha preso ad armeggiare con i propri calzoni nel tentativo di slacciarli il prima possibile.&lt;br /&gt;Un’impresa difficile in quelle condizioni, specie considerando che Sirius non sembra intenzionato a smettere di torturare il giovane Serpeverde neppure per un istante.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;“La pazienza è la virtù dei forti”, dicono i Babbani, ma Black è un mago Purosangue e ormai non gliene è rimasta nemmeno un grammo. Così si arrende, cerca a tentoni la propria bacchetta, come sempre spavaldamente infilata nella tasca posteriore dei calzoni, e quando si accorge che è incastrata nel sedile del banco la strattona senza troppi complimenti.&lt;br /&gt;Una volta che è riuscito a liberarla la impugna e un istante dopo è nudo, proprio come desiderava. L’incantesimo successivo fa svanire ciò che resta dei vestiti di Severus e, se quest’ultimo avesse ancora un minimo di raziocinio, di sicuro dovrebbe ammettere che Black se la cava con gli incantesimi non verbali. &lt;br /&gt;Ma è proprio perché la bocca di Sirius è impegnata in tutt’altro che Severus riesce solo a rabbrividire di desiderio, quando capisce che Sirius ha appena impugnato la propria erezione e si sta accarezzando senza alcun pudore.&lt;br /&gt;Merlino, se qualcuno potesse vederli in quel momento, non potrebbe che definirli male assortiti,&amp;nbsp; Severus ne è convinto. Eppure, senza alcun motivo logico al mondo, c’è qualcosa di perfetto in quel lungo istante in cui entrambi godono allo stesso ritmo serrato e costante.&lt;br /&gt;Severus si sente molto vicino al limite e non gli importa più di niente, purché Sirius continui a tenerlo avvolto in quel calore umido e soffocante.&lt;br /&gt;È capitato altre volte che Black lo facesse venire in quel modo, prima di prenderlo con tanta foga da farlo eccitare ancora.&lt;br /&gt;La prima volta che è successo Sirius ha sentenziato, placido e impudente, “Hai un buon sapore, Snape”, e poi l’ha baciato.&lt;br /&gt;Per Severus assaggiare il proprio orgasmo sulla lingua del Grifondoro è stata un’esperienza sconvolgente. Come se, fino a quel momento, non si fosse davvero reso conto che era stato proprio Black a donargli tanto piacere.&lt;br /&gt;Allora gli era parso impossibile. Black era quello che amava torturarlo per il divertimento dei suoi stupidissimi amici, non poteva essere la stessa persona che lo desiderava a tal punto da esultare nel sentirlo godere.&lt;br /&gt;Ancora oggi, Severus non è riuscito a ricucire quell’assurda dicotomia tra il ragazzo che, per anni, ha odiato più di chiunque altro e la persona che ogni fibra del suo corpo vuole con un’intensità tale da scavalcare ogni logica e ragionamento.&lt;br /&gt;Del resto, al momento, il Serpeverde non sta affatto riflettendo su quello spinoso argomento. Riesce solo ad ansimare e inarcarsi più che può, offrendosi alle cure di Sirius, anche se in parte sono un vero tormento.&lt;br /&gt;Ma Black, per una volta, ha altri progetti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non è il tipo che di solito tergiversa né un amante che predilige lunghissimi preliminari, però, ogni tanto, a Sirius piace giocare, anche se ha un’idea tutta sua di cosa si intende per gioco.&lt;br /&gt;Un’idea che Severus, ancora, non conosce affatto.&lt;br /&gt;Se gli domandassero se si fida di Black, negherebbe con decisione, e mentirebbe.&lt;br /&gt;Il suo cervello, almeno a livello cosciente, non ripone la minima fede nel Grifondoro. Il passato, ancora così recente, glielo impedisce.&lt;br /&gt;Ma il suo corpo, invece, smentisce ogni pregiudizio su Sirius. E anche i precedenti depongono a favore di Black.&lt;br /&gt;Forse Severus sarebbe capace di aspettarsi ancora crudeltà e violenza, anche mentre fanno sesso, però, dentro di sé, sa che non accadrà nulla di brutale tra loro. Non in quei momenti. &lt;br /&gt;Magari tregua non è il termine giusto per definirli, ma di sicuro sono qualcosa che desiderano entrambi.&lt;br /&gt;Per questo gli sfugge un singulto frustrato quando Sirius gli sottrae la sua bocca e si rialza, mantenendo tra loro una certa distanza.&lt;br /&gt;Severus si consola pensando che, fino ad un attimo prima, il piacere era così forte da premergli il nome di Black su per la gola. &lt;br /&gt;È stato davvero ad un passo dall’invocarlo, tra un gemito e l’altro, ma ora quell’urgenza è svanita.&lt;br /&gt;Meglio così. Una pazzia in meno, una concessione in meno alla vanità del Grifondoro.&lt;br /&gt;Piuttosto, Sirius sembra scrutarlo come se stesse cercando di tornare a respirare regolarmente e, insieme, rimuginando una delle sue trovate geniali. E di solito è sempre stato Severus a farne le spese. Ciò nonostante, il Serpeverde non riesce a distogliere lo sguardo dalle guance arrossate dell’altro giovane mago. &lt;br /&gt;È così vivo. Sirius non è mai grigio e spento.&lt;br /&gt;L’indecisione del Grifondoro non dura a lungo. Se Snape gliel’avesse chiesto, un attimo fa, avrebbe scoperto che Black non stava affatto progettando qualche tiro a suo danno.&lt;br /&gt;Solo che rimanere incastrato in quella posizione tanto inconsueta e scomoda cominciava ed essere insopportabile, gli formicolavano le gambe. Tuttora gli manca ancora un po’ il fiato &lt;br /&gt;Forse è perché non gli era mai capitato prima che Severus lo guardasse, così senza schermi, mentre facevano sesso insieme.&lt;br /&gt;Ma anche se Snape, con quella sua impacciata sfacciataggine, gli aveva fatto venire voglia di giocare un po’ più a lungo del solito, Sirius non aveva in mente nulla di particolare prima che i suoi occhi incontrassero, per puro caso, il calamaio che giace ancora rovesciato sul tavolo.&lt;br /&gt;Poi, con la coda dell’occhio, ha notato la boccetta dell’inchiostro abbandonata alle spalle del Serpeverde. Non ha pensato, ha soltanto deciso cosa aveva voglia di farne, senza chiedersene nemmeno il motivo.&lt;br /&gt;Sì è allungato per afferrarla, schiacciando Snape contro il banco, e ora la tiene tra le dita e le sue labbra sono incurvate in un mezzo sorriso sbilenco.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Severus non capisce. Che c’entra ora il calamaio?&lt;br /&gt;Se lo domanda, ma non fa in tempo a formulare neppure un’ipotesi.&lt;br /&gt;Black gli fornisce subito la risposta.&lt;br /&gt;Torna a scostarsi da lui e gli preme una mano sul plesso solare, impedendogli di sottrarsi. Black spinge senza fargli male, ma con forza sufficiente a fargli arcuare la schiena, poi accosta il tozzo calamaio alla sua clavicola sinistra e lo inclina con voluta lentezza. Ha ancora quello strano sogghigno disegnato sul viso e qualcosa di indefinibile, forse perfino una certa compiaciuta concentrazione, brilla nel grigio delle iridi quando un rivoletto nero d’inchiostro scivola giù a macchiare l’epidermide chiara di Snape.&lt;br /&gt;Severus si agita un poco, ma ottiene solo di far deviare appena la scia di china che gli solca la pelle. Magari spingere via Sirius o cercare di bloccargli i polsi sarebbe più efficace, ma è troppo sbigottito per pensare a quella semplice soluzione.&lt;br /&gt;“Sei impazzito, Black?” sbotta e - dannatissimo Godric! - che suono spaurito e roco ha la sua voce. Proprio l’ultimo tipo d’intonazione che vorrebbe sentirsi usare col Grifondoro, ma non c’è nulla da fare, questa volta Severus è sul serio intimorito, perché proprio non riesce a capire le intenzioni dell’altro giovane mago.&lt;br /&gt;Per tutta risposta Sirius si sporge verso di lui, troppo in fretta perché Snape possa fermarlo, e si china a marchiargli il petto con i denti.&lt;br /&gt;Un istante dopo Severus rabbrividisce, mentre Sirius succhia piano uno dei suoi capezzoli, per poi definire il contorno della piccola aureola scura con la punta della lingua. Lentamente e con tutta calma.&lt;br /&gt;Il Grifondoro stringe ancora il calamaio nella destra, ma la sua mano sinistra torna a scorrere sul corpo di Snape, e Sirius non sembra affatto impensierito all’idea che entrambi si stanno macchiando d’inchiostro.&lt;br /&gt;Bacia, morde, succhia, ovunque gli vada di farlo. La traccia scura e sbavata sulla pelle del Serpeverde diventa l’unico limite ormai invalicabile davanti al quale la bocca di Sirius indietreggia, e Severus, intanto, si perde di nuovo.&lt;br /&gt;Non sarà un controsenso in più a fornirgli una buona scusa per smettere di desiderare Black. Severus lo sa ed è anche in grado di accorgersi che, per qualche inspiegabile motivo, Sirius è perfino più eccitato di prima.&lt;br /&gt;Così eccitato che ogni suo gesto sembra carico di un desiderio tanto esasperato da poterci affogare dentro.&lt;br /&gt;Snape piega il collo di lato, offrendo la gola a quelle labbra morbide e piene e, nel suo petto, l’ambizione di ottenere di più imbavaglia momentaneamente l’orgoglio, mettendolo a tacere.&lt;br /&gt;Quando, all’improvviso, Black si ferma, buona parte del torace snello e spigoloso di Severus è ormai imbrattata da una macchia scura e scontornata, e segnato, qua e là, da impronte più o meno marcate dei polpastrelli di Sirius.&lt;br /&gt;Lui cerca di non prestarci troppa attenzione, ma non può fare a meno di notare le sbavature lasciate dalle dita del Grifondoro vicino allo sterno, o in basso attorno al suo ombelico, e ancora più giù.&lt;br /&gt;L’inchiostro non si è ancora asciugato del tutto, nemmeno sulla mano di Sirius, che ora pare osservare il risultato del proprio esperimento con una certa attenzione.&lt;br /&gt;Come un bambino davanti al mistero di un’orma sconosciuta o ad un disegno astratto – pensa Severus – Ma Black sta giudicando lui o la propria bravata? &lt;br /&gt;In ogni caso, tutto tra loro è in qualche modo surreale, inutile cercare di dare un senso a quest’ultima specifica follia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quanto a Sirius, sembra che lo spettacolo sia di suo gradimento, ma nemmeno lui deve essere intenzionato a ragionarci su a lungo.&lt;br /&gt;Un attimo dopo Severus sente il respiro caldo di Black solleticargli la pelle.&lt;br /&gt;“Girati” soffia il Grifondoro a pochi centimetri dal suo orecchio, facendo scorrere una piccola scarica di adrenalina lungo la sua spina dorsale.&lt;br /&gt;Non è un imposizione, e neppure una preghiera, ma contiene abbastanza urgenza da trasmetterne un poco anche al corpo di Snape, che decide di assecondare la necessità di entrambi.&lt;br /&gt;Sirius arretra per lasciargli spazio e Severus tenta di zittire le recriminazioni del proprio cervello, mentre cerca una posizione che non sia troppo scomoda.&lt;br /&gt;Lo spazio ristretto non gli lascia alternative più onorevoli che chinarsi in avanti e appoggiare il busto sul ripiano del banco. La pergamena fin troppo a lungo dimenticata gli si incolla al petto e al Serpeverde non basta la chiostra serrata dei denti per contenere del tutto un basso grugnito di fastidio, ma sa già che Black non gli darà alcuna importanza.&lt;br /&gt;Perciò adagia le braccia ripiegate ai lati del corpo e aspetta, preparandosi a stringere il bordo esterno del ripiano.&lt;br /&gt;Ed è allora che lo sente: un piccolo peso al centro della schiena, appena spostato sul lato destro per non gravare sulle vertebre che s’intravedono in rilievo sotto la sua pelle tesa.&lt;br /&gt;Severus non intuisce subito cosa sia, ma ci vuole poco perché la sua sensibilità si acuisca. La sensazione non è di un oggetto freddo, però è di certo squadrato ed è per questo che capisce di cosa si tratta.&lt;br /&gt;È il calamaio, col poco carico di liquido nero e vischioso che ancora contiene.&lt;br /&gt;Dato che sul banco non c’era più spazio, Black deve averglielo posato sulla schiena per liberarsi le mani.&lt;br /&gt;Ma perché non appoggiarlo sull’impiantito o non scagliarlo via e basta?&lt;br /&gt;Sirius sfiora l’attaccatura delle sue natiche in punta di dita e Severus si scorda suo malgrado la domanda che la sua mente ha appena formulato.&lt;br /&gt;Dimentica del tutto anche il calamaio, non appena Black si insinua più a fondo, a sfiorare il cerchio contratto dei suoi muscoli.&lt;br /&gt;Il Grifondoro lo forza con lentezza ad aprirsi per accoglierlo, e Severus trema un po’, soprattutto per l’urgenza a stento trattenuta che sente nei movimenti di Black.&lt;br /&gt;È evidente che la voglia di Sirius è molto vicina a rompere gli argini e travolgerlo, ma lo è altrettanto il fatto che in qualche modo Black sta cercando di contenerla, probabilmente per non fargli provare dolore.&lt;br /&gt;Sirius non è un mago nel frenare i propri istinti. Non lo è mai stato, neppure come amante, fin dalla prima volta.&lt;br /&gt;Che ora si trattenga è qualcosa che si incide nel petto di Severus molto più in profondità di qualunque angheria o insulto del passato, e il piacere che prova quando alla fine il Grifondoro inizia a spingere dentro di lui con due dita gli chiude la bocca dello stomaco in un nodo indistricabile.&lt;br /&gt;Solo quando la reazione spontanea dei suoi fianchi alle esplorazioni di Black si fa tanto incontenibile da coinvolgere tutto il suo corpo Severus si rammenta del curioso fardello che gli grava sulla schiena.&lt;br /&gt;Lo sente sobbalzare e un istinto senza nome lo costringe a irrigidirsi e restare il più possibile immobile per non far cadere la boccetta.&lt;br /&gt;Il che è ridicolo. Perché mai dovrebbe preoccuparsi per la sorte di quello stupido calamaio?&lt;br /&gt;Ciononostante, il Serpeverde sa già che, perfino in quella situazione inverosimile, farà di tutto per evitare di farlo cadere.&lt;br /&gt;Magari in seguito si racconterà che è stufo di essere sporco d’inchiostro appiccicoso e vuole solo evitare di macchiarsi ancora perché è già abbastanza impiastricciato così com’è.&lt;br /&gt;La verità, però, è che se non cercasse di mantenere in equilibrio il vecchio calamaio antiquato che, prima che a lui, è appartenuto a sua madre, gli sembrerebbe di lasciar cadere se stesso, una volta per tutte.&lt;br /&gt;Severus, in fondo, sa che è quello il vero motivo dei suoi sforzi, e sospetta che Black possa immaginarlo. Che l’abbia fatto apposta. Giusto per stuzzicarlo un po’. Del resto, punzecchiarlo è sempre stato uno dei passatempi favoriti del Grifondoro.&lt;br /&gt;Severus, dal canto suo, è troppo testardo per lasciar perdere, anche se la sua ostinazione ha un sapore incongruo e perfino un po’ grottesco.&lt;br /&gt;Come a confermare i suoi sospetti, Sirius aumenta il ritmo, allarga appena le dita dentro di lui, le flette piano, cerca i punti in cui è più sensibile, e Snape capisce che è una guerra persa in partenza, ma stringe i denti e ordina a tutti i suoi muscoli di pietrificarsi.&lt;br /&gt;Black si stufa in fretta dei preliminari. Forse ha accumulato davvero troppa voglia, oppure ha solo deciso che il gioco in quel modo è troppo leale.&lt;br /&gt;Quali che siano i suoi motivi, ad un tratto smette quell’accurato tormento e per un istante non c’è più alcun contatto tra il suo corpo e quello del Serpeverde.&lt;br /&gt;Severus non ha bisogno di voltarsi indietro a osservarlo per capire quello che sta per succedere e, quando avverte il calore del sesso di Sirius che gli preme contro, leggermente inumidito di qualcosa che potrebbe essere anche solo saliva, le sue gambe si ammutinano. Inutile continuare a sperare che rispettino il suo dictat sull’immobilità.&lt;br /&gt;Per quanto la prigione del banco lo consente, Severus si ritrova a divaricarle ad uso e consumo di Black, perché gli sia più agevole prenderlo.&lt;br /&gt;Le sue labbra sottili si stringono in una linea dura e tesa, ma riescono solo ad attutire il suono del basso ringhio che gli raschia la gola.&lt;br /&gt;Salazar! È peggio di quando Black faceva il bullo, ora finisce col dargliele davvero tutte vinte.&lt;br /&gt;Il breve suono rancoroso, con il suo carico di rimproveri a se stesso, ha comunque vita breve. &lt;br /&gt;Sirius è così irruente e tangibile nel penetrarlo da strappargli prima un gorgoglio dolente e, subito dopo, un evidentissimo gemito eccitato.&lt;br /&gt;L’aver mantenuto contratti più che poteva i muscoli del bacino ha un effetto collaterale che Severus non aveva calcolato: gli sembra di non aver mai sentito Black dentro di sé in un modo altrettanto esasperato e vivido. Riesce a percepire ogni singolo particolare, non solo la consistenza e il calore intossicante dell’erezione di Sirius. Proprio come se fossero intrappolati l’uno nella carne dell’altro.&lt;br /&gt;È solo il primo affondo, ma basta e avanza per spezzargli il fiato. &lt;br /&gt;I sensi del Serpeverde paiono concentrarsi in un unico punto nodale, stretto attorno al sesso congestionato di Black, e solo nel momento in cui il calamaio, ancora miracolosamente in bilico sulla sua schiena, vacilla in modo allarmante, il tatto di Snape torna ad essere qualcosa che riguarda tutto il suo corpo.&lt;br /&gt;Sente uno degli spigoli appuntiti del recipiente di vetro premere un po’ più a fondo sulla sua pelle, mentre gli altri si sollevano, e comprende in un solo respiro che non può fare nulla per evitare il minuscolo disastro che sta per compiersi. Perciò si arrende.&lt;br /&gt;La boccetta si adagia su una delle facce squadrate che la compongono. Severus ne sente l’imboccatura solleticargli una vertebra e poi è soltanto un lieve peso che rotola via svelto, mentre Black comincia a spingere, senza ulteriori indugi.&lt;br /&gt;Una scia liquida di china ancora fresca è tutto ciò che resta a marchiarlo, mentre il tonfo del calamaio che finalmente tocca il suolo si perde tra i suoi respiri arrochiti e i gemiti brevi e secchi che scuotono la gola di Black. La traccia scura e lucida all’inizio scorre diritta, parallela alla sua spina dorsale, facendolo rabbrividire, ma poi subito si biforca sinuosa in due rami sottili. Il primo si estingue quasi subito poco più su dell’attaccatura delle sue natiche, mentre il secondo trova nuovo slancio per rotolare oltre l’orlo un po’ aguzzo del suo fianco sinistro, ma viene intercettato dalle dita di Black.&lt;br /&gt;Sirius non sembra infastidito nel ritrovarsi impiastricciata d’inchiostro anche la mano che fino ad allora era rimasta pulita. Anzi allunga anche l’altra aprendo il palmo, premendo con forza là dove le prime vertebre in rilievo iniziano a mostrarsi sulla schiena di Snape, e pare voler quasi giocare, come un bambino che non sa resistere dall’infilare le mani dentro un barattolo di vernice fresca. Poi, proprio come in risposta ad un impulso infantile, afferra i fianchi del Serpeverde, tenendo le dita ben distese e separate, calcando i polpastrelli in profondità sulla pelle tesa, quasi che la sua principale preoccupazione consista nell’assicurarsi di lasciare sul corpo di Severus due impronte il più possibile nitide di sé.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sirius aumenta il ritmo e china il busto in avanti, cercando un maggior contatto con corpo di Snape.&lt;br /&gt;Ora Severus sente i gemiti del Grifondoro piovergli direttamente sul collo e sul viso. Singulti brevi e all’apparenza lamentosi, come se il piacere che li anima fosse addirittura troppo acuto e intenso perché Black riesca a sopportarlo senza spezzarsi. Del resto, anche lui a tratti si sente pervadere da un dolore sottile che, però, non ha nulla di fisico. &lt;br /&gt;Le spinte di Black diventano sempre più frenetiche, ma le sue mani restano saldamente aggrappate ai fianchi ossuti di Snape, strette e sovrapposte alle orme scure sottostanti.&lt;br /&gt;Il sesso arrossato del Serpeverde guizza, pulsando dolorosamente, teso e trascurato. Severus vorrebbe avere la forza di mandare al diavolo l’orgoglio e concedersi le attenzioni che questa volta Sirius pare intenzionato a negargli, ma è già abbastanza difficile accettare il modo in cui, per tutto il tempo, le sue labbra si sono lasciate catturare da quelle dell’altro giovane mago, ogni volta che Black ne aveva voglia.&lt;br /&gt;Non darà mai a Black la soddisfazione di vederlo costretto a masturbarsi. Per nessun motivo al mondo. Quindi stringe più forte i bordi del banco e cerca di non pensare più a nulla.&lt;br /&gt;Non è poi così difficile, dal momento che il piacere si fa sempre più svelto, incalzante, imperioso, fino ad esplodere caldo e tangibile nell’orgasmo di Black.&lt;br /&gt;A differenza del solito Sirius non si allontana subito da lui, ma piuttosto lo avvolge ancora di più, coprendolo, circondandolo, pelle su pelle. Non lo si può definire un abbraccio solo per il fatto che le mani di Black serrano ancora il suo bacino in una morsa possessiva e indolore, e dunque le sue braccia non gli cingono affatto le spalle o la vita.&lt;br /&gt;Sconcertato e incredulo, Severus sente il sesso di Sirius rilassarsi e scivolare via abbandonandolo, ma il Grifondoro, per il momento, non sembra interessato a muoversi.&lt;br /&gt;Per un istante, non rinchiudere più dentro di sé il desiderio dell’amante fa sentire Snape davvero nudo e insoddisfatto.&lt;br /&gt;La certezza che il respiro di Black, ancora molto irregolare, continua a sfiorargli la gola è l’unica cosa che istintivamente lo consola, ed è un sollievo che lo tortura senza possibilità di scampo. &lt;br /&gt;“Severus…” &lt;br /&gt;Il Serpeverde non risponde. Quella singola parola ha gelato ogni sua protesta mentale. Sirius non l’ha mai chiamato per nome prima d’ora, neppure una volta da quando lo conosce. Severus è sempre stato fortunato se gli veniva concessa almeno la dignità astiosa del cognome.&lt;br /&gt;Black è Black, e lui è Snivellus, Ragnetto, Sgorbio. È solo uno che il piccolo idolo della scuola ha deciso di scoparsi perché tormentarlo con insulti e incantesimi sleali, alla lunga, doveva essere diventata una noia.&lt;br /&gt;Vorrebbe ringhiargli di smetterla con queste stronzate, ma a Sirius deve essere andato in tilt il cervello una volta per tutte.&lt;br /&gt;Altrimenti non si spiega perché gli ha appena farfugliato in un orecchio: “Dammi il tempo di tirare il fiato, ok…”, e poi l’ha baciato di nuovo.&lt;br /&gt;Eppure, se non fosse stato Sirius Black a pronunciare quelle poche parole impastate, compreso il suo nome proprio, Severus avrebbe pensato che intendeva rassicurarlo, fargli capire che non l’avrebbe mai lasciato inappagato e umiliato. &lt;br /&gt;Malgrado tutto, è proprio questo il significato che continua a ronzargli tra le tempie, confondendolo fino al punto di fargli tremare le gambe.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla fine, Sirius si solleva e si lascia ricadere indietro sul sedile. Questa volta il Serpeverde non ha bisogno di sentirselo chiedere per voltarsi a fronteggiarlo. È il suo desiderio a decidere, mescolato con un po’ d’imbarazzo all’idea di restare esposto allo sguardo di Black in una posizione tanto vulnerabile.&lt;br /&gt;I suoi muscoli protestano, percorsi da un molesto formicolio e irrigiditi per essere stati troppo a lungo contratti. La sua erezione svetta arrossata e ancora più evidente in confronto alle grandi chiazze d’inchiostro rappreso che gli sporcano il petto e gli incorniciano i fianchi aguzzi. &lt;br /&gt;Severus non si accorge nemmeno che il suo sguardo e di nuovo inchiodato alle iridi color ardesia di Black e che, ancora una volta, è carico di automatica sfida.&lt;br /&gt;Del resto non vuole guardare il risultato degli esperimenti del Grifondoro. Specie i due marchi neri e nitidi sulle sue anche. Li ha visti con la coda dell’occhio, solo per un istante, e ne ha avuto a sufficienza. Abbastanza per notare che, in questo caso, neppure le sbavature che ne attutiscono i contorni hanno potuto confonderne le linee inequivocabili. Anche un cieco saprebbe leggere nella china ormai asciutta la forma ampia e sicura di due palmi aperti e delle dita lunghe e nervose di Black.&lt;br /&gt;Parlano di possesso esclusivo. Una cosa che tra loro non ha alcuna logica, quindi Severus ha deciso che ci penserà dopo. Oppure proverà a dimenticarsene.&lt;br /&gt;E se anche non giungesse a questa risoluzione Sirius riuscirebbe in ogni caso a distrarlo da quel tipo di ragionamento.&lt;br /&gt;Black, infatti, indietreggia più che può per concedersi spazio di manovra, e ha sul viso un’espressione decisamente sorniona.&lt;br /&gt;“Ho le mani ancora sporche d’inchiostro, Severus” dichiara placido e impudente. “Dovrai accontentarti della mia bocca”.&lt;br /&gt;Snape rabbrividisce. Ancora il suo nome e poi quella stupida, grossolana bugia. È vero che le dita di Black, così come buona parte del suo torace, sono macchiate di nero non meno del corpo di Severus, ma la tinta è secca, si è fissata sulla pelle di entrambi e non può più sporcare niente di quello che li circonda.&lt;br /&gt;Severus non è tanto sciocco da non sapere come stanno davvero le cose: a Sirius piace quello che sta per fargli, è così che preferisce farlo godere; punto e basta. Ma lo diverte tentare di metterlo in imbarazzo e – Salazar! - a volte ci riesce fin troppo bene.&lt;br /&gt;Il Serpeverde si morde l’interno della guancia con ferocia. Sa che funziona, l’ha già sperimentato: è il modo più sicuro per evitare di arrossire e per ritrovare un minimo di autocontrollo. Non è il caso di comportarsi come una verginella, o di credere di potersi esaltare all’idea che Sirius, proprio lui, muoia dalla voglia di succhiarglielo, Snivellus o non Snivellus. &lt;br /&gt;Black, comunque, non sembra fare molto caso alla sua reazione, almeno fino a quando non lo sente ansimare dopo aver stuzzicato il suo sesso con una serrata fila di baci, risalendo dalla base alla punta.&lt;br /&gt;Merlino, quanto deve sentirsi potente – pensa Severus&amp;nbsp; - perché glielo lascio fare?&lt;br /&gt;Ma non si sottrae e, neppure questa volta, riesce a chiudere gli occhi. Non vuole, tanto vale ammetterlo almeno con se stesso. Guardare la lingua di Sirius che si sostituisce alle labbra lo sferza con un’eccitazione troppo forte per poterci rinunciare.&lt;br /&gt;Senza nemmeno accorgersene o doverci riflettere, il Serpeverde si solleva fino a sedersi sul ripiano del banco, spostando il proprio peso all’indietro e sostenendosi con le braccia. Alza anche le gambe, puntando i piedi sul legno della piccola panca, ai lati del corpo di Black, agevolandone il compito e, nello stesso tempo, imprigionandolo del tutto, senza rendersi conto che in questo modo lo sta reclamando per sé con perentoria impellenza.&lt;br /&gt;Vacilla appena un poco solo quando Sirius mugola accaldato e privo di qualunque ritegno: “Godric… sei duro da impazzire…”&lt;br /&gt;Black e la sua totale, assoluta mancanza di pudore. Fa e dice tutto quello che gli passa per la mente. Per questo è così libero da far male al cuore.&lt;br /&gt;Un altro ottimo motivo per sperare che finisca tutto in fretta, se non fosse che Mister Irruenza sembra avere appena scoperto il gusto sadico della lentezza, e Severus lo sta sperimentando sulla propria pelle, alla lettera.&lt;br /&gt;Black ha deciso di procedere sul serio con calma. Anziché prenderlo subito in bocca continua a leccarlo, goloso e indolente. Si sofferma a lungo solo sulla punta dell’erezione di Snape, succhiandola appena, baciando la sua pelle calda e pulsante. Assapora le prime gocce di un piacere che, per ora, sembra voler soltanto esasperare ma non ancora appagare e, intanto, sfrega la fronte sul ventre di Severus e le sue mani tornano a sovrapporsi alle orme d’inchiostro.&lt;br /&gt;Ancora una volta le sue labbra fanno tremare il Serpeverde, scivolano a torturare perfino i suoi testicoli, li abbandonano per un morso fugace alla carne tenera dell’incavo dell’inguine e poi tornano indietro e ricominciano tutto da capo.&lt;br /&gt;Severus geme più forte quando i denti di Sirius raggiungono anche la piega delle sue natiche e, nel momento in cui il respiro di Black accarezza il cerchio ancora arrossato dei suoi muscoli, deglutisce a vuoto e stringe il legno del banco talmente forte da fargli emettere un sonoro e lamentoso scricchiolio.&lt;br /&gt;Black solleva lo sguardo e annuisce con aria complice e soddisfatta.&lt;br /&gt;“La prossima volta, Severus…” promette con una punta di ironia, ma anche con la convinzione di una minaccia maliziosa.&lt;br /&gt;Snape preferisce ignorare le implicazioni di quest’ultima affermazione del Grifondoro. Si agita, irritato della propria impazienza, e il bisogno di chiedere di più gli si annoda in gola. Ed è una fortuna, altrimenti finirebbe per invocare davvero il nome di Black.&lt;br /&gt;Poi, finalmente, Sirius inizia a succhiarlo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Severus non aveva idea che si potesse farlo in maniera tanto avida e insieme così lenta ed estenuante.&lt;br /&gt;È impossibile sperare che le sue gambe smettano di tremare, e lo è anche cercare di non diventare matto mentre osserva il proprio sesso che viene preso e rilasciato, preso e rilasciato dalle labbra carnose di Black.&lt;br /&gt;E quando il Grifondoro accelera il ritmo Severus s’inarca e vorrebbe nuovamente annientarsi e svanire.&lt;br /&gt;Sente il nome proprio di Black risuonare tra le alte volte a crociera e sa che è stato lui a gemerlo, quasi a gridarlo, insieme con le incitazioni che lo seguono, ma fatica a convincersene.&lt;br /&gt;Eppure quelle poche sillabe sono ancora impastate con la sua saliva e Severus le sente rimbombare nel petto, come se fossero state urlate in una caverna e ripetute dall’eco all’infinito.&lt;br /&gt;Sirius, Sirius, Sirius, ancora e ancora. Non fa poi così male, non è un nome poi così tagliente e affilato come pensava, non lo avvelena. Ma brucia come il fuoco. È liberatorio e nello stesso tempo toglie l’aria ai suoi polmoni.&lt;br /&gt;Black non dice nulla in risposta. &lt;br /&gt;I suoi gesti si fanno definitivamente frenetici, concitati, pressanti, finché Severus viene con un ultimo secco singhiozzo.&lt;br /&gt;Solo allora le palpebre si abbassano sulle iridi nere del Serpeverde. Il buio che si sostituisce all’immagine di Black intento a farlo godere è un vero sollievo. Gli ricorda la sensazione di refrigerio che solo una doccia gelata può darti in una nottata afosa di agosto, e gli consente di concentrarsi solo sul proprio respiro per riuscire a regolarizzarlo.&lt;br /&gt;I cigolii del banco gli riportano una vaga eco dei movimenti di Sirius, ancora troppo vicino, intrappolato tra le sue gambe, così Severus le abbassa di scatto e cerca di riportare il battito del cuore ad un ritmo accettabile.&lt;br /&gt;Si sposta appena per trovare una posizione più rilassata, poi sente il fruscio dei vestiti: Black deve aver rimaterializzato la propria uniforme. O magari ha trasfigurato il mantello in un paio di calzoni e in una camicia che reggano il tanto da consentirgli un dignitoso rientro nella Torre di Grifondoro.&lt;br /&gt;Black è bravo in Trasfiguarazione. &lt;br /&gt;Quanto a lui, Severus sa che dovrà fare altrettanto, visto che Sirius ha fatto evanescere anche i suoi vestiti, senza neppure porsi il problema di domandargli il suo consenso. D’altro canto, lui gliel’ha lasciato fare.&lt;br /&gt;Così come gli ha lasciato rovinare il suo tema e, quasi certamente, mandare in briciole il calamaio di sua madre. &lt;br /&gt;Ma che importanza ha? Di sicuro non sono queste le concessioni più gravose che ha fatto a Black. Merlino! L’ha perfino chiamato per nome pregandolo di non smettere.&lt;br /&gt;Gli basta pensarci per sentire di nuovo quel curioso fiele che sa di resa e nello stesso tempo è indefinibile. E poi quello stupido languore più o meno all’altezza della bocca dello stomaco.&lt;br /&gt;Tutte perfette idiozie che, a dar loro corda, non gli sono di nessun aiuto nel suo tentativo di ricomporsi.&lt;br /&gt;È evidente che Black ha fretta di andarsene, ora che ha finito, perché mai lui dovrebbe mostrare meno impazienza di levarselo di torno?&lt;br /&gt;Severus riapre gli occhi giusto in tempo per vedere Sirius puntargli la bacchetta proprio al centro del petto. D’istinto digrigna i denti, e formula a mente l’incantesimo per richiamare la sua, fin dal principio abbandonata nel piccolo vano sotto il ripiano del banco. Black, però, è più svelto e, prima ancora che il sottile legno magico sia saldamente impugnato dalle dita nervose di Snape, ha già pronunciato il suo sortilegio.&lt;br /&gt;Severus non sente il dolore che, per un attimo, si era aspettato. Niente maledizioni, nessuno spasmo. I suoi muscoli non si contorcono prima di fissarsi nella rigidità innaturale del Petrificus Totalus.&lt;br /&gt;Black ha soltanto fatto ricomparire i suoi vestiti. O almeno, una camicia bianca e un paio di pantaloni neri. Niente slip, però, e guarda caso il Grifondoro sembra essersi scordato di rendergli anche il suo cravattino verde e argento.&lt;br /&gt;Nel rendersi conto del vero intento di Sirius a Severus tremano le labbra e gli occhi gli bruciano come se si fossero appena riempiti di sabbia.&lt;br /&gt;E Sirius lo sta osservando – Salazar! – è impossibile che non noti la sua reazione.&lt;br /&gt;Lui preferisce ignorare il fatto che, per un momento, Black gli è sembrato sul punto di ridere, ma subito dopo ha stretto le labbra in una smorfia tirata. Forse di sorpresa, chissà? Se sottintendeva altri significati, Severus preferisce non domandarselo.&lt;br /&gt;Ci sta perfino facendo l’abitudine: è da quando Sirius ha cominciato ad armeggiare con il suo calamaio, tirando fuori una stranezza dietro l’altra, che lo sport favorito del Serpeverde è diventato quello di non porsi domande.&lt;br /&gt;Forse l’irriflessività di Black, alla lunga, è contagiosa. Magari anche lui potrebbe prendere il vizio di non pensare. Se ci riuscisse davvero, potrebbe essere un vero incubo, oppure un bene incommensurabile.&lt;br /&gt;A quanto pare, comunque, al Grifondoro il trucco riesce ancora a meraviglia: prima di tutto agire! &lt;br /&gt;Infatti, Sirius mette via la bacchetta e poi si sporge a baciarlo.&lt;br /&gt;La sua bocca conserva ancora un poco il sentore dell’orgasmo di Snape e anche se il bacio è breve il Serpeverde non può non accorgersene.&lt;br /&gt;“Hai proprio un buon sapore quando vieni” soffia Black sulle sue labbra leggermente dischiuse.&lt;br /&gt;Sirius sembra essere di ottimo umore. “Mi fa venire voglia di ricominciare da capo” ammette tranquillo.&lt;br /&gt;Poi, però, si allontana, prima di puntualizzare: “Non oggi. Scommetto che al momento non vedi l’ora di farti una doccia… Chissà se basterà, o dovremo usare qualche incantesimo per togliere tutto questo inchiostro?” Nel domandarselo si osserva le mani; i palmi sono completamente macchiati di china ormai secca.&lt;br /&gt;Black scuote il capo, come se, una volta tanto, anche lui stesse rimuginando su qualcosa. “Comunque non verrà via solo con l’acqua” constata, e Snape coglie una sorta di prepotente entusiasmo nel suo tono. “Questa volta, Severus, credo che ti rimarrò addosso un po’ più a lungo”.&lt;br /&gt;È il discorso più corposo e articolato che Sirius gli abbia mai tenuto, ma Severus riesce a pensare solo all’ultima frase. &lt;br /&gt;Salazar, Black l’ha fatto apposta! Era questo che voleva, fin dal principio. E ha ragione, andrà davvero così, sta già succedendo.&lt;br /&gt;Le possibili conseguenze colpiscono il Serpeverde come un pugno in pieno stomaco, tanto da costringerlo a distogliere lo sguardo dall’espressione felina del viso di Sirius.&lt;br /&gt;Black non aggiunge altro. Si districa agilmente dalla gabbia del banco e si avvia verso la porta senza ostentare né fretta né indugio. È un attimo prima che abbia sciolto la fattura che li chiudeva dentro, un breve guizzo di trionfo nei suoi occhi e nel suo sorriso, anche se Snape non si è voltato a guardarlo. Poi sparisce nel corridoio male illuminato come se nulla fosse e senza un saluto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Severus, invece, non saprà mai quanto ci ha messo a riscuotersi. Forse una manciata di secondi, o magari una vita intera. Sa solo che le parole di Sirius continuano a ripetersi nella sua mente e che sono anche più tenaci del marchio lasciato dalle mani del Grifondoro sui suoi fianchi.&lt;br /&gt;Accorgersene lo riempie di una sottile vertigine, che non lo abbandona neppure mentre cerca di pensare solo al lato pratico di ciò che lo circonda.&lt;br /&gt;Deve recuperare le sue cose, andarsene, farsi sul serio una lunga doccia. Spegnere quel dannatissimo cervello che si ritrova e azzittire anche i sensi.&lt;br /&gt;Sulla pergamena fin troppo maltrattata la caparbietà ostinata della sua calligrafia pignola e sghemba non si distingue quasi più. Il foglio è stropicciato, piegato, perfino strappato in più punti. Non vale nemmeno la pena di perdere tempo ad appallottolarlo e gettarlo in un cestino, ma Severus lo accartoccia comunque nel pugno chiuso, prima di farlo evanescere. Solo perché ha bisogno di stringere, lacerare, sfogarsi, bruciare il poco di energia che gli rimane.&lt;br /&gt;La penna d’oca sembra essere svanita nel nulla, e lui odia dover ispezionare il ripiano sporco e tremolante su cui l’aveva vista cadere, perché al solo guardarlo rivede se stesso adagiato sul legno come su un piccolo altare pagano: offerto, eccitato, del tutto affidato a Sirius.&lt;br /&gt;Ad ogni modo è una ricerca breve, perché un attimo dopo ritrova la lunga cannuccia piumata, adagiata in un punto in ombra sul pavimento di pietra grigia. Dovrà ripulire anche questa – pensa rigirandosela tra le dita sottili – è tutta incrostata d’inchiostro. Proprio come lui.&lt;br /&gt;Pochi passi più in là il calamaio di sua madre, immobile e opaco, lo attende al varco, senza fretta.&lt;br /&gt;Severus si china a raccoglierlo e, quando finalmente lo afferra, non sa se è più forte la voglia di scagliarlo via, riducendolo in mille pezzi, oppure quella di avvolgerlo nel palmo della mano, appena un po’ sudato, finché il suo tatto non diventi tutt’uno col vetro spesso e freddo.&lt;br /&gt;Alla fine la caduta non ha rotto la vecchia boccetta, ne ha solo scheggiato uno spigolo e filato l’imboccatura.&lt;br /&gt;Nulla d’irreparabile, una vera sciocchezza alla quale si potrebbe porre rimedio anche col più maldestro e debole dei Reparo. Roba da studentelli del primo anno.&lt;br /&gt;Però, mentre lo ripone e si alza per lasciare la stanza, Severus sa già che non pronuncerà mai l’incantesimo per aggiustarlo, né smetterà mai di usare proprio quel recipiente, e neppure comprerà mai un'altra ampolla per sostituirlo.&lt;br /&gt;Sua madre non sarà contenta quando vedrà come l’ha ridotto, ma non ha importanza. Quello non è più solo il calamaio di Eileen Prince e, chissà, forse nemmeno lui è più solo Snivellus.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Dietro le palpebre.</title>
    <published>2008-01-16T22:53:51Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:22:21Z</updated>
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    <content type="html">&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Titolo:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; Dietro le palpebre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Rating:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="noteinfo"&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&lt;br /&gt;Questo racconto è stato scritto per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Beta:&lt;/u&gt; Lori. &lt;/strong&gt;Come sempre preziosissima e indispensabile, perchè senza di lei non avrei nemmeno trovato il coraggio di partecipare ad un concorso con questo mio piccolo racconto.&lt;br /&gt;Grazie di tutto, tesoro! ♥&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="notes"&gt;&lt;div class="title"&gt;&lt;span class="label"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Note&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="noteinfo"&gt;&lt;p&gt;In primo luogo: questo racconto nasce per raccogliere la sfida di un concorso lanciato dal sito "&lt;a href="http://www.criticoni.net/"&gt;Criticoni&lt;/a&gt;" (l'amministratore è &lt;/p&gt;&lt;span class='ljuser ljuser-name_el_defe' lj:user='el_defe' style='white-space: nowrap;'&gt;&lt;a href='http://el-defe.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif' alt='[info]' width='17' height='17' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://el-defe.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;defenderxl&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;Il tema della II Disfida lanciata dallo staff del sito, in sintesi, era il colore rosso, legato al rating NC17 in chiave erotica. (Ma vi consiglerei di leggere il bando, io sono stata davvero sbrigativa nella mia spiegazione).&lt;br /&gt;Questa piccola one-shot&amp;nbsp;è ciò che lo spunto della Disfida mi ha ispirato.&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In secondo luogo: Quella che state per leggere è una Severus/Sirius e il POV è quello di Severus. Ma si tratta di una Malevolence un po' fuori dai miei soliti schemi. Consideratela ambientata in un ipotetico mondo alternativo nel quale quei due abbiano potuto rimanere insieme ed essere molto più "liberi" rispetto ai propri sentimenti (e se preferite considerate anche questo Severus un po' OoC, anche se dire AU per me è abbastanza ^_-).&lt;br /&gt;Spero che sarà comunque una piacevole lettura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Infine: Dedico questo racconto alla stessa &lt;strong&gt;Lori &lt;/strong&gt;che l'ha betato e si meriterebbe di molto meglio ^_________^ &lt;br /&gt;Ad &lt;strong&gt;Alexia&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;alla quale&amp;nbsp;ho molto pensato mentre lo scrivevo.&lt;br /&gt;E a &lt;strong&gt;Mony&lt;/strong&gt; che capirà ;)&lt;br /&gt;Tutte e tre sono nel mio cuore!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Dietro le palpebre"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 140%"&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#800000"&gt;Dietro le palpebre.&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;L’orgasmo fa esplodere lampi rossi dietro le mie palpebre chiuse.&lt;br /&gt;La tua mano stringe ancora il mio sesso, imprigionando nel palmo inumidito gli ultimi guizzi scomposti, mentre mi affondi dentro così forte che le mie ginocchia si sollevano dal materasso, e le mie braccia cedono.&lt;br /&gt;Rassegnato e del tutto affidato alle tue voglie mi lascio cadere in avanti. La mia fronte cerca nel cuscino un refrigerio che non sarà mai sufficiente a placare la mia febbre di te.&lt;br /&gt;Stringo i denti sulla stoffa sgualcita, impregnandola di saliva e gemiti. Serro anche i pugni afferrando il bordo del guanciale, come se bastasse per non perdermi.&lt;br /&gt;Il piacere non vuole saperne di abbandonarmi. Insiste, brucia, mi confonde, mi sferza. Dà vita ad ogni mia cellula.&lt;br /&gt;Come può la fragilità di un corpo umano, la sua miseria, riuscire a contenere e sopportare qualcosa di così tanto potente? Qualcosa di così terribile e sacro?&lt;br /&gt;Cosa c’è in te che, in un solo istante, è capace di stregare per sempre la mia mente?&lt;br /&gt;Vorrei che finisse. Ora, adesso, subito. Tutto. Ogni singolo vincolo che ci lega. Prima che possa essere tu a scioglierli.&lt;br /&gt;Perché devi sempre farmi perdere il senno?&lt;br /&gt;Il mio cuore non lo sa, e la mia ragione nemmeno. Però alla mia carne non importa.&lt;br /&gt;Lei ti cerca, ti desidera. &lt;br /&gt;Io, attraverso di lei, fibra per fibra, ti voglio per me.&lt;br /&gt;Ti sento ancora e mi manca il fiato.&lt;br /&gt;Il tuo calore, la tua fame, la tua energia bollente. Voglio tutto di te.&lt;br /&gt;Quando sei dentro di me, tutto è rosso e acceso dietro le mie palpebre, e non importa quanto io possa lottare, mi sento impazzire. Sempre. Tutte le volte un po’ di più.&lt;br /&gt;Mi sembra di aver cessato di essere me stesso e ho paura.&lt;br /&gt;Ma, se potesse durare in eterno, firmerei la mia condanna senza un solo rimpianto.&lt;br /&gt;Spinta dopo spinta, con i tuoi gemiti sulla pelle, potrei anche morire adesso e non mi importerebbe. So che tu mi riporteresti indietro. Non mi lasceresti crollare.&lt;br /&gt;Eppure non riesco a scordare il morso acre del timore.&lt;br /&gt;Tu mi costringi ad avere paura di me stesso.&lt;br /&gt;É solo sesso, mi dico. Respira più a fondo. Lasciati andare.&lt;br /&gt;Invece mi chiudo più che posso intorno a te, e quando ti sento scivolare fuori dal mio corpo, fin quasi ad uscirne, come se volessi davvero abbandonarmi, mi sfugge un singhiozzo disperato, che solo un nuovo affondo del tuo sesso duro e teso riesce a consolare.&lt;br /&gt;Non riesco a credere a quello che sono disposto a diventare sotto il tocco delle tue dita, ad ogni nuova oscillazione del tuo bacino, in cambio dei tuoi baci.&lt;br /&gt;Ad un tratto acceleri il ritmo, e io vorrei solo urlare.&lt;br /&gt;Così lo faccio. Volto il capo da un lato, e grido rauco il piacere insopportabile e prezioso con cui m’invadi.&lt;br /&gt;Lo sento imperlarmi la nuca di sudore e scuotere i miei fianchi quando tu ti ci aggrappi. É annodato alla bocca del mio stomaco e mi brucia gli occhi e le viscere. Mi impone di tremare e io non so sottrarmi.&lt;br /&gt;Allora gemo, spaventato come una creatura appena formata e del tutto ignara dal mondo. Perché ogni volta che ti avvolgo dentro di me sono costretto a rinascere.&lt;br /&gt;Non ti dirò mai quanto odio e quanta gratitudine provo per il modo assoluto in cui mi obblighi ad amarti e a comprendere me stesso.&lt;br /&gt;Se davvero tu volessi imprigionarmi, domarmi, ordinarmi di essere solo tuo non ci riusciresti. Mai.&lt;br /&gt;É il modo in cui ansimi il mio nome sul mio collo che mi lega.&lt;br /&gt;Io il mio nome l’ho sempre detestato, ma la maniera in cui tu lo pronunci lo rende del tutto nuovo. &lt;br /&gt;Ipnotica, bassa, bisognosa, la tua voce lo trasforma in qualcosa che assomiglia alla semplicità nuda di una preghiera.&lt;br /&gt;Non importa quanto impeto sospinge i tuoi fianchi ad incontrare il mio tepore, non contano i segni arrossati delle tue dita che mi resteranno addosso: il mio nome è bello tra le tue labbra.&lt;br /&gt;Ed è veramente mio solo adesso che ti si spezza in gola, mentre ti inarchi con violenza, troppo vicino all’apice.&lt;br /&gt;Le tue braccia s’incastrano d’istinto sotto le mie, e salgono ad attirarmi a te.&lt;br /&gt;Anche la mia schiena s’incurva, e il mio bacino sprofonda, inchiodato al materasso ancora umido del mio orgasmo.&lt;br /&gt;Quasi immobile, tentando un’ultima inutile e strenua resistenza ai tuoi limiti, mi cerchi le labbra e so che dovrei continuare a tenere gli occhi chiusi. É così che si fa quando ci si bacia.&lt;br /&gt;Ma ho bisogno di vedere la mia stessa febbre nel tuo sguardo.&lt;br /&gt;Perciò mi lascio mordere le labbra e godo nello scoprirti smarrito tanto quanto me. &lt;br /&gt;Esulto senza pietà, proprio come se ci fossimo appena scambiati i ruoli.&lt;br /&gt;Il tuo corpo mi ricopre come la più pesante e rassicurante delle coltri e la paura che ho di amarti si sgretola nell’intreccio feroce delle nostre mani unite.&lt;br /&gt;Poi, finalmente, il tuo seme mi riscalda e tu non sai quanto adoro l’attimo perfetto in cui sussulti dentro di me per l’ultima volta, e fino a che punto può capitarmi di detestare il pensiero che attraverso di me il tuo piacere non avrà mai frutto.&lt;br /&gt;Non te lo dirò mai. Mentre di certo sai già che ti amo.&lt;br /&gt;Però, ti pregherò di restare così e lasciarmelo dire ancora.&lt;br /&gt;E quando il respiro sarà tornato regolare, e il mio cuore la smetterà di correre come un folle, sono certo che ricomincerò ad accorgermi che pesi troppo, che le ossa del tuo bacino premono tanto a fondo nella mia carne da farmi male, e perfino che le mie gambe formicolano punte da mille spilli di torpore. &lt;br /&gt;Tornerò a sentirmi reale.&lt;br /&gt;Per ora, riesco solo a chiudere di nuovo gli occhi per cercare di trattenere il più a lungo possibile il rosso ed accecante stordimento che mi doni.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Buon Natale!</title>
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    <content type="html">&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="6"&gt;&lt;font color="#339966"&gt;Buon&lt;/font&gt; &lt;font color="#ff0000"&gt;Natale&lt;/font&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/malevolence_ny/pic/00001y5d/"&gt;&lt;img height="240" alt="" width="184" border="0" src="http://pics.livejournal.com/malevolence_ny/pic/00001y5d/s320x240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size="4"&gt;Fanart by &lt;/font&gt;&lt;a class="u" href="http://kc-chan-.deviantart.com/"&gt;&lt;font color="#3b5a4a" size="4"&gt;kc-chan-&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Nuovo layout!</title>
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    <content type="html">&lt;p align="left"&gt;&lt;font size="3"&gt;Grazie a &lt;strong&gt;&lt;font color="#339966"&gt;Weasleygirl&lt;/font&gt; &lt;/strong&gt;ora "S" ha un layout tutto nuovo e davvero a tema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io lo trovo meraviglioso!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La grafica base è di &lt;a href="http://community.livejournal.com/butterflybox/"&gt;Butterfly Box&lt;/a&gt;. Il banner nell'header è di &lt;strong&gt;&lt;font color="#339966"&gt;Weasleygirl&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Mio.</title>
    <published>2007-11-12T13:59:50Z</published>
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Dal suo sogno e dalla mia idea si è sviluppato poi qualcosa che è andato anche oltre le mie aspettative. Ci tenevo a ringraziarla. *+* tata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica: &lt;/strong&gt;A &lt;strong&gt;&lt;u&gt;Weasleygirl&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;, per il suo compleanno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Auguroni, Val, è stato un vero piacere scrivere il tuo regalo e spero che ti piacerà, lo meriti tutto e di più ^____^ (consideralo un regalo anche da parte di Mixky ^_-).&lt;br /&gt;Goditi il compleanno. Che ti porti tutto quello che desideri.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un bacio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ny&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Mio"&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 100%"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 100%"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;All I want (The Cure)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;Tonight I'm feeling like an animal&lt;br /&gt;Tonight I'm howling inside&lt;br /&gt;Tonight I'm feeling like an animal&lt;br /&gt;Tonight I'm going wild&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;And all I want is to be with you again&lt;br /&gt;And all I want is to hold you like a dog&lt;br /&gt;And all I want is to be with you again&lt;br /&gt;With you again&lt;br /&gt;Just to hold you like a dog&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;*&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;Jealous Guy (John Lennon)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;I was dreaming of the past&lt;br /&gt;and my heart was beating fast&lt;br /&gt;I began to lose control&lt;br /&gt;I began to lose control&lt;br /&gt;I didn't mean to hurt you &lt;br /&gt;I'm sorry that I made you cry&lt;br /&gt;Oh my I didn't want to hurt you&lt;br /&gt;I'm just a jealous guy&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;I was feeling insecure&lt;br /&gt;You might not love me anymore&lt;br /&gt;I was shivering inside&lt;br /&gt;I was shivering inside&lt;br /&gt;Oh I didn't mean to hurt you&lt;br /&gt;I'm sorry that I made you cry&lt;br /&gt;Oh my I didn't want to hurt you &lt;br /&gt;I'm just a jealous guy&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;*&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mio.&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Avevo levato anche le scarpe.&lt;br /&gt;Mi sentivo sciocco e infantile a camminare in punta di piedi per non svegliarlo.&lt;br /&gt;“Tra un’ora al massimo sono a casa, Severus”.&lt;br /&gt;Avevo detto così, prima di uscire.&lt;br /&gt;Poteva anche non esserci. Magari se n’era andato, indispettito. A volte lo faceva.&lt;br /&gt;Viviamo insieme durante l’estate. Anche se ce ne ho messo per convincerlo.&lt;br /&gt;Io non ne potevo più di Grimmauld Place, e lui non aveva più nessuno ad aspettarlo in quello squallore di quartiere Babbano in cui abitava quando i suoi erano vivi.&lt;br /&gt;Così, con l’aiuto economico di mio zio, ho preso in affitto la mansarda, godendomi gli strepiti di mia madre, quando ne è venuta a conoscenza.&lt;br /&gt;Ma poi ha accettato quasi con sollievo quel gesto che significava il mio definitivo allontanamento da casa Black.&lt;br /&gt;Un figlio derazzato e Grifondoro non è cosa su cui lei abbia piacere di posare gli occhi ogni giorno per ben tre mesi, e non era certo più felice, quando stavo da James. I panni sporchi si lavano in famiglia. E comunque le mie di macchie non sono del tipo che si cancella.&lt;br /&gt;Non secondo la mia affettuosa mammina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La mansarda è piccola.&lt;br /&gt;Due sole stanze. Con il bagno più minuscolo e malmesso che io abbia mai visto.&lt;br /&gt;É disadorna. Gelida in inverno e rovente in estate, ma è nostra.&lt;br /&gt;Non solo mia. Appartiene anche a Severus.&lt;br /&gt;Qui è sempre stato più facile che a Hogwarts.&lt;br /&gt;Niente apparenze da salvare, nessun odio di Casa a dividerci.&lt;br /&gt;Uno spazio neutrale.&lt;br /&gt;All’inizio, lo osservavo curioso muoversi per quelle due uniche camere ammobiliate.&lt;br /&gt;Com’era Severus, quando si trovava in un ambiente che era anche suo?&lt;br /&gt;Avrebbe abbassato del tutto la guardia?&lt;br /&gt;Cosa avrebbe fatto per rendere quel luogo più personale?&lt;br /&gt;Non granchè, in fondo, come ho avuto modo di scoprire: qualche vestito ordinatamente riposto nell’armadio o nei cassetti, a evidenziare il mio caotico disordine, e poi i libri.&lt;br /&gt;Volumi di diversi tipi che vanno e vengono, e non mi salta mai in mente di leggere anche io.&lt;br /&gt;Polverosi, seri quanto lui, e noiosi.&lt;br /&gt;Lui, invece, non è mai stato una fonte di noia per me.&lt;br /&gt;A volte, lo ammetto, inorgoglisco al pensiero che gli basta la mia presenza a rendere il nostro scomodo sottotetto casa sua.&lt;br /&gt;Quella notte, però, cercavo di prestar fede al nome che i miei amici mi avevano dato come Animagus.&lt;br /&gt;Ero certo di esserci riuscito, finchè non lo vidi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Faceva caldo.&lt;br /&gt;Quell’afa densa di agosto in cui ti sembra di diventare pesante, come l’umidità che ti si appiccica sulla pelle, levandoti ogni possibile sollievo.&lt;br /&gt;Nemmeno il vento e il profumo del cielo notturno erano stati sufficienti a far scomparire il sapore pastoso, di troppe sigarette e di Whisky Incendiario scadente, che mi legava la bocca.&lt;br /&gt;Di solito la sola velocità rombante della mia motocicletta basta a scuotermi di dosso la noia, la rabbia e quel senso di disagio che non ha nome, ma che non ha nulla a che vedere col caldo estivo.&lt;br /&gt;Certe volte, però, il mio umore non migliora affatto, e quella era una di quelle notti in cui mi sentivo decisamente peggio che a inizio serata, e non capivo se mi dava più fastidio l’afa, o la strana elettricità che mi crepitava tra le tempie.&lt;br /&gt;Non che me lo stessi domandando.&lt;br /&gt;Avevo bevuto troppo. Malgrado fossi appena smontato da una moto volante mi sentivo appiccicoso e accaldato.&lt;br /&gt;E, Godric, perché diavolo dovevo camminare in punta di piedi?&lt;br /&gt;Non avevo fatto nulla di male.&lt;br /&gt;Se Severus non andava d’accordo con i miei amici, questo non significava che io dovevo smettere di vederli.&lt;br /&gt;Perché non avrei dovuto bere qualcosa in loro compagnia?&lt;br /&gt;Se proprio avessi voluto rompermi la testa con noiosissime elucubrazioni, – mi ero detto – tanto valeva chiedermi, invece, cosa ci facevo insieme con un riccio come lui, musone e per di più Serpeverde.&lt;br /&gt;Però, avanzavo lo stesso a tentoni, nel buio calore del minuscolo soggiorno, sperando che Severus ci fosse, ma anche di trovarlo pesantemente addormentato.&lt;br /&gt;Scoprire che se n’era andato mi avrebbe infastidito e ferito, ma anche doverci litigare sarebbe stato seccante.&lt;br /&gt;Non che lui faccia mai delle vere scenate. &lt;br /&gt;Quando ce l’ha con me si limita a tenere un broncio più impenetrabile di un muro di pietra. Il che stimola una qualche molla crudele del mio intimo, perché ogni volta finisco con l’essere io a stuzzicarlo, finchè non esplode.&lt;br /&gt;Allora diventa una gara a chi colpisce più a fondo, e non riesco mai a trattenermi, azzanno per fare male, anche se non è ciò che desidero realmente.&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;*&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poi sentii un mormorio breve e indistinto, nel buio della stanza.&lt;br /&gt;Colsi con certezza solo la esse finale dell’incantesimo, soffiata via come un refolo di vento gelido.&lt;br /&gt;Lo vidi prima ancora di avere il tempo di ricompormi.&lt;br /&gt;Lo spazio del bilocale è talmente ristretto che il fiotto di luce che sgorgava dalla punta della sua bacchetta bastò ad illuminarlo quasi per intero.&lt;br /&gt;Rimasero solo pochi scampoli d’ombra, appesi tristemente negli angoli, e sotto i pensili del cucinino.&lt;br /&gt;Severus sembrava più pallido del solito.&lt;br /&gt;Lo notai, anche se ero già più seccato del previsto.&lt;br /&gt;Lo ero per la rigida linea diritta in cui erano atteggiate le sue labbra sottili, e ancora di più per le braccia che teneva strettamente intrecciate sul petto.&lt;br /&gt;M’irritava anche solo il fatto che riuscisse a prestar fede al suo nome, e ad apparire austero e sprezzante, perfino con indosso una t-shirt e uno stupido, comunissimo paio di calzoncini da pigiama.&lt;br /&gt;Gli ho proibito in modo tassativo di dividere il letto con me avviluppato in una di quelle antiquate, orribili e ridicole vesti da notte da vecchio mago in disarmo.&lt;br /&gt;Così Severus ha dovuto adattarsi.&lt;br /&gt;Eppure aveva l’aria di un inquisitore del Wizengamot in alta livrea, ritto in piedi a fissarmi in quel modo, mentre io cercavo invano di fingermi tranquillo e sobrio.&lt;br /&gt;Anche solo questo sarebbe bastato per farmi andare il sangue alla testa.&lt;br /&gt;Merlino! Come diavolo si fa ad avere un aspetto simile in pigiama e alla sua età, poi?&lt;br /&gt;Non si dovrebbe proprio apparire così, quando si hanno meno di vent’anni!&lt;br /&gt;E comunque non in pigiama.&lt;br /&gt;A volte Severus mi fa davvero paura. &lt;br /&gt;Non che io lo tema. Intendo dire che lo guardo e, non so perché, mi fa così male che vorrei urlargli contro. Ci sono occasioni in cui mi chiedo se, alla fine, questo suo lato così inflessibile non finirà col portarsi via tutto il resto.&lt;br /&gt;Le sue risate, ad esempio. &lt;br /&gt;Sono così rare, ma se lui potesse vedersi, quando ride, forse capirebbe ognuna delle cose che non sono mai capace di dirgli.&lt;br /&gt;Se fosse tanto rigido solo con me, magari non avrebbe importanza ma, anche in quel momento, non potei fare a meno di chiedermi chi stava giudicando davvero? Me o se stesso?&lt;br /&gt;Nello stesso tempo, quella notte, lo odiai un poco.&lt;br /&gt;Avesse almeno aperto bocca, invece che limitarsi a squadrarmi.&lt;br /&gt;Non bastava il suo aspetto a farmi incazzare, ci si metteva anche il mio.&lt;br /&gt;Sì, lo detestai anche perché era fin troppo evidente che stavo rientrando in modo furtivo.&lt;br /&gt;In casa mia, Godric!&lt;br /&gt;Mi fece sentire fuori posto, come sotto lo sguardo della mia adorata mammina.&lt;br /&gt;E non disse una parola.&lt;br /&gt;Troncò bruscamente l’incantesimo, ripiombando la stanza nell’oscurità, e lo sentii girarsi e dirigersi verso il letto.&lt;br /&gt;Ovviamente dovevo aspettarmi che per tutto il resto della notte rimanesse voltato verso il muro, e che l’indomani le cose non sarebbero migliorate.&lt;br /&gt;Mi passò la voglia di dividere con lui le lenzuola.&lt;br /&gt;Non mi andava di pensarci.&lt;br /&gt;“Vado a farmi una doccia” annunciai, nonostante l’ora, anche se ero convinto che non mi ascoltasse.&lt;br /&gt;Potevo scusarmi, ma non mi andava.&lt;br /&gt;Merlino, non avevo fatto nulla di male, e Severus non è né mia madre né mia moglie.&lt;br /&gt;Come mi aspettavo, non ottenni risposta.&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;*&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le tubature della mansarda sono un vero disastro: mai un filo d’acqua calda quando serve, a meno di non usare un’ulteriore magia, oltre a quella che già strega il vecchio scaldabagno perché funzioni anche senza l’elettricità. La prima cosa che ho eliminato, quando l’ho affittata, è stata la corrente elettrica Babbana. Preferisco la luce morbida delle candele. &lt;br /&gt;É più riposante. Specie quando uno ha bevuto troppo.&lt;br /&gt;Tanto il padrone di casa non viene mai fin quassù a controllare.&lt;br /&gt;Non abbiamo neanche una vera doccia. Un grosso cipollone dalla cromatura scrostata fa piovere un getto, stentato e disuguale, direttamente dentro la vasca da bagno. La quale, a sua volta, è un orrore vecchio stile, con assurdi piedini a forma di zampa di leone, lo scarico gorgogliante e la smaltatura che un tempo doveva essere bianca, ma ora tende al grigio spento con qualunque umore la si guarda.&lt;br /&gt;Per l’acqua fredda non mi preoccupai affatto. Tra l’afa, il languore alcoolico, e la rabbia che mi serpeggiava sottopelle, non avrei comunque usato quella calda.&lt;br /&gt;Ma non mi andava poi così tanto l’idea del saporaccio di cloro che mi sarebbe piovuto sul viso, se avessi davvero optato per la doccia.&lt;br /&gt;Quindi, mi spogliai in fretta, mi sedetti sul bordo della vasca e aprii entrambi i rubinetti, aspettando che si riempisse fin quasi al bordo.&lt;br /&gt;Al limite, pensai, avrei potuto tirare fuori la bacchetta dall’intrico dei vestiti che avevo lasciato cadere sul pavimento, e scaldare l’acqua fino a farla diventare appena tiepida.&lt;br /&gt;Fissavo imbambolato il riflesso verdognolo delle piastrelle sul bianco sporco della smaltatura, quando sentii i suoi passi.&lt;br /&gt;La porta si aprì di uno spiraglio, mostrandomi uno spicchio del viso di Severus, ancora fisso in quell’impassibilità gelida e rancorosa. &lt;br /&gt;“Asciugati i capelli, prima di venire di là” disse, in tono piatto e asciutto. “Non voglio dormire in un pantano, per colpa delle tue sbornie con quei tre idioti”.&lt;br /&gt;E allora perché non te ne vai e la facciamo finita?&amp;nbsp; - pensai, sentendomi la bocca amara come il fiele.&lt;br /&gt;Invece quello che mi uscì di bocca fu: “Non ero con i miei amici, Severus. Sempre che t’importi di saperlo”.&lt;br /&gt;Ancora adesso non so perché raccontai quella prima bugia. Ho solo il vago ricordo di avergliela rifilata con un sorrisetto compiaciuto. &lt;br /&gt;Uno di quelli che Severus detesta.&lt;br /&gt;Così imparava a fare la mogliettina petulante.&lt;br /&gt;Lui non mangiò subito la foglia. Si strinse nelle spalle, mostrando ben poco interesse per le mie parole.&lt;br /&gt;“Infatti, non m’importa” rispose impassibile, “e non te l’ho chiesto”.&lt;br /&gt;Strinsi istintivamente i pugni. Una delle nocche diede uno schiocco secco che si perse nel borbottio liquido del rubinetto aperto.&lt;br /&gt;Perché doveva fingere? Perché spegnere il suo sguardo?&lt;br /&gt;Per punirmi?&lt;br /&gt;Godric santissimo.&lt;br /&gt;Aspettai che la porta lo tagliasse di nuovo via dal mio campo visivo.&lt;br /&gt;Ormai non restava che un minutissimo spiraglio, tanto che dovetti alzare la voce perché mi sentisse oltre lo scrosciare dell’acqua.&lt;br /&gt;Ma addomesticai il mio tono, tanto quanto aveva continuato a fare lui.&lt;br /&gt;Volevo prendermi una rivincita, non dargli soddisfazione.&lt;br /&gt;“Ero con una donna” dissi.&lt;br /&gt;Sapevo che era una vera cazzata, ma non potei trattenermi.&lt;br /&gt;Quando ricomparve dietro il battente, le sue iridi brillavano appena un po’ di più, ma l’espressione continuava ad essere soltanto sarcastica.&lt;br /&gt;“Certo, Sirius…”&lt;br /&gt;Allargai le labbra in un sorriso ancora più marcato.&lt;br /&gt;“Non pensi che possa essere vero? Un diversivo ogni tanto si porta via la noia, Severus”.&lt;br /&gt;Lo osservai ingoiare il sottinteso. Era come se lo avessi incluso tra le cause della monotonia che, a volte, mi avviluppa e mi tira a fondo.&lt;br /&gt;E non era vero. Non è mai stato così. Severus mi ha sempre tenuto vivo, anche quando lo odiavo sul serio.&lt;br /&gt;Non volevo fargli del male. Merlino! &lt;br /&gt;Eppure dovevo scuoterlo. Ne sentivo l’esigenza. Come un bisogno insopprimibile.&lt;br /&gt;O almeno, è evidente che una parte di me aveva deciso che era così.&lt;br /&gt;Inarcò un sopracciglio con aria disgustata. Sembrava volermi dire: guardati, non sei già caduto abbastanza in basso? Smettila di aggiungere stronzate alle stronzate, non sei credibile.&lt;br /&gt;Giuro che Severus è davvero capace di comunicare tutto questo senza bisogno di una sola parola.&lt;br /&gt;A volte mi chiedo se comprende quanto fa male, ma non importa, peggio per me che lo amo.&lt;br /&gt;Prima, quando fra noi c’era solo disprezzo e odio, era più facile, ma immagino di dover pagare il conto del passato tanto quanto lui.&lt;br /&gt;Se solo non mi fossi anche sentito gelare dentro, nel vederlo ancora così ostinatamente distaccato, avrei di sicuro taciuto.&lt;br /&gt;O forse no. Non è nella mia indole.&lt;br /&gt;Una buona dose del permaloso e vendicativo sangue dei Black guida sempre le mie reazioni.&lt;br /&gt;Chissà se mia madre ha mai capito fino a che punto, in famiglia, siamo tutti primitivi nei nostri istinti? Basta guardare la cara Bellatrix per accorgersene.&lt;br /&gt;Un Black lava l’onta con l’onta, ricambia sempre colpo su colpo, con una ferocia che io sono il primo a non saper frenare.&lt;br /&gt;Mi dispiace, Severus, sul serio – ci sono state mille occasioni in cui avrei voluto riuscire a dirgli solo questo.&lt;br /&gt;Invece scoppiai a ridere. &lt;br /&gt;“Non mi trovi credibile, lo so. Hai ragione, le donne non fanno per me” ammisi, ma nemmeno io mi aspettavo che mi sarei spinto oltre. &lt;br /&gt;Fu allora che qualcosa prese il controllo dei muscoli del mio viso, atteggiandoli in un’espressione tanto seria che io per primo ne rimasi stupito.&lt;br /&gt;Non potevo osservare il mio riflesso, ma sentivo la gravità dei miei stessi lineamenti, la avvertivo perfino nella tensione agli angoli della bocca.&lt;br /&gt;Poi mi ascoltai parlare: “I ragazzi invece mi piacciono ancora, Severus, e quando scopano davvero bene si perde il conto del tempo. Può capitare anche di scordarsi di rientrare a casa…”&lt;br /&gt;Lo affermai in un modo che ferì anche me, perché era così credibile da sembrare vero.&lt;br /&gt;Serrai la mascella in una linea dura, istintivamente, per fermare tra i denti tutte le mie paure.&lt;br /&gt;Non so come faceva lui a non sentirle che mi urlavano nel petto, assordandomi con i loro latrati.&lt;br /&gt;Godric, Severus, anche io voglio poter dire ai miei amici che stiamo insieme – gridavano senza parole. – Desidero poter camminare con te per la strada e baciarti ogni volta che mi prende l’impulso di farlo. Anche senza un perché. Non voglio aver paura di smarrirti per non perdere tutte le altre persone che amo. E lo so che sono uno stronzo, sai, ma perché devo lasciarti gelare dentro?&lt;br /&gt;Tutti questi pensieri mi rimasero incastrati in gola.&lt;br /&gt;Troppe riflessioni per i miei gusti, troppo alcool in corpo e troppo orgoglio.&lt;br /&gt;Senza nemmeno accorgermene, diedi il tocco finale chiudendo con placida indolenza il rubinetto. Proprio come se non avessi appena detto una cosa orribile.&lt;br /&gt;Se Severus avesse voltato ancora le spalle, credo che sarei morto di freddo e stanchezza, accasciato nella vasca a mordermi le labbra per non scervellarmi più.&lt;br /&gt;Anche solo per non amarlo. &lt;br /&gt;É una tale fatica a volte. Lo è per entrambi.&lt;br /&gt;Ma dovevo essere risultato molto convincente.&lt;br /&gt;Da prima girò davvero sui tacchi, senza nemmeno degnarsi di farsi beffe della mia patetica recita.&lt;br /&gt;Chiuse addirittura la porta.&lt;br /&gt;E poi, un attimo dopo, l’uscio si riaprì e lui esplose.&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;*&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Devo essere pazzo sul serio, perché l’unica cosa che riuscii a pensare fu che i suoi occhi non erano mai stati così belli.&lt;br /&gt;Erano pura furia. Merlino, Severus aveva iridi talmente vive che parevano potermi inghiottire.&lt;br /&gt;Lucide, ferite, nere quasi quanto la pupilla dilatata dalla collera.&lt;br /&gt;Più accese, straziate e folli di quanto non lo fossero mai state ai tempi in cui lui per me era ancora Snivellus e io già provocavo le fiamme del suo sguardo, senza nemmeno capire perché ne avevo tanto bisogno.&lt;br /&gt;Appena fu abbastanza vicino, vidi me stesso, riflesso in quei due specchi gemelli di ossidiana. Ero davvero ridotto uno schifo, quella sera, ma ero lì, finalmente; incastrato nel profondo del suo sguardo.&lt;br /&gt;Non lo sai Severus che ci vuole il buio della notte per far risplendere una stella? – la domanda mi sfrecciò per la mente, malgrado la situazione.&lt;br /&gt;Mi venne da ridere, della mia idiozia e dei miei incongrui deliri poetici.&lt;br /&gt;Sirius Black il filosofo ubriaco, stupido e vanitoso.&lt;br /&gt;Non so come riuscii a trattenermi.&lt;br /&gt;Forse soltanto perché non c’era proprio niente da ridere, e nemmeno ne avrei avuto il tempo.&lt;br /&gt;Prima ancora che me ne rendessi conto le mani di Severus mi avevano spinto indietro, facendomi cadere.&lt;br /&gt;Ci mise tanto impeto che l’indomani mi ritrovai i lividi anche sulle spalle, là dove i suoi palmi aperti avevano premuto all’improvviso.&lt;br /&gt;Io compresi solo che stavo piombando dentro la vasca da bagno.&lt;br /&gt;D’istinto, cercai di aggrapparmi alle sue braccia, ma mancai la presa.&lt;br /&gt;L’acqua traboccò in un sonoro scintillio di spruzzi. Era gelata. Mi diede subito la pelle d’oca, ma fu una sensazione che avvertii a malapena, immediatamente soppiantata dal dolore sordo alla nuca e alla spalla destra.&lt;br /&gt;Le avevo sbattute entrambe con una certa violenza. La prima contro il bordo della vasca e l’altra contro il rubinetto.&lt;br /&gt;Non riuscivo a capire se mi ero addirittura tagliato, ma per un attimo mi sentii del tutto stordito.&lt;br /&gt;I postumi da Whisky non aiutavano.&lt;br /&gt;Non so perché tutto ciò che è anche solo vagamente drammatico mi mette sempre addosso la ridarella, o mi fa venire in mente le più trite battute ironiche, specie se è a me che accade.&lt;br /&gt;Forse è perché ho un senso del grottesco troppo sviluppato.&lt;br /&gt;Comunque sia, ricordo che pensai che, anche se mi fossi spaccato in due il cranio, la situazione del mio cervello, di certo, non avrebbe subito peggioramenti rispetto al solito.&lt;br /&gt;Una cosa che Severus per primo mi avrebbe ghignato in faccia, se io fossi caduto inciampando, e se prima non si fosse sentito dire, più o meno esplicitamente, che mi ero portato a letto un altro uomo.&lt;br /&gt;Il Severus che avevo davanti non era esattamente incline al sarcasmo.&lt;br /&gt;Doveva averlo dimenticato tutto fuori dalla porta del bagno.&lt;br /&gt;Cercai di tirarmi su, e invece riuscii solo a compiere una mezza giravolta, scivolando più in basso.&lt;br /&gt;Ora ero disteso a faccia in su, a guardare il soffitto.&lt;br /&gt;Non durò a lungo. Un attimo dopo Severus rientrò nella mia visuale.&lt;br /&gt;Per quanto io stentassi a crederci si era appena infilato anche lui nella vasca. &lt;br /&gt;Mi guardava dall’alto in basso, la maglia e i calzoncini del pigiama sfregiati da ampie chiazze d’acqua, là dove erano state raggiunte dagli schizzi.&lt;br /&gt;Scordai perfino il dolore.&lt;br /&gt;Aveva un tale sguardo.&lt;br /&gt;Se prima mi era parso furioso, non avevo ancora compreso fino a che punto.&lt;br /&gt;Ma c’era anche qualcos’altro.&lt;br /&gt;Riconobbi subito il dolore, e la paura in fondo ai suoi occhi e nella presa selvaggia dei suoi denti sul labbro inferiore.&lt;br /&gt;Se lo morde spesso, ma non ci avevo mai letto timore, solo stizza, o feroce autodisciplina.&lt;br /&gt;E la collera… Merlino! Non gliene leggevo in viso così tanta dai tempi in cui io ero l’aguzzino e lui la vittima designata.&lt;br /&gt;Solo che era la prima volta che mi capitava di sentire che mi detestava per amore e non per disprezzo.&lt;br /&gt;C’è modo e modo di odiare.&lt;br /&gt;Il mio cuore prese a pulsare così in fretta da riacutizzare le sensazioni dovute alla caduta.&lt;br /&gt;Godric, adesso sì che Severus era un vero adolescente in pigiama. Ferito, spaventato e fragile.&lt;br /&gt;Ora sì che era vivo. E mio.&lt;br /&gt;Avrei esultato, giuro. Mi sarei sentito sul serio euforico, se non fosse stato per il fatto che sapevo che aveva paura.&lt;br /&gt;Lui che non ne mostrava mai. Quasi non credevo potesse provarne.&lt;br /&gt;Se non l’aveva tirata fuori in momenti in cui era chiaro che, tre contro uno, l’avremo fatto a pezzi, come potevo credere che ci fosse qualcosa, a parte se stesso, che lo intimoriva realmente?&lt;br /&gt;Mi sbagliavo.&lt;br /&gt;Non volevo che si sentisse in quel modo.&lt;br /&gt;Faceva sì che anche io mi sentissi uno schifo.&lt;br /&gt;Cerco sempre di convincermi che i sensi di colpa sono patetiche stronzate, ma non ci sono mai riuscito. Nemmeno con mia madre.&lt;br /&gt;Comunque non avrei avuto il tempo di aprire bocca. Mi fu addosso, prima ancora che io riuscissi davvero ad afferrare tutte queste sensazioni.&lt;br /&gt;Ripensarci a mente lucida è più semplice, ma volendo raccontarla per come andò, be’, ecco: me lo ritrovai a cavalcioni, a incombere su di me, ben più che minaccioso. &lt;br /&gt;In ginocchio, ormai del tutto zuppo e con le mani chiuse sulle mie spalle. Talmente serrate da farmi male.&lt;br /&gt;E pensai che mi avrebbe spinto sott’acqua, e tenuto giù, finchè non fossi affogato.&lt;br /&gt;Lo credevo davvero. Forse me lo sarei meritato. Avrei anche potuto concederglielo senza lottare.&lt;br /&gt;Magari avrei fatto un favore sia a lui che all’umanità intera, sempre che al resto del mondo importi qualcosa della mia esistenza, e di questo dubito alquanto.&lt;br /&gt;No, a pensarci bene, credo che mi sarei divincolato, combattendo fino all’ultimo.&lt;br /&gt;Anche perché, se quell’idiota fosse riuscito ad ammazzarmi, poi l’avrebbero spedito ad Azkaban a vita.&lt;br /&gt;E scommetto che è un luogo più che orribile.&lt;br /&gt;Non voglio nemmeno immaginare Severus ad Azkaban.&lt;br /&gt;Comunque non mi affogò, è ovvio.&lt;br /&gt;Fece l’ultima cosa che mi sarei aspettato: mi afferrò per la nuca dolorante e mi baciò.&lt;br /&gt;Con così tanta violenza da tagliarmi in due il respiro.&lt;br /&gt;Ma quando mi aggrappai al suo collo, rispondendo al bacio con altrettanta foga, si ritrasse.&lt;br /&gt;“Sei un bastardo” disse, anche lui a corto di fiato.&lt;br /&gt;Mi accorsi che tremava. Sembrava lottare per riuscire a calmarsi.&lt;br /&gt;Le fitte che mi tormentavano la spalla parvero spostarsi al centro del petto.&lt;br /&gt;“Lo so” ammisi.&lt;br /&gt;Avevo poco da aggiungere, e sono una frana nel domandare scusa.&lt;br /&gt;“Sono tarato sul serio, Severus” gli confermai. “Non come vorrebbe mia madre, ma lo sono lo stesso. É di famiglia”.&lt;br /&gt;“Smettila con questo stupido alibi delle tare da Purosangue” sibilò lui, minaccioso. “Non attacca più”.&lt;br /&gt;Poi, però, scoppiò in una risata che tagliava come un seghetto arrugginito.&lt;br /&gt;Così spietata e dolorosa che avrei voluto tapparmi le orecchie, e mi domandai perché, Godric santissimo, a neppure vent’anni era tutto così difficile.&lt;br /&gt;Non dovrebbe essere l’età degli amori senza peso e consistenza?&lt;br /&gt;“Guardami!” intimò, sollevandomi senza garbo il mento.&lt;br /&gt;Un alone di quell’ilarità disperata galleggiava ancora sulla superficie pallida delle sue labbra.&lt;br /&gt;“Io ho il sangue misto, Black” soffiò, fissandomi dritto negli occhi, “eppure non sono meno sbagliato di te... ma avevo un cervello, prima di… Salazar, mi fai diventare matto”.&lt;br /&gt;Avrei voluto dirgli così tante cose, ma non ci riuscii.&lt;br /&gt;Stava già tornando dietro il suo muro? &lt;br /&gt;Dovevo scusarmi. Il fatto che Severus si stesse nuovamente rivestendo di gelo non cambiava certo i miei torti e, in fondo, aveva ragione: anche io a volte mi nascondo dietro un dito.&lt;br /&gt;“Severus io…” iniziai a dire, ma lui si rialzò di scatto, vacillando per un attimo in cerca di equilibrio, forse non solo fisico, con il pigiama che grondava d’acqua.&lt;br /&gt;Mentre usciva a pugni stretti dalla vasca la rabbia tornò ad avvelenarmi le vene.&lt;br /&gt;Ero zuppo e intirizzito, ma mi sembrava di essere immerso fino al collo in una pesante cappa bollente.&lt;br /&gt;Lo vidi scuotersi, come se la cosa potesse bastare per farlo tornare asciutto e lucido. Poi si mosse in direzione della porta del bagno, voltandomi le spalle, con apparente risolutezza.&lt;br /&gt;“Cazzo, Severus!” mi sentii ruggire. “Perché devi sempre tagliarmi fuori?”&lt;br /&gt;Sembrò tremare ancora, solo per un istante, e forse le sue dita strinsero lo stipite con troppa forza, a giudicare dallo scricchiolio.&lt;br /&gt;Non ho mai capito se avevo sentito solo lo schiocco del legno vecchio e maltrattato, o se erano state le sue nocche a produrre quel rumore quasi impercettibile.&lt;br /&gt;Raddrizzò le spalle, continuando a mostrarmi soltanto la schiena.&lt;br /&gt;La maglia del pigiama gli aderiva addosso con tale tenacia che avrei potuto contare ogni singola vertebra, se me ne fosse importato qualcosa.&lt;br /&gt;“Vai a farti compatire dal tuo nuovo amichetto, Black, e lasciami in pace” rispose secco. “Non ho più tempo da perdere con te e le tue buffonate”.&lt;br /&gt;Sparì al di là dell’anta, oltre la mia visuale, e io pensai che, alla fin fine, non era davvero riuscito a ritrovare il suo solito sangue freddo.&lt;br /&gt;Per uno come lui, le parole che aveva appena pronunciato erano un cedimento fuori dal comune.&lt;br /&gt;E sentii che lo amavo, accidenti a lui, alla mia indole rissosa e a tutto il resto. &lt;br /&gt;Lo amavo e, forse, avevo ottenuto sul serio di perderlo una volta per tutte.&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;*&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Emersi a fatica dalla vasca e lo raggiunsi, senza ricordarmi che ero ancora nudo e fradicio.&lt;br /&gt;Il mal di testa mi stava divorando, ma passò del tutto in secondo piano, appena vidi quello che stava facendo.&lt;br /&gt;“Cosa significa?” domandai.&lt;br /&gt;Stupido. In realtà, lo vedevo benissimo. Ci arrivavo anche senza bisogno di chiedere: stava raccogliendo tutte le sue cose per andarsene.&lt;br /&gt;Non per stare via per qualche tempo, finchè non gli fosse passata, ma per sempre. Era anche troppo evidente.&lt;br /&gt;Aveva appoggiato una borsa sul tavolo e i suoi libri, richiamati da un incantesimo d’appello, volavano l’uno dopo l’altro a riempirla.&lt;br /&gt;Il fatto che si fosse scordato di rimpicciolirli, prima di riporli, mi concesse un briciolo di speranza.&lt;br /&gt;Dimostrava fino a che punto Severus era ancora agitato.&lt;br /&gt;Non potevo lasciare che finisse di metterli via, per poi vestirsi e sparire dalla mia vita.&lt;br /&gt;Finchè non si rinchiudeva del tutto nel suo guscio, ritornando ad essere troppo razionale, potevo ancora provare a recuperarlo.&lt;br /&gt;Afferrai al volo un grosso tomo sulle pozioni mediche, frenandone la corsa a mezz’aria.&lt;br /&gt;Un istante dopo, un altro volume mi colpì con violenza alle costole.&lt;br /&gt;Quasi mi piegai in due, facendo cadere il manuale di pozioni sul pavimento, dove rimase, semiaperto e abbandonato.&lt;br /&gt;Anche se continuava a non guardarmi, era chiaro che non si era trattato di un semplice incidente, ma mi andava bene così.&lt;br /&gt;Avrebbe potuto scagliarmi addosso tutti i suoi preziosi libri, se lo desiderava, purché fosse servito a farlo restare con me.&lt;br /&gt;Non avrei avuto problemi a lasciarmi lapidare da tutto il suo amato sapere, finchè le sue reazioni continuavano a confermarmi che, nonostante tutto, gli importava ancora qualcosa del sottoscritto.&lt;br /&gt;Ma non subii ulteriori attacchi.&lt;br /&gt;Forse avrei dovuto trattenermi. Per non risultare patetico, o per altruismo.&lt;br /&gt;Per consentirgli di cercarsi qualcun altro che non lo facesse mai soffrire così.&lt;br /&gt;Invece, mi ritrovai ad imprigionarlo con prepotenza tra le braccia.&lt;br /&gt;Stringevo troppo, e lui tremava ancora, perciò gli cadde la bacchetta di mano.&lt;br /&gt;La allontanai con un calcio. Meglio andare sul sicuro.&lt;br /&gt;Si era come pietrificato, e ne approfittai per intimargli: “Tu non vai da nessuna parte, Severus. Toglietelo dalla testa!”&lt;br /&gt;Non mi disse che ero un egoista, anche se era vero, né mi domandò di lasciarlo andare.&lt;br /&gt;Si limitò a cercare di divincolarsi, con tutte le sue forze.&lt;br /&gt;Quella sera, ne avevo passate troppe per reggermi davvero in piedi con sicurezza e, con Severus che si agitava tanto nella mia presa, finii col vacillare pericolosamente.&lt;br /&gt;Ondeggiammo entrambi, per qualche breve attimo, e poi franai al suolo, trascinandolo con me e crollandogli addosso.&lt;br /&gt;Almeno non sarebbe riuscito a muoversi.&lt;br /&gt;Peso parecchio più di lui.&lt;br /&gt;Non ero affatto lucido, ma per mia fortuna certi istinti a volte sono preziosi e non necessitano di ragionamenti.&lt;br /&gt;Le mie mani avevano bloccato le sue dietro la schiena, come ai vecchi tempi, prima ancora che io me ne accorgessi.&lt;br /&gt;Sapevo che questo lo torturava ancora più a fondo, ma non conoscevo altro modo di farmi ascoltare.&lt;br /&gt;“Non mi sono scopato nessuno. Né oggi né qualunque altra volta” avrei dovuto dirlo a capo chino, in tono di scusa, ma non riuscivo a staccare gli occhi dal suo sguardo feroce, e iniziavo a comprendere che forse la verità sarebbe solo riuscita a farlo infuriare ancora di più.&lt;br /&gt;Per lo meno, smise di contorcersi per liberarsi.&lt;br /&gt;“Merlino, Severus, volevo soltanto… Io…” maledissi sia lui che me. &lt;br /&gt;Come oratore, in effetti, faccio davvero schifo, specie in simili circostanze. “Volevo solo scuoterti, sei… A volte metti paura solo a guardarti…”&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi e deglutì.&lt;br /&gt;Pensavo che a quel punto sarebbe arrivata una lunga tirata sul fatto che sono un pazzo, e uno stronzo, e che, se mi ero inventato tutto, era un ulteriore motivo per avercela ancora di più con me, non per perdonarmi.&lt;br /&gt;Ma non m’importava più del modo in cui mi avrebbe rinfacciato che non potevo giocare con i suoi sentimenti.&lt;br /&gt;Mi andava bene comunque, anche se l’avesse detto col tono più freddo che possedeva.&lt;br /&gt;Invece gli tremavano le labbra, ma non ne uscì un solo suono.&lt;br /&gt;Mi spaventai sul serio, quando iniziò a oscillare con lentezza il capo, incurante del fatto che la sua nuca finiva col battere contro l’impiantito.&lt;br /&gt;“Severus…” azzardai, incerto.&lt;br /&gt;Tirò un profondo respiro nasale.&lt;br /&gt;Fu il silenzio più lungo che io avessi mai sperimentato.&lt;br /&gt;Mi chiesi perfino se poteva sentire il battito del mio cuore. Era davvero troppo svelto.&lt;br /&gt;Ed era il mio unico pensiero cosciente.&lt;br /&gt;In un momento imprecisato, senza accorgermene, gli avevo liberato le mani e mi ero sollevato a sedere sui talloni.&lt;br /&gt;Probabilmente, se fosse durato anche solo un secondo di più mi sarei alzato e l’avrei lasciato andare. &lt;br /&gt;Non riuscivo più a guardarlo. Mi faceva stare male. Era un disagio troppo acuto, a causa di quello che riuscivo a leggergli in viso.&lt;br /&gt;Troppi dubbi, insicurezze, e ancora sgomento.&lt;br /&gt;Se lui che non aveva mai timore di nulla iniziava ad avere davvero paura io cosa potevo fare? &lt;br /&gt;Vederlo in quelle condizioni terrorizzava anche me.&lt;br /&gt;“Scusa” biascicai, prendendogli il viso tra le mani, per tenerlo fermo.&lt;br /&gt;“Godric, Severus… sul serio, perdonami… scusami…” i sensi di colpa traboccarono dalle mie labbra, inarrestabili, proprio come poco prima aveva fatto l’acqua scivolando fuori dalla vecchia vasca.&lt;br /&gt;E lui fece l’ultima cosa che mi sarei aspettato.&lt;br /&gt;Sentii il duro delle sue nocche su un fianco e alla bocca dello stomaco.&lt;br /&gt;Dovetti tirarmi indietro, tossendo per l’improvviso dolore, eppure mi sentii felice, come se Severus mi avesse appena baciato.&lt;br /&gt;Oh, cazzo sì, pensai, fammela pagare, me lo merito, rompimi le ossa, reagisci!&lt;br /&gt;Perché se aveva ancora la forza per infuriarsi ed era ancora così in collera e lontano dall’essere lucido, allora non aveva smesso di tenere a me.&lt;br /&gt;Ero talmente stupefatto, e soverchiato dal sollievo che mi dava vederlo lottare, che non gli ci volle molto per capovolgere la situazione e spingermi schiena a terra, per poi schiacciarmi contro il vecchio parquet polveroso.&lt;br /&gt;Normalmente non ci sarebbe mai riuscito. Non a mani nude, senza l’ausilio di un incantesimo, ma è anche vero che di solito Severus non fa a pugni.&lt;br /&gt;Lui usa il cervello, adopera l’astuzia, si rinchiude nella sua scorza pungente e ti bersaglia col sarcasmo e con la sua superiorità da saccentone. &lt;br /&gt;E forse muore dentro ogni volta di più.&lt;br /&gt;Però, in quel momento, non era in sé, e a me andava bene così, anche se dovevo sembrare un vero ebete a sorridere compiaciuto, mentre mi afferrava di nuovo per le spalle, già fin troppo malconce.&lt;br /&gt;Premette la sua fronte sulla mia, con tanta forza da farmi esplodere scintille bianche e rosse tra le tempie e dietro lo schermo delle palpebre chiuse.&lt;br /&gt;“Non farlo!” sibilò, e non avevo mai sentito un tono tanto minaccioso e disperato sulle sue labbra, nemmeno quando in passato aveva sputato in faccia a me e James che, prima o poi, ce l’avrebbe fatta pagare cara.&lt;br /&gt;“Non fare mai quello che… hai insinuato poco fa” ripetè, affondando ancora le dita alla base del mio collo. “Se vuoi farla finita con me, va bene… ma non gettarmi via così…”&lt;br /&gt;Dovette prendere fiato, e a me, invece, sfuggì un singhiozzo sofferente.&lt;br /&gt;“Qualunque cosa non vada in me”, proseguì, con la voce sempre più rauca e cupa, “non lo merito. E non voglio, non voglio… Non te lo lascerò mai fare…”&lt;br /&gt;Gli avvolsi le braccia intorno alla vita, senza osare stringerlo. Tremava ancora.&lt;br /&gt;“Non succederà, Severus” risposi, appena riuscii a prendere fiato, “nemmeno io desidero che succeda. Voglio solamente te”.&lt;br /&gt;Lo affermai con sicurezza, e forse anche con un fondo di dolcezza che probabilmente non potevo ancora permettermi di esternare.&lt;br /&gt;Merlino, che bello spettacolo dovevo essere! Avrei voluto potermi osservare dall’esterno, scommetto che avrei riso di me stesso: uno stronzetto nudo, dolorante, egoista e irrimediabilmente innamorato.&lt;br /&gt;Non sarebbe stata una risata cattiva, una volta tanto. Forse un po’ imbarazzata, ma anche sincera e liberatoria.&lt;br /&gt;É ovvio, però, che non me la lasciai sfuggire. Lui non avrebbe compreso. Non era il frangente adatto.&lt;br /&gt;“Non ti lascio ad un altro, Sirius” mi soffiò dritto in un orecchio, ancora più minaccioso.&lt;br /&gt;Pensai che la sua totale perdita di controllo era bellissima. La più lunga a cui avessi mai assistito, la più profonda e piena. &lt;br /&gt;Ed era solo per me.&lt;br /&gt;Sì, sono davvero un dannato egoista, ma del resto anche Severus era tanto più vivo, in quegli istanti.&lt;br /&gt;Ancora una volta era soltanto un vero ragazzino, con troppi sentimenti in ebollizione, non il vecchio spento che mi aveva spaventato e irritato tutte le altre volte in cui avevamo litigato.&lt;br /&gt;E siccome sono Black il matto, il cane nero tutto istinto, a mio modo non meno malato di tutti gli altri rappresentanti della mia antica ed illustre Casata, vederlo impazzire per me fu come una scossa di adrenalina direttamente nella spina dorsale.&lt;br /&gt;Mi schiarì il cervello, liberandolo dagli eccessi di alcool, e nello stesso tempo mi annebbiò tutti i sensi.&lt;br /&gt;Di nuovo, il mio cuore prese un ritmo di marcia che perfino la mia due ruote avrebbe faticato a tenere, e mi ritrovai addirittura eccitato.&lt;br /&gt;Per quanto fosse incongruo, pensai che, un giorno o l’altro, avrei dovuto confessarglielo: “Quando t’infuri, Severus, sei così appetitoso che vorrei quasi divorarti”.&lt;br /&gt;Ma non espressi a parole il mio apprezzamento, anche perché lui era appena riuscito a lasciarmi nuovamente senza fiato.&lt;br /&gt;Le sue labbra sottili sul mio collo erano roventi. E la stretta dei suoi denti, accompagnata dal guizzo troppo fugace della sua lingua sulla mia pelle mi mandò il sangue dritto alla testa.&lt;br /&gt;“Non ti lascio ad un altro!” tornò a ripetere, a filo del mio pomo d’Adamo. “Sei mio, Black. Se non ti bastavo dovevi pensarci prima”.&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;*&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Avevo sempre creduto che con Severus non mi sarebbe mai capitato di fare l’amore durante un litigio.&lt;br /&gt;E che non avrebbe mai preso lui l’iniziativa.&lt;br /&gt;Pensavo che fosse troppo razionale per riuscire a concepire di fare del sesso per risolvere un momento di tensione e rabbia. Lui così rigido e riflessivo. &lt;br /&gt;Severus che non avevo mai visto spegnere il cervello nemmeno nel bel mezzo di un orgasmo.&lt;br /&gt;Oh, io sì sono il tipo che può eccitarsi per una lotta, per il lato puramente fisico delle cose, per l’impeto improvviso di un momento.&lt;br /&gt;Io sono quello che pensa che non c’è mai nulla di male nel fare un po’ di sesso, magari anche selvaggio, e che godere è un buon antidoto per tante cose: noia, ansia, angoscia, paura, collera, abbandono.&lt;br /&gt;Mentre Severus è quello che ti fotte sempre e solo col ragionamento e, se anche muore dalla voglia, lascia che sia tu a fare il primo passo.&lt;br /&gt;Quello da cui ti aspetti che ti dica che soltanto le bestie scaricano nel sesso l’ira e qualunque altra angoscia.&lt;br /&gt;Già, ero proprio convinto che fosse così, ma, da quando sono nato, ho conosciuto davvero poche certezze che non si siano prima o poi sgretolate. A cominciare da quella che dovrebbe essere la sicurezza più scontata: il famoso amore materno.&lt;br /&gt;Ho idea che James sia, e sempre sarà, l’unica persona che conosco che non mi riserverà sorprese. Ma non era a Prongs che stavo pensando in quel momento.&lt;br /&gt;Severus aveva infranto un’altra delle mie presunzioni infallibili. Perché, anche se sul serio ero stato sul punto di rispondergli che volevo vederlo mettere in pratica le sue parole, lui mi precedette.&lt;br /&gt;Invase ancora una volta la mia bocca, baciandomi senza possibilità di scampo, e poi strinse la mia sfacciata erezione tra le dita, e cominciò ad accarezzarmi con una foga che non gli avevo mai conosciuto prima.&lt;br /&gt;“Mio…” lo sentii ripetere, mentre scendeva a tormentarmi la gola e il torace con una scia di morsi famelici, e io mi ritrovai ad annuire in silenzio.&lt;br /&gt;Mi fece divaricare le gambe, e io obbedii, ancora stordito. Poi sentii le sue dita, premere per penetrare tra le mie natiche. &lt;br /&gt;Il cuore mi rimbalzò in gola, ma non cercai di fermarlo.&lt;br /&gt;Forse in un’altra situazione l’avrei fatto, ma in quel momento ero talmente stupito e del tutto preso da quel nuovo lato di sé che Severus mi stava mostrando.&lt;br /&gt;Non sentii nemmeno dolore, nonostante la mancanza di lubrificante, o se ne provai lo scordai all’istante.&lt;br /&gt;Continuava a baciarmi, segnando sulla mia pelle il possesso esclusivo di cui aveva tanto bisogno.&lt;br /&gt;E io mi ci riconobbi. Era vero. &lt;br /&gt;É vero. Gli appartengo.&lt;br /&gt;Severus, intanto, stringeva i miei capezzoli tra i denti, mettendomi i brividi lungo la schiena. Era incredibile.&lt;br /&gt;Aveva iniziato a esplorarmi, le sue lunge dita affusolate e un po’ nodose spingevano e ruotavano dentro di me, senza sosta.&lt;br /&gt;Sentirlo in quel modo mi fece perdere del tutto il senno. Mi accorsi che i miei fianchi scattavano da soli ad assecondarlo e gemetti più forte, senza pensare più a niente, se non a lui.&lt;br /&gt;Così, intrecciai le dita nei suoi capelli, per premere ancora il suo capo sul mio petto, e lasciai andare senza rimpianti i primi gemiti di un piacere che non avrei mai immaginato di provare.&lt;br /&gt;Lo sentii armeggiare per sfilarsi i calzoncini del pigiama e, un attimo dopo, il suo sesso sfregava duro e bollente contro il mio fianco sinistro.&lt;br /&gt;Avrei voluto stringerlo e allungai una mano per toccarlo, ma lui la scostò con un gesto brusco e nervoso.&lt;br /&gt;Decisi che non era il caso di riprovarci, ma quando mi accorsi che esitava non riuscii a tacere.&lt;br /&gt;“Non smettere, Severus…” gemetti, “Merlino… continua…”&lt;br /&gt;Suonò davvero supplichevole e bisognoso, ma non m’importava.&lt;br /&gt;Fui accontentato, e il suo tocco divenne ancora più svelto ed eccitante, ma perse in parte la rabbia che lo aveva animato all’inizio.&lt;br /&gt;Il mio sospiro di sollievo si confuse tra gli ansiti che non riuscivo a trattenere.&lt;br /&gt;In fondo, io e lui non siamo poi così diversi, con tutte le nostre riserve mentali, le insicurezze, l’orgoglio e la paura di non essere mai abbastanza per quelli che amiamo.&lt;br /&gt;Solo che non me n'ero mai reso conto tanto quanto in quei lunghi attimi inaspettati.&lt;br /&gt;Non che allora io mi fossi messo a ragionarci sopra, ma in qualche modo lo percepii con estrema chiarezza.&lt;br /&gt;Così come capii che era capace di amarmi con la stessa ferocia con cui un tempo mi aveva odiato.&lt;br /&gt;Forse nessun altro mi amerà mai così tanto.&lt;br /&gt;Avrei voluto dirgli cosa provavo, io che di solito non sono un gran parlatore, quando si tratta di sentimenti, ma non sarei mai riuscito a mettere insieme le idee. Ero troppo eccitato e frastornato per poterci riuscire.&lt;br /&gt;Non sarei stato capace nemmeno di chiedergli di prendermi, anche se cominciava ad essere del tutto evidente che lo desideravo.&lt;br /&gt;Mi ero sempre detto che farmi scopare non era da me. &lt;br /&gt;Forse avevo solo timore di concedere troppo, perfino a Severus, anche se lo amavo.&lt;br /&gt;Be’, alla fine, invece, mi ero scordato qualunque timore o pregiudizio.&lt;br /&gt;Quella notte avevo bisogno di sentirlo dentro di me, e lui nemmeno sapeva quanto.&lt;br /&gt;Riconobbi di nuovo un briciolo delle mie ansie solo quando mi fece sollevare le gambe e il bacino, ma nell’istante in cui sentii che iniziava a spingere per penetrarmi mi ritrovai paralizzato, incapace di chiedergli ancora di proseguire, oppure di ribellarmi.&lt;br /&gt;Dopo di che, anche se istintivamente avevo tentato di rilassarmi il più possibile, per alcuni attimi un dolore bruciante mi assalì, facendomi serrare le palpebre e i denti.&lt;br /&gt;Pensai che era atroce, che nessuno avrebbe mai dovuto provare nulla di simile, mentre faceva qualcosa di bello come l’amore, e non potei fare a meno di ricordare la mia prima volta con Severus e di sentirmi un idiota.&lt;br /&gt;Non ero stato poi tanto delicato con lui, allora. Non che l’avessi preso con violenza, ma non mi ero davvero posto il problema. &lt;br /&gt;Niente lubrificante, ad esempio, perché non era stata una cosa programmata e lo volevo talmente tanto che non ero riuscito ad aspettare ancora.&lt;br /&gt;Lui non si era lamentato ma, all’improvviso, compresi meglio quelle due lacrime che rammentavo incastrate nel folto delle sue ciglia, i suoi occhi chiusi con troppa foga, il morso tenace dei suoi denti sul labbro inferiore.&lt;br /&gt;Io non so essere controllato quanto lo è lui, quindi grugnii apertamente, sottoposto all’ennesimo affondo, e Severus si fece appena più cauto.&lt;br /&gt;Sbuffai, tentando di scostare alla cieca una ciocca di capelli che il sudore mi aveva incollato sul viso, e poi percepii la sua bocca, molto più calda di come la ricordavo.&lt;br /&gt;Il bacio mi distrasse da qualunque sofferenza fisica. Riemersi dalle sue labbra, dopo quella che mi era sembrata una vita intera, e mi accorsi solo allora di quanto a fondo si stava spingendo dentro di me, del suo ritmo serrato, ancora un po’ impacciato e goffo, e del piacere che iniziava a correre lungo la mia spina dorsale.&lt;br /&gt;Ho ricordi davvero confusi di quel momento e non mi piace l’idea di provare a sbrogliare la matassa di sensazioni che si portano dietro.&lt;br /&gt;Non ha importanza.&lt;br /&gt;So solo che, ad un certo punto, tutti i miei sensi si acutizzarono, tanto che mi ritrovai a gridare il suo nome, spezzettandolo in brevi sillabe rauche e incomplete.&lt;br /&gt;Rammento i baci, e il senso di appagamento e sicurezza che provavo nel sentirlo ansimare sempre più forte, per me, senza i suoi soliti freni.&lt;br /&gt;Non so dire con esattezza quando, ma ci fu un attimo in cui pensai che era troppo intenso per poterlo sopportare oltre, e che sarei davvero impazzito se Severus avesse continuato molto a lungo.&lt;br /&gt;Chissà quante volte anche lui si era sentito così, mentre mi avvolgeva nel suo calore, senza mai sottrarsi?&lt;br /&gt;Quante volte l’avevo torturato esattamente nello stesso modo?&lt;br /&gt;“Più forte…” lo pregai, e mi resi conto che stavo tremando, “… più forte…”&lt;br /&gt;Senza pensare mi aggrappai ai suoi fianchi. Era una sensazione così usuale: le sue ossa sporgenti sotto le mie dita, come al solito. &lt;br /&gt;Stringerle era rassicurante. Un punto fermo.&lt;br /&gt;D’istinto presi le sue natiche tra le mani, e pochi istanti dopo mi ritrovai a spingere dentro di lui con due dita, allo stesso ritmo con cui Severus continuava a prendermi.&lt;br /&gt;Il suo sesso diede un guizzo disperato dentro di me, e la sua stretta sulla mia erezione per un attimo fu quasi dolorosa.&lt;br /&gt;Poi accelerò il movimento del polso, sempre di più, fino a farmi smarrire del tutto. &lt;br /&gt;Era davvero troppo, ma nello stesso tempo avrei lasciato che mi tormentasse in eterno, se lo voleva.&lt;br /&gt;Mi sciolsi con un singhiozzo tra le sue dita e, non appena la pienezza dell’orgasmo iniziò a stemperarsi, scoprii che il mio corpo non si era affatto rilassato, e che il piacere non mi aveva ancora abbandonato del tutto.&lt;br /&gt;Anzi, potevo sentirlo contorcersi e snodarsi su dal punto in cui il mio bacino ancora correva incontro a quello di Severus, diretto verso la bocca del mio stomaco e ancora oltre, nel petto e alla base della mia nuca, in ondate sempre più ravvicinate.&lt;br /&gt;Cercai di prendere fiato, e lui si tese, tremando esattamente come me.&lt;br /&gt;Incastrai una mano tra i suoi capelli e gli cercai le labbra.&lt;br /&gt;Erano un po’ screpolate, e troppo sottili, come sempre. Le inumidii appena, e poi lo baciai con più foga, aspettando di sentirlo gemere il suo orgasmo direttamente nella mia bocca.&lt;br /&gt;Non so dire cosa provai nel sentirlo venire. Forse solo la certezza che amarci era una fatica che per entrambi valeva ancora la pena di affrontare.&lt;br /&gt;Poi si scostò da me, bruscamente, lasciandosi ricadere sul parquet, non troppo distante, ma abbastanza perché il mio corpo rabbrividisse per il freddo della sua assenza.&lt;br /&gt;Avrei voluto allungare una mano, anche solo per sfiorarlo, invece rimasi immobile a contare i suoi respiri, finchè i miei non si fecero più regolari.&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;*&lt;/p&gt;&lt;p&gt;“Ti odio” sussurrò, dopo diversi minuti di totale silenzio.&lt;br /&gt;Il tono non era affatto misurato e calmo. Conoscendolo, pensai che lo stava dicendo anche a se stesso, rimproverandosi di essere sciocco, patetico e privo di controllo.&lt;br /&gt;Mi voltai senza alcuna cautela, ignorando le proteste della mia spalla ammaccata e della mia povera nuca, provata dallo scontro con la vasca da bagno e dal prolungato contatto con il legno duro del pavimento.&lt;br /&gt;Lo strinsi tra le braccia, che lo volesse o no.&lt;br /&gt;Non cercò di divincolarsi, ma s’irrigidì un poco e chiuse gli occhi.&lt;br /&gt;“Vorrei odiarti” ripetè, e poi non seppe trattenersi. “Perché non posso smettere di amarti, Sirius?”&lt;br /&gt;Malgrado il momento e la situazione, mi vennero in mente parecchie battutacce con le quali rispondergli. A volte ho un’indole non meno sarcastica della sua. Ed è una vena che si rinvigorisce quando ho paura, o sono in imbarazzo, oppure se mi sento in colpa.&lt;br /&gt;Ma una volta tanto seppi trattenermi, e invece ammisi quello che pensavo realmente.&lt;br /&gt;“Perché non puoi, e basta, Severus” dissi, convinto. “Perché non lo desideri sul serio, e perché io non voglio che tu smetta”.&lt;br /&gt;Sollevò il capo e riaprì gli occhi. Erano lucidi ma determinati.&lt;br /&gt;“Cos’è che vuoi da me, in realtà? Lo sai almeno?”&lt;br /&gt;Io sorrisi e annuii: “Te”.&lt;br /&gt;Non aggiunsi altro. Non per paura di risultare ancora più melenso, sentimentale e sciocco, ma soltanto perché sapevo che non esisteva il modo di spiegarlo meglio. O almeno, io non ne ero in grado.&lt;br /&gt;Severus forse sospirò, e poi, dopo un po’ aggiunse: “Sono così difficile da amare? Io…”&lt;br /&gt;“In realtà, no” risposi, sfiorandogli la schiena con lentezza, “non più di me, almeno”, e tornai a sorridergli.&lt;br /&gt;Non sembrò poi tanto convinto, ma pur conservando un certo timore nello sguardo, mi rimbeccò “Tu non sei difficile da amare, Black, sei solo un bullo e uno stronzetto, ecco cosa”.&lt;br /&gt;Ridacchiai divertito, aveva perfettamente ragione, almeno sulla parte finale della sua osservazione non potevo dargli torto. Quanto all’altra, credo che mia madre avrebbe avuto parecchio da ridire.&amp;nbsp; Ma lei non conta più di tanto, ormai.&lt;br /&gt;“Facile o no che sia, ne vale la pena, non credi Severus?” ribattei, chinandomi a soffiargli le parole dritte in un orecchio. “Sia per me che per te, alla fine, vale la pena eccome”.&lt;br /&gt;“Tu non capisci” mi disse, in un filo di voce, “proprio non ci arrivi… Mi fai diventare matto, io… non so vivere così, non…”&lt;br /&gt;Lo baciai nel punto in cui la carne del suo collo era più tenera, imprigionandolo senza scampo tra le mie braccia, e inspirai con forza l’aroma della sua pelle.&lt;br /&gt;Sospirò di nuovo.&lt;br /&gt;“Comunque è inutile, non è così?” chiese, forse più a se stesso che a me. “Tanto non riesco più ad odiarti”.&lt;br /&gt;Sollevai un braccio perché potesse appoggiarci il capo, e lasciai l’altro a circondare possessivo la sua vita.&lt;br /&gt;“Non m’importa quanto siamo sbagliati, Severus” ribattei, stiracchiandomi appena, felice perché aveva accettato il sostegno che gli offrivo. Potevo sentire la curva aguzza del suo zigomo affondare poco più giù della mia spalla, ed era tutto ciò che desideravo.&lt;br /&gt;“A me va bene così. Ora mi va bene tutto” conclusi sicuro.&lt;br /&gt;Davvero tutto, perfino dormire lì sul pavimento, con lui. Magari avrei dovuto alzarmi, e fargli levare la maglia del pigiama ancora umida, per poi distenderci sul letto.&lt;br /&gt;Sarebbe stato più comodo, ma Severus non accennava a muoversi e io non desideravo sul serio che si staccasse da me.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, livido più livido meno, non me ne sarei accorto al risveglio. E con quell’afa non correvamo il rischio di prendere un raffreddore.&lt;br /&gt;Finalmente avvertii il tocco della sua mano sul mio fianco. Le dita si contrassero appena, affondando nella mia carne, e poi si rilassarono di nuovo, una volta per tutte.&lt;br /&gt;Non gli avevo mentito: ho imparato che non conta quanto gelo usa per confondermi, dentro di sé Severus brucia sempre quanto me.&lt;br /&gt;Perciò, va bene.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una volta tanto, fu proprio lui a addormentarsi per primo, e io crollai poco dopo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mentirei se dicessi che, la mattina seguente, Severus mi aveva già perdonato del tutto, o che, dopo di allora, non abbiamo mai più litigato.&lt;br /&gt;Sarebbe una bugia anche affermare che non l’ho più ferito, o che, talvolta, non ho sentito la rabbia corrodermi per una parte del suo modo di essere.&lt;br /&gt;Ma posso giurare senza timore di essere smentito che, da quel momento in poi, non l’ho mai più lasciato ad aspettarmi per ore, sveglio e solo con le sue paure.&lt;br /&gt;L’amore ha i più strani effetti collaterali, perfino su un ritardatario cronico e scapestrato come me.&lt;br /&gt;E qualche volta è anche giusto pensare, prima di parlare, almeno finchè hai davvero qualcuno da cui tornare, notte dopo notte.&lt;br /&gt;In fondo, Sirius Black è sempre stato un animale fedele.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitolo XII.</title>
    <published>2007-10-24T22:04:17Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:53:54Z</updated>
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    <lj:music>One more time - The Cure</lj:music>
    <content type="html">Ultimo capitolo, del racconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titolo raccolta:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/tag/memorie+di+nebbia"&gt;Memorie di nebbia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Lo scompartimento vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; Come sempre Alexia (Boll11) e Mary (TwinStar) che ringrazio. In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo XII"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;br /&gt;XII&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;E ho passato gli anni seguenti a dimostrati che ci sono, Severus. Ogni giorno, dal momento che per me era impossibile fingere che tu non esistessi, e nemmeno far passare quelle sensazioni assurde che mi facevi provare.&lt;br /&gt;E’ divertente torturare chi ti tortura, sai?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Solo che ormai non aveva più alcun senso dirlo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Questa volta non ti consentirò di fuggire.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Si sporse in avanti, infilando una mano sotto la camicia che il Serpeverde non aveva ancora fatto in tempo a rimboccare nei calzoni.&lt;br /&gt;Cercò la linea degli addominali che poteva sentire solo sottopelle, perché la lieve muscolatura nervosa di Severus non era di quelle rilevate ed evidenti.&lt;br /&gt;Sentirlo reagire all’istante con un piccolo guizzo in avanti gli spalancò il sorriso sui denti candidi, donandogli un’espressione lievemente predatoria.&lt;br /&gt;“Hai ancora quegli abominevoli calzoncini color kaki?” chiese in un ulteriore sogghigno.&lt;br /&gt;Ma non attese risposta, voleva solo riportare il caos nell’ordine gelido di cui Severus si stava faticosamente riappropriando.&lt;br /&gt;Sollevò gli angoli della stoffa chiara e stuzzicò un lembo di carne tiepida, con denti e lingua.&lt;br /&gt;“Sei meglio nudo. Gli abiti Babbani ti stanno di schifo, Snape!”&lt;br /&gt;“Rivestiti, Black” fu la replica asciutta “Si fa tardi e i tuoi amichetti ti staranno cercando”.&lt;br /&gt;Ma Severus non si mosse, restò illanguidito a ricevere le sue labbra ancora per un po’.&lt;br /&gt;Aspettava le parole successive dell’Animagus.&lt;br /&gt;Era certo che le avrebbe pronunciate e insieme aveva il terrore folle che non sarebbero mai giunte al suo orecchio.&lt;br /&gt;“Domani al tramonto dietro le serre, Severus” disse infine Sirius, con noncuranza, mentre si alzava alla ricerca della propria biancheria.&lt;br /&gt;Infilò i jeans con perfida rapidità, notando l’occhiata bruciante con cui l’altro si imprimeva nelle retine il suo corpo nudo.&lt;br /&gt;“Quella credo dovresti sistemarla in qualche modo” osservò indicando con lo sguardo il serpentello ritorto verde e argento che era stato il cravattino del Serpeverde “A vederla così si direbbe che tu ti ci sia seduto sopra, o che l’abbia usata per qualche perverso giochino erotico… ”&lt;br /&gt;Severus la prese e sembrò soppesarla tra le dita; le iridi nere assorte.&lt;br /&gt;“Di certo non posso raccontare in giro che invece l’ho usata per far l’amore, non sono un attore così eccelso; nessuno mi crederebbe” disse più che mai sarcastico, passandosela rapidamente intorno al collo per annodarla.&lt;br /&gt;“Chissà… Severus”&lt;br /&gt;Poi l’animagus sbloccò la porta, resistendo alla tentazione di aiutare quelle dita un po’ scosse che si affannavano a formare il cappio d’ordinanza prescritto dal regolamento scolastico.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;No, Severus, hai ragione, sei un attore mediocre, i tuoi trucchi non m’impressionano più.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;“Domani dietro le serre” ripetè e ruotò la maniglia.&lt;br /&gt;La luce sanguigna del tramonto ne disegnò la siluette, incorniciandola nel vano della porta, prima che sparisse.&lt;br /&gt;Ciocche nere puntavano in tutte le direzioni, scompigliate e indomabili, facendo risaltare l’incarnato vivido e le labbra carnose ancora atteggiate in un compiaciuto sogghigno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Severus ci mise qualche istante a rendersi conto che Sirius era già andato, con il suo passo aggressivo e le mani sempre in tasca.&lt;br /&gt;Era rimasto nella sua mente più a lungo di quanto non fosse stato davanti ai suoi occhi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Anche dentro di me&lt;/i&gt; – pensò – &lt;i&gt;lo sento ancora…&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Sospirò.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dietro le serre.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;E lui aveva solo voluto liberarsi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E’ inutile.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Ma questa volta non si sentiva nudo senza la pelle di Sirius sulla propria.&lt;br /&gt;Sapeva che avrebbe lasciato che la sua esasperata razionalità gli elencasse meticolosamente ognuno dei motivi per i quali il suo cuore doveva smetterla di correre più veloce del treno e per non andare a quell’appuntamento e non sentire quel che sentiva proprio per Black.&lt;br /&gt;Era consapevole che il resto del viaggio sarebbe stato un lungo rovello, fino a Hogwarts.&lt;br /&gt;Ma sapeva anche che l’indomani si sarebbe ritrovato appoggiato ad un muro, nell’angolo cieco tra l’enorme edificio del castello e le grandi costruzioni a vetri che celavano i tesori della cattedra di Erbologia.&lt;br /&gt;Sarebbe stato lì, a tormentarsi il labbro inferiore e imprecare contro se stesso fino a che Sirius non l’avesse raggiunto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sempre che Sirius non intenda rendermi la cortesia non presentandosi.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Chiuse gli occhi.&lt;br /&gt;Ci sarebbe andato ugualmente.&lt;br /&gt;Erano anni che sedeva sempre in uno scompartimento rigorosamente vuoto.&lt;br /&gt;Vuoto come lo era lui.&lt;br /&gt;Vuoto come non voleva più essere.&lt;br /&gt;Scrollò via le recriminazioni del suo cervello e si alzò.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Avery e gli altri devono essere nei vagoni di testa.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Passare il resto del viaggio immerso nel chiacchiericcio dei suoi compagni di Casa, ad ascoltar discorsi di cui non gli interessava minimamente era il modo migliore per non pensare e tenersi addosso le sensazioni di quanto era appena successo senza corroderle o intaccarle.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mentre percorreva i lunghi corridoi rollanti lasciò spazio solo al ritmo d’acciaio di ruote e rotaie e alle parole di Sirius.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sei mio.&lt;br /&gt;Mio.&lt;br /&gt;Mio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Avrebbe voluto appartenergli per sempre.&lt;br /&gt;In eterno, oltre i limiti ristretti della vita.&lt;br /&gt;Che mai nulla potesse corrodere la bellezza e la giovinezza di Black.&lt;br /&gt;Che per lui non ci fossero mai degli stupidissimi fiori su una tomba.&lt;br /&gt;Pur di ottenere questo avrebbe fatto qualunque cosa, sondato i più oscuri abissi di conoscenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;Se solo si potesse frenare il tempo e imbottigliare la morte.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitolo XI.</title>
    <published>2007-10-23T21:08:45Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:24:39Z</updated>
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    <content type="html">&lt;p&gt;Ho saltato un giorno, ma rieccomi (come se importasse a qualcuno XDDD).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titolo raccolta:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/tag/memorie+di+nebbia"&gt;Memorie di nebbia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Lo scompartimento vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; Come sempre Alexia (Boll11) e Mary (TwinStar) che ringrazio. In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo XI"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;br /&gt;XI&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pochi istanti dopo crollarono entrambi all’indietro, in modo scomposto e ancora allacciati l’uno all’altro.&lt;br /&gt;Severus si scostò di scatto, sostenendosi al sedile davanti a sé, prima di abbandonarvisi a occhi chiusi, in un moto di rinnovato imbarazzo.&lt;br /&gt;A Sirius sfuggì una risatina schietta.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;In fondo non m’importa.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Non era una vergogna insopportabile da verginella violata quella di Snape, e lui lo sapeva bene.&lt;br /&gt;Non riguardava tanto il sesso. Era qualcosa di connaturato al giovane Serpeverde; una sorta di pudore innato che però non lo coglieva mai con altrettanta forza dinnanzi a nessun altro che lui.&lt;br /&gt;Raccontava il suo potere su Severus in modo apprezzabile, ma anche una chiusa e tenace dignità.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Niente coccole, va bene Severus.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Né comunque gli veniva voglia di fargliene; almeno non nel modo usuale in cui gli amanti si scambiano certe effusioni.&lt;br /&gt;C’era un che di ruvido in tutti e due e si esaltava nel reciproco contatto, però come molte cose grezze e non elaborate suonava genuino.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;A farti del male me la cavo, ma chissà se invece…&lt;/i&gt; – si domandò l’Animagus, osservando l’altro afferrare alla cieca i pantaloni dell’uniforme, cercando a tastoni gli slip, scivolati sul pavimento di legno insieme ai jeans.&lt;br /&gt;Preferì non terminare la riflessione e limitarsi a guardarlo.&lt;br /&gt;Le sue movenze erano cambiate negli anni, s’erano fatte meno sgraziate e scattose, ma rimaneva una diffidenza di fondo, come una lieve urgenza nei gesti a denotare insicurezza mai sopita.&lt;br /&gt;Solo che Sirius non l’aveva mai notato prima. &lt;br /&gt;A lui Snape era sempre sembrato di una strafottenza sottile, ma non meno prepotente della propria.&lt;br /&gt;Si scoprì ferito nel constatare l’eccessiva consapevolezza che Severus dimostrava di sé in quei gesti frettolosi, nello scegliere spietatamente quali parti del suo corpo scarno celare più in fretta alla vista dietro lo schermo frusciante dei vestiti.&lt;br /&gt;Prima le gambe lunghe e troppo sottili, e poi subito le spalle aguzze e il ventre, ripulito in fretta contro la maglia che aveva indossato all’inizio, e ansiosamente ingabbiato nell’iniziare ad allacciare i bottoni dall’ultimo in basso, per risalire poi con dita meno frementi, man mano che ogni asola veniva riempita.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Stupido, a me piacciono quelle parti del tuo corpo&lt;/i&gt; – quasi mormorò sovrapensiero.&lt;br /&gt;Dovette constatare che era vero, gli piaceva tutto di Severus, per quanto avesse obbiettività sufficiente da riconoscere ancora ogni suo difetto.&lt;br /&gt;Lui, d’altro canto, era l’ultima persona al mondo che avrebbe osato pretendere l’altrui perfezione.&lt;br /&gt;Non era la mancata avvenenza che l’aveva sempre sbalordito, quando gli diventava impossibile negare la propria fame di Snape.&lt;br /&gt;Era la sensazione che mai e poi mai avrebbe potuto percorrere fino in fondo le involute spire di quei pensieri continui e assillanti che sempre gli solcavano la fronte, conferendogli un’aria meditabonda.&lt;br /&gt;E ancor di più la profonda impressione che gli lasciava alle volte guardarsi allo specchio, dopo aver soffermato la mente sul Serpeverde, e ritrovarsi col medesimo sorriso sghembo e amaro dell’altro stampato sul viso.&lt;br /&gt;Questo in più di un’occasione l’aveva reso furioso. &lt;br /&gt;L’aveva fatto ammattire.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Invece, chiudersi dietro le spalle la porta di casa con un tonfo sonoro a smorzare le giaculatorie recriminazioni materne sul fatto che non aveva finito di consumare la sua pomposa colazione era stato facile, un paio d’anni prima.&lt;br /&gt;Aveva solo seguito l’impulso.&lt;br /&gt;Un istinto sbocciato improvviso quando sua madre, con tono disgustato e insieme compiaciuto aveva annunciato ai commensali, rigidi intorno a posate e stoviglie troppo costose ed elaborate, l’ignominiosa caduta in disgrazia di Eileen Prince, Purosangue derazzata.&lt;br /&gt;“Ho sentito dire che il bastardo Mezzosangue di quella rinnegata di Eileen Prince finirà col ritirarsi da scuola”&lt;br /&gt;Non era mai stata nessuno per lui Eileen Prince, strega così folle da volersi sporcare sposando un Babbano, per giunta di umilissime origini.&lt;br /&gt;Nemmeno l’aveva mai sentita nominare.&lt;br /&gt;Sua signoria, Lady Black la perfetta maga dal sangue impeccabile, per una volta aveva trovato qualcuno che fosse caduto perfino più in basso del proprio primogenito; Grifondoro per puro spregio a lei e ai suoi principi.&lt;br /&gt;A Sirius pareva del tutto evidente: fin dal primo giorno in cui sua madre era stata raggiunta dalla ferale notizia, lei aveva considerato il suo Smistamento un qualche tipo di personale e deliberato affronto alla propria persona.&lt;br /&gt;Dal momento che esisteva anche qualcosa di peggiore del tradimento di tutte le sue matriarcali aspettative sull’ingrato frutto uscito dal suo grembo, Mamma Black aveva scoperto per un istante un guizzo di considerazione nei confronti dell’erede.&lt;br /&gt;“Il figlio – tu dovresti conoscerlo Sirius, ha la tua età, si chiama Severus – dovrà lasciare la scuola per trovare un lavoro tra i Babbani” aveva detto l’augusta genitrice e poi aveva proseguito a blaterare per un pezzo. &lt;br /&gt;Sirius non aveva sentito mezza parola del seguito.&lt;br /&gt;Una sola cosa dardeggiava nel suo cervello: Snivellus si ritirava da Hogwarts.&lt;br /&gt;Anzi, a dire il vero, erano stati due i pensieri che avevano preso a rimbalzare nella bruna testa scarmigliata del ragazzo.&lt;br /&gt;L’altro era la constatazione che sua madre riservava a Snape non meno disapprovazione, condita da falsa pietà, di quanta di solito non ne rivolgesse a lui. &lt;br /&gt;Solo che a lui almeno la commiserazione veniva risparmiata.&lt;br /&gt;Era interessante Snivellus visto in questa luce imprevista che ne faceva un fuori casta tanto quanto lui, ma non per il carattere o la bruttezza, solo per nascita.&lt;br /&gt;E Snape cosa avrebbe fatto? Si sarebbe piegato? Sarebbe diventato l’anonimo Babbano che le circostanze e la famiglia gli avevano improvvisamente prescritto di diventare?&lt;br /&gt;Avrebbe nascosto una volta per tutte la sua brutta faccia in quel quartieraccio operaio in cui abitava?&lt;br /&gt;Sirius aveva appena scoperto che se Snivellus non tornava a Hogwarts avrebbe finalmente avuto un vero motivo per disprezzarlo.&lt;br /&gt;Conosceva l’indirizzo esatto di Snape per via di uno scherzo programmato con Remus, James e Peter e poi mai portato a termine, nonostante le intenzioni bellicose e l’aria di estasiata e sbavante aspettativa di almeno uno di loro.&lt;br /&gt;Il che non significava, però, avere la minima idea di dove si trovasse Spinner’s End nella complicata geografia dei sobborghi di Londra.&lt;br /&gt;Quindi alzarsi da tavola in una giornata di caldo torrido e andarsene a cercare Snape, senza nemmeno sapere per quale motivo e cosa voleva ottenere di preciso, era una pazzia senza senso. &lt;br /&gt;Cioè era qualcosa con cui Sirius poteva andare a nozze.&lt;br /&gt;Si era perso.&lt;br /&gt;Aveva chiesto indicazioni.&lt;br /&gt;Si era convinto almeno un milione di volte che sarebbe stato meglio tornarsene a casa, e poi nuovamente impuntato, dicendosi che non era così idiota da non trovare uno stupido rione di periferia se proprio voleva.&lt;br /&gt;E aveva utilizzato tutti i possibili mezzi pubblici Babbani che gli facessero comodo, sempre rigorosamente senza biglietto, perché certo non avrebbe potuto pagare in falci o zellini sonanti.&lt;br /&gt;Il che aveva significato anche un paio di precipitose fughe, prima di finire acchiappato per la maglia da quegli zelanti rompiscatole che i Babbani chiamavano controllori.&lt;br /&gt;Alla fine, comunque, era arrivato a destinazione e non aveva nemmeno avuto bisogno di cercare la casa di Snape.&lt;br /&gt;Severus era lì, steso al sole su una panchina sbiadita, con indosso il più orribile insieme di vestiti che Sirius avesse mai immaginato di vedergli abbinare.&lt;br /&gt;Ma lui aveva capito finalmente cosa era andato a fare fino a quel buco puzzolente, dimenticato ai bordi della colorata metropoli che ospitava la sua elegante casa.&lt;br /&gt;Era lì per assaggiare Snape e prenderlo per sé.&lt;br /&gt;Era lì perché Snape doveva tornare a scuola ad ogni costo. Da lui.&lt;br /&gt;E se poteva volere Severus anche con quello schifo di calzoncini, allora tanto valeva rassegnarsi: l’avrebbe desiderato sempre.&lt;br /&gt;Più che comprenderlo, in realtà, l’aveva sentito, mentre agiva seguendo solo l’istinto, anche alla fine, quando si era strappato via dal corpo dell’altro, perché aveva intuito che in quel momento era l’unica cosa possibile e giusta per entrambi.&lt;br /&gt;Sulla strada del ritorno, un po’ meno rocambolesca ora che conosceva l’itinerario, si era sentito euforico.&lt;br /&gt;Soltanto questo, senza spazio per grandi ragionamenti e introspezione.&lt;br /&gt;A settembre l’euforia si era trasformata in una lieve morsa allo stomaco, svanita quando aveva visto la figura dinoccolata di Snape salire sul treno distaccandosi un po’ irritata dalle affusolate mani materne, mentre Eileen gli sussurrava qualcosa all’orecchio.&lt;br /&gt;Forse tentava di rassicurarlo sul fatto di aver fatto la scelta giusta.&lt;br /&gt;Il padre di Snivellus non c’era.&lt;br /&gt;Del resto non c’era nemmeno sua madre; mamma Black l’aveva delegato ad altri.&lt;br /&gt;Mentalmente Sirius aveva segnato la carrozza su cui Severus era salito sfuggendo al suo sguardo, anche se lui gli aveva tenuto gli occhi sfacciatamente puntati addosso per tutto il tempo.&lt;br /&gt;Black era montato sull’espresso di ottimo umore.&lt;br /&gt;Il ragnetto aveva i suoi lati buoni e, al diavolo tutto, sarebbe andato a stanarlo nello scompartimento che aveva scelto, come gli aveva promesso.&lt;br /&gt;Poi c’era stato nuovamente quell’agitarsi fastidioso delle viscere nel constatare che non esisteva alcuno spazio di manovra, perché Snape non intendeva lasciargliene.&lt;br /&gt;Per tutto il dannato tragitto non era rimasto solo nemmeno un attimo, lui che di solito era rinomato come l’introverso asociale della scuola.&lt;br /&gt;Snape l’aveva chiuso fuori, come se Sirius non contasse niente, come se non avesse capito niente. &lt;br /&gt;Come se lui non esistesse.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitolo X.</title>
    <published>2007-10-19T22:49:30Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:25:16Z</updated>
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    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titolo raccolta:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/tag/memorie+di+nebbia"&gt;Memorie di nebbia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Lo scompartimento vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; Come sempre Alexia (Boll11) e Mary (TwinStar) che ringrazio. In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo X"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;br /&gt;X&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’ultima cosa che Sirius Black riuscì a fare con una certa calma fu di scivolare piano con la punta di un dito oltre l’orlo cedevole del muscolo che senza nemmeno accorgersene Severus si apriva ad offrirgli.&lt;br /&gt;Si spinse in avanti, cercando di essere il meno rude possibile, ma bastò il calore intenso che avvolgeva quella piccola parte di lui per farlo fremere, scuotendolo fino al punto che dovette sedersi.&lt;br /&gt;Trasse più vicino l’altro giovane mago e poi perse il controllo, nel sentirlo emettere un breve singulto colmo di desiderio.&lt;br /&gt;Si ritrovò a muoversi sempre più a fondo e in fretta.&lt;br /&gt;Le dita divennero due, la bocca corse a frenare i pochi spasmi di dolore che percorrevano il corpo ossuto di Snape.&lt;br /&gt;Avrebbe voluto continuare all’infinito, spingere, ruotare le dita, stimolare il punto sensibile di cui i suoi polpastrelli si erano impadroniti fino a farlo urlare.&lt;br /&gt;Però non ce la faceva più.&lt;br /&gt;Al guizzare palpitante dell’erezione di Severus ogni volta che la sfiorava si accompagnavano gli scatti ansiosi del suo sesso che reclamava una soddisfazione immediata.&lt;br /&gt;Fece forza sulle ginocchia perché lo reggessero e si alzò, premendosi per un ultimo lungo istante contro il giovane amante.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Merlino, Merlino, Merlino!&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;“Severus… ”&lt;br /&gt;Neanche sapeva perché lo stava chiamando, ma mentre allargava con forza il solco tra le natiche dell’altro e iniziava a entrare in lui ne ripetè il nome più volte.&lt;br /&gt;Il Serpeverde strinse i denti e cercò di scordare il dolore.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non importa se fa male, continua, Sirius. Ti prego, ti prego!&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Tentò di muoversi incontro a Black per facilitargli le cose.&lt;br /&gt;Sapeva che dopo ci sarebbe stato un piacere ben più insopportabile di quegli spasmi acuti e laceranti che gli facevano bruciare gli occhi, spremendo minuscole lacrime verso l’orlo incurvato delle palpebre.&lt;br /&gt;Aveva scordato qualsiasi altra cosa che non fosse il penetrare lento dell’Animagus in lui a riempirlo e completarlo.&lt;br /&gt;Gli pareva che solo nel momento in cui Sirius si sarebbe interamente rinchiuso nella fragile intimità del suo corpo tutto avrebbe finalmente acquisito il giusto significato.&lt;br /&gt;Alzando il capo sbuffò via una ciocca umida di sudore che gli solcava tenace uno zigomo e affondò i denti nel proprio braccio, stringendo con tutte le forze.&lt;br /&gt;Il dolore più intenso scaccia il dolore più lieve.&lt;br /&gt;La mente si concentra sulla sofferenza più ingente e dimentica il resto.&lt;br /&gt;Funzionò.&lt;br /&gt;Riuscì a spingersi all’indietro nel modo giusto, questa volta, e Sirius l’assecondò tenendolo per i fianchi, fino a ricongiungersi del tutto con lui; il bacino fremente incollato alla sua pelle umida.&lt;br /&gt;Un rantolo simile a un grido percorse le gole di entrambi, e poi l’Animagus si scosto fin quasi ad abbandonare lo stretto tepore in cui si era appena riscoperto, e ancora si slanciò in avanti, un attimo dopo.&lt;br /&gt;Si sentiva euforico e intero.&lt;br /&gt;Possibile che gli fosse sempre mancato qualcosa?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;No, non è solo per oggi, Merlino. Prova a fuggire ancora Severus e vedrai. Vedrai…&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;“Sei mio!” ripetè gemendo, le unghie a segnare quel possesso in mezzelune rossastre sulla carne sottile dell’amante.&lt;br /&gt;Il treno sembrava essersi fatto complice con i suoi ritmici scossoni.&lt;br /&gt;Ancor più ruffiano infilò sbatacchiando l’ennesima galleria, piombando il vagone nell’oscurità, mentre il fischio sfacciato della locomotiva faceva la sua parte nel coprire gli ansiti non più trattenuti dei due ragazzi.&lt;br /&gt;Una lunga carezza un po’ ruvida percorse le membra di Severus, su dalla sporgenza del fianco, lungo la costa snella del torace, fin su al collo e alla gola, cercando il suo viso per farlo voltare.&lt;br /&gt;Sirius non incontrò labbra ostinatamente amare, tese in una dolorosa linea sbilenca a chiuderlo fuori; questa volta la bocca di Severus era pronta ad accoglierlo senza negarsi nulla del suo sapore ancora lievemente piccante di sigarette e menta.&lt;br /&gt;Fu molto di più del solito cozzare rabbioso e ingordo di denti, o di un morso con cui placare una fame meno materiale di quanto entrambi non avessero mai voluto ammettere.&lt;br /&gt;Un bacio scomodo e breve, perché nessuno dei due poteva rinunciare a quel poco di fiato che ancora era rimasto intrappolato nei polmoni e pressava per uscire in brevi rantoli ansanti.&lt;br /&gt;Ma era inequivocabilmente un bacio.&lt;br /&gt;Non una dimostrazione di forza, non un moto di ribellione e nemmeno un tentativo dolente di sfogare pulsioni incomprensibili, solo un bacio.&lt;br /&gt;La luce inondò la ciondolante carrozza senza concedere alcun preavviso, ferendo loro gli occhi.&lt;br /&gt;Nell’improvviso nitore, prima di rifugiarsi tra i rossi lampi di colore che fiorivano dietro le sue palpebre chiuse, l’Animagus fece in tempo a scorgere, attraverso la griglia scura delle ciglia, l’espressione di Snape.&lt;br /&gt;Niente astio, nessuna maschera, solo desiderio implacabile e il tormento di un piacere che non poteva bastargli.&lt;br /&gt;Aveva ottenuto quel che voleva: il Serpeverde era completamente preso di lui.&lt;br /&gt;E lui era invischiato esattamente allo stesso modo, come se il sottile cordone di raso verde e argento legasse anche i suoi polsi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non riuscirò mai più a svincolarmi da lui.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Ma quella certezza, pur annodandogli le viscere, non lo ferì come avrebbe creduto.&lt;br /&gt;Poi scordò di pensare.&lt;br /&gt;Il suo corpo rispondeva ormai solo al bisogno improrogabile di trovare piena soddisfazione e aveva resistito fin troppo, violentando la propria naturale irruenza.&lt;br /&gt;Le spinte si fecero frenetiche, e nell’ultimo anelito di lucidità le dita cercarono il sesso bollente di Severus, imprimendogli un movimento altrettanto svelto e avido.&lt;br /&gt;Sirius era certo che l’amante avrebbe comunque raggiunto l’apice, ma voleva sentire il liquido calore di quel piacere esasperato bagnargli le dita e scaldarlo ancora di più.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Merlino… Sirius, Merlino!&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Severus affondò i denti nel labbro inferiore con tanta foga da sentire la pelle spaccarsi, mentre il dolce sapore del sangue colava lento a invadere il palato.&lt;br /&gt;Lasciò all’istante la presa, non per il dolore, ma per un moto di stizza.&lt;br /&gt;Una fitta gli aveva trafitto il petto insieme con la constatazione che quel sentore lievemente metallico si sarebbe portato via un po’ di Sirius, sovrapponendosi al gusto sconvolgente della sua saliva.&lt;br /&gt;Era allo stremo, e non indagò se le incitazioni veementi che rimbombavano tra le pareti sovreccitate del suo cranio avessero anche preso corpo attraverso la sua voce.&lt;br /&gt;Ad ogni modo non erano suppliche, o almeno non solo.&lt;br /&gt;Erano la pretesa di ricevere quanto gli spettava da sempre.&lt;br /&gt;Solo che adesso era pronto a prendere tutto ciò di cui da anni aveva sempre finto di non aver bisogno.&lt;br /&gt;Quasi gridò il nome del Grifondoro, quando alla fine un interminabile e violento orgasmo lo scosse sino a fargli cedere le gambe.&lt;br /&gt;Rimase saldo solo perché la stretta dell’Animagus e il legame che lo sosteneva gli impedivano di ricadere esausto.&lt;br /&gt;Scrollò il capo, ignorando le lamentele dei muscoli provati; le braccia avrebbero continuato a dolergli per un bel pezzo.&lt;br /&gt;Lottò disperatamente per tornare in sé ed essere lucido.&lt;br /&gt;Non per permettere ancora una volta al suo cervello di riprendere il costante logorio con cui si alimentava.&lt;br /&gt;Né per poter sezionare come suo solito quell’incredibile situazione in cui mai avrebbe potuto credere di trovarsi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Voglio esserci quando impregnerai ogni fibra del mio essere. Maledizione, Sirius, voglio ricordarne ogni istante.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;E riuscì a cogliere l’esatto momento in cui il giovane Animagus si tendeva, irrigidendosi, prima di sciogliersi definitivamente in lui.&lt;br /&gt;Un attimo che per il Serpeverde si dilatò divenendo infinito e insieme troppo breve, fino ad aggrovigliare la bocca del suo stomaco in un grumo contorto che sobbalzava quanto il lungo convoglio di locomotiva e vagoni.&lt;br /&gt;Poi fu il freddo del sudore che iniziava ad asciugarsi sulla pelle, senza più le membra di Sirius ad avvolgerlo e impadronirsi di lui.&lt;br /&gt;Black si era lasciato ricadere stremato sul sedile alle sue spalle.&lt;br /&gt;Ansimava ancora, ma il suo fiato non raggiungeva più la gola e il volto di Severus.&lt;br /&gt;Snape chiuse gli occhi, impedendosi di voltarsi ad osservarlo.&lt;br /&gt;Le ginocchia finalmente cedettero.&lt;br /&gt;Ordinò loro di sorreggerlo ancora; nella mente una visone fin troppo nitida e umiliante: sarebbe franato sul pavimento dello scompartimento, provocandosi uno strappo muscolare se gli andava davvero male, o svellendo il metallo del portabagagli nella meno tragica delle ipotesi.&lt;br /&gt;Sentì le lacrime pungere acri per sgorgare, mentre la sottile barra cui era ancorato gemeva minacciosa, strattonata dal suo peso.&lt;br /&gt;“Se tiri giù tutto ci toccherà pronunciare una marea di noiosi incantesimi per evitare che ci facciano ripagare il danno, Severus”&lt;br /&gt;La voce di Sirius tremolava appena, al di sotto della sincera patina di divertita baldanza che celava qualcosa di assai più profondo dell’affanno.&lt;br /&gt;Ma le sue braccia circondavano la vita dell’amante senza incertezze.&lt;br /&gt;“Fammi ritrovare la bacchetta” disse distrattamente, accostando apposta più che poteva le labbra rosse al collo dell’altro.&lt;br /&gt;“Ma cazzo se pesi per essere tutto ossa!” aggiunse sbuffando, sbilanciato dal rollio del vagone.&lt;br /&gt;“Sto in piedi da solo, Sirius” sibilò Severus in risposta, acido come non mai, mentre le sue gambe ritrovavano riserve inaspettate d’energia.&lt;br /&gt;“Sì certo, certo” ridacchiò l’Animagus.&lt;br /&gt;In fondo era vero, ma non lasciò la presa e decise che poteva anche far finta di non averlo visto arrossire, una volta tanto.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitolo IX.</title>
    <published>2007-10-18T21:00:07Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:25:42Z</updated>
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    <lj:music>Close to me - The Cure</lj:music>
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In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo IX"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;&lt;br /&gt;IX&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’Animagus decise che l’ammissione di Severus meritava una piccola ricompensa, prima di continuare.&lt;br /&gt;Anche se forse si sarebbe trattato di un premio che l’avrebbe fatto agitare ancora di più.&lt;br /&gt;Tornò a incastrarsi tra il sedile e il corpo del Serpeverde e lo baciò.&lt;br /&gt;Gli inumidì le labbra sottili, serrando appena i denti sulla carne tenera, e le sentì dischiudersi per accoglierlo.&lt;br /&gt;Un bacio vorace di cui Snape per primo si stupì.&lt;br /&gt;La sua bocca si stava prendendo tutto quel che poteva, e il ricordo del loro primo bacio gli faceva girare la testa.&lt;br /&gt;La calda pressione del sesso di Sirius contro il suo era talmente eccitante che il tremore delle gambe si fece incontrollabile.&lt;br /&gt;Ringraziò il legaccio improvvisato che lo sosteneva.&lt;br /&gt;Fino ad un momento prima l’aveva detestato, ma ora gli pareva che fosse l’unica cosa che lo manteneva ancora in piedi.&lt;br /&gt;Agganciò le mani al sottile metallo ricurvo del portabagagli, e si lasciò andare alla sensazione fin troppo intima del sapore del Grifondoro, che gli invadeva la lingua e il palato.&lt;br /&gt;Come se gli avesse letto nel pensiero Sirius lo cinse con le braccia a sostenerlo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Merlino, basta, non ce la faccio più&lt;/i&gt; – pensò Severus, ma non si sottrasse.&lt;br /&gt;Aveva la netta sensazione di stare affogando, eppure non desiderava riemergere da quel bacio che gli tagliava il fiato, e causava una stretta al cuore tanto sottile che era un miracolo non sentirlo sanguinare.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Forse è questo l’unico modo di non esistere più, non pensare più, non soffrire più. Forse dovrei solo essergli grato perché mi permette di annullarmi.&lt;br /&gt;Forse non sarò mai più vivo e perfetto quanto lo sono adesso.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Poi tutto si fece ondeggiante e piacevolmente confuso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche le ginocchia di Black erano molto meno salde del solito.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non è a causa del treno, è lui, Severus. E’ troppo, troppo intenso. Come diavolo fa a ridurmi così?&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Ma ormai poteva arrendersi a sua volta.&lt;br /&gt;“Non importa se non ha alcun senso, Severus” si sentì dire, le labbra ancora vicinissime a quelle di Snape. “E’ un pezzo che lo sento: sei mio e basta!”&lt;br /&gt;Forse avrebbe dovuto essere trionfante e beffardo, invece non era quello il tono.&lt;br /&gt;Stranamente suonava come una rassicurazione, velata in profondità da una nota determinata e perfino dolce.&lt;br /&gt;Fu così che suonò alle orecchie del giovane Serpeverde, proprio come se in realtà Sirius gli avesse appena detto: Va tutto bene, non è sbagliato, è l’unica cosa giusta che abbiamo mai fatto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sì, lo è, e se anche così non fosse è quello che voglio. Quello che voglio da una vita; è tutto ciò che desidero.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Ora pareva addirittura logico, qualcosa che non calmava il torrente incessante delle pulsazioni nel ristretto involucro della sua cassa toracica, ma che il suo cervello instancabile poteva finalmente accettare.&lt;br /&gt;“Sì, è così!” dirlo non fu una tortura, avrebbe voluto urlarlo e sapeva che si sarebbe sentito ancora più vivo se l’avesse fatto.&lt;br /&gt;Solo l’eccitazione ormai insostenibile glielo impedì.&lt;br /&gt;Il ritmo del vagone che si propagava anche a loro, la posizione, gli improvvisi scossoni portavano il corpo di Sirius a sfregare contro il suo, e gli restituivano, in cambio di ogni contatto, la percezione di quanto ormai fosse vicino al limite.&lt;br /&gt;Avrebbe potuto godere anche solo così.&lt;br /&gt;Avrebbe potuto vivere una vita intera senza mai più provare nulla di altrettanto forte e profondo.&lt;br /&gt;Sirius prese ad armeggiare con il nodo che gli immobilizzava i polsi, dimentico del fatto che era bloccato da un incantesimo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Mio, è mio, fatto apposta per me. &lt;br /&gt;Non c’è una sola cosa che possa farmelo amare. Il suo aspetto, il suo carattere…&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Eppure, l’insieme di quei tanti difetti era il fulcro dei suoi desideri e i suoi sensi gli dicevano che era perfetto per lui.&lt;br /&gt;L’avere lottato tanto contro questa lampante evidenza gli parve qualcosa di sciocco e inconcepibile.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Nulla che possa farmelo amare, ma mi appartiene.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Non gli andava più di tormentarlo, voleva solo averlo interamente per sé.&lt;br /&gt;Ma evidentemente Severus aveva deciso che anche lui doveva perdere una volta per tutte la testa. O comunque era in grado di farlo impazzire.&lt;br /&gt;Fu esattamente quella la sensazione che provò, quando lo sentì parlare.&lt;br /&gt;“No, Sirius, va bene così” la voce più che mai roca e ansante, ma dannatamente sensuale all’orecchio dell’Animagus. “Non importa… ma non ce la faccio più…”&lt;br /&gt;Il Grifondoro provò una strana malinconia.&lt;br /&gt;Sarebbero mai più arrivati ad un simile livello di abbandono e intimità?&lt;br /&gt;Non seppe darsi risposta. A trafiggerlo solo una certezza che non aveva cercato: &lt;i&gt;non voglio che sia solo per oggi.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Questo pensiero s’incastrò pungente nella sua gola, serrandola, ma non fu comunque sufficiente a zittire il bisogno impellente che non dominava più.&lt;br /&gt;Tornò agilmente alle spalle di Severus, serrando la mascella per resistere al richiamo della propria erezione da troppo tempo trascurata.&lt;br /&gt;Doveva prima prepararlo, a costo di sopportare ancora quella tensione ora perfino dolorosa.&lt;br /&gt;Sentiva di doverlo fare, anche solo perché non aveva mai provato nulla di simile con nessun altro.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitolo VIII.</title>
    <published>2007-10-17T18:00:59Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:51:13Z</updated>
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In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo VIII"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;VIII&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ad un tratto l’Animagus si fermò.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ora vediamo di smetterla con le chiacchiere e facciamo sul serio, Severus.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;In verità, la continua resistenza dell’altro, il sarcasmo, la sfida ad ogni evidenza cominciavano a fargli perdere la pazienza tanto da scordarsi ogni limite.&lt;br /&gt;E se per ottenere una vera resa doveva giocare sporco, a costo di dominare i propri istinti, l’avrebbe fatto.&lt;br /&gt;Avrebbe dimostrato a quel dannato testardo che anche Sirius Black, volendo, sapeva usare il cervello e ingabbiare i sensi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non usciamo di qui finchè non ammetti che sono qualcosa di più che uno stupido animale, e che sei sconvolto da me tanto quanto, Merlino mi assista, io lo sono da un bastardello asociale come te.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Non aveva alcuna intenzione di continuare la conversazione, era tempo di farla finita, in un modo o nell’altro.&lt;br /&gt;Scavalcandolo, Sirius si fermò in piedi dietro Severus.&lt;br /&gt;Gli scostò i capelli per poter seguire con le labbra la linea della sua schiena fin dall’inizio, lì dove cominciava a sporgere il primo disco di ossa in rilievo.&lt;br /&gt;Scese, esitando con la lingua su ogni vertebra, mordendo, e poi lenendo i segni arrossati su quella pelle chiara, con urgenza frenata e incanalata in avidità indolente.&lt;br /&gt;Una mano sempre intenta a quella stimolazione quasi dolorosa e lentissima, e l’altra a vagare ovunque, sul torace, sul ventre, tra le cosce tremanti di Snape.&lt;br /&gt;La mano sinistra, unica parte del suo corpo a cui Sirius stesse concedendo di mostrare la foga che tormentava anche lui.&lt;br /&gt;I polpastrelli scivolavano rapidi sulle costole marcate sotto la pelle tesa, indugiavano sugli addominali, s’impossessavano con sicurezza crescente dei piccoli capezzoli scuri dell’altro giovane mago.&lt;br /&gt;Tormentavano la piega sensibile dell’inguine, lasciavano impronte chiare sulle natiche, senza mai soffermarsi troppo; poi riprendevano da un nuovo punto, saggiando la resistenza di Snape, e appagando la sua voglia di conoscerlo finalmente senza più remore.&lt;br /&gt;La bocca di Sirius percorse più volte quella curva che andava a mano a mano accentuandosi, mentre Severus inarcava la schiena, pur non smettendo per un attimo di tentare di liberarsi, prima che l’istinto lo sommergesse una volta per tutte, cancellando ogni briciolo di razionalità cui ancora si teneva incredibilmente ancorato.&lt;br /&gt;Non era così che il Serpeverde aveva preventivato che sarebbero andate le cose.&lt;br /&gt;Aveva immaginato che Black avrebbe approfittato in fretta e con mal garbo del suo minimo cedimento, e tutto sarebbe finito rapidamente, lasciandogli un buco vuoto al posto dello stomaco, ma anche la possibilità di dimenticare e voltare pagina.&lt;br /&gt;“Slegami” riuscì nuovamente a sillabare, odiandosi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Merlino, che vocetta patetica, piagnucolosa e implorante.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;L’Animagus si raddrizzò e gli avvicinò le labbra all’orecchio, sfiorandolo appena, le dita ancora a stringerne l’eccitazione con fermezza, ma immobili.&lt;br /&gt;“Potrei farlo” disse insinuante. “Solo che arrivati a questo punto voglio tutto di te, oppure preferisco non avere niente. Quindi, se ti sciolgo, me ne andrò e non ci sarà mai una terza possibilità”.&lt;br /&gt;Fece una pausa, lambendo il lobo con la punta della lingua, il fiato a solleticare l’attaccatura del collo di Snape.&lt;br /&gt;Dovette contare mentalmente fino a dieci, per resistere e aspettare, poi riprese “Allora, devo liberarti e andarmene?”&lt;br /&gt;Sapeva bene che avrebbe dovuto attendere ancora, prima che Snape si decidesse a rispondere.&lt;br /&gt;Pur convinto che Severus non l’avrebbe respinto – non questa volta, almeno – fu costretto a ricorrere al medesimo trucco.&lt;br /&gt;La cosa cui cercava di non fare caso era che il suo cuore non teneva il ritmo della conta.&lt;br /&gt;Uno, e un battito di troppo.&lt;br /&gt;Due, ma i battiti che lo sopravanzavano erano già tre, forse quattro.&lt;br /&gt;Tre, – &lt;i&gt;dannatissimo bastardo!&lt;/i&gt; – aveva perso la percezione di quanti tonfi irregolari e svelti gli rimbombavano nel petto.&lt;br /&gt;Quattro, e probabilmente non ci sarebbe mai stato un cinque, perché cominciava a non poterne più.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Piuttosto gliela faccio pagare una volta per tutte…&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;“No” giunse infine, a mala pena udibile.&lt;br /&gt;“Stai dicendo che non devo andar via?” incalzò Black. “Dillo a voce alta, non è da te farfugliare come un mocciosetto penoso e vigliacco”.&lt;br /&gt;“No!” risuonò chiaro, anche se venato da qualcosa che poteva anche essere odio. “Non voglio che tu te ne vada”.&lt;br /&gt;I battiti si fecero talmente rapidi e accavallati da correre ormai perfino più veloci del treno, che divorava svelto le vecchie rotaie, ma Sirius non ci badava.&lt;br /&gt;Era esaltante, e poteva diventarlo ancora di più.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitolo VII.</title>
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In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo VII"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;VII&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Severus tentò di divincolarsi, furioso.&lt;br /&gt;Provò in ogni modo a sciogliere lo stretto legaccio improvvisato, dimentico del fatto che il tessuto avrebbe potuto cedere, rimediandogli un ottimo motivo per ricevere un rimbrotto già al primo giorno di scuola.&lt;br /&gt;Sirius finse di non farci caso e gli si accostò ancora di più.&lt;br /&gt;“Lo so a cosa stai pensando. Non è un argomento su cui tu abbia voglia di scherzare. Ma sei ancora vivo. Potevo fermare James, sai. Ad esempio potevo spedirlo in infermeria perché non corresse a cercarti. Non gli avrei mai fatto male sul serio… solo il tanto di impedirgli di seguirti. Potevo…”&lt;br /&gt;Poi si stirò fino a raggiungere il collo di Severus per marchiarlo con i denti.&lt;br /&gt;“Smettila” il Serpeverde tentava disperatamente di mantenersi lucido e calmo.&lt;br /&gt;Sapere fin troppo bene che Sirius aveva detto la verità non lo aiutava affatto.&lt;br /&gt;Non poteva sopportare quella scintilla che nulla aveva a che fare con la rabbia, ma ugualmente gli bruciava dentro ogni volta che pensava: Mi desidera al punto da essere ammattito perché non poteva avermi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Stupido, pazzo, dalla morte non si torna indietro. Perché non sei venuto da me a parlarne, invece? Perché non puoi semplicemente trattarmi come un essere umano?&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;“Potrebbe entrare qualcuno” soffiò secco e possibilmente freddo, almeno nelle intenzioni.&lt;br /&gt;L’Animagus proseguì nella sua opera, come se nemmeno lo ascoltasse.&lt;br /&gt;Si staccò da lui a rimirare il segno livido sulla sua gola e vi aggiunse goloso gli ultimi tocchi, succhiando più forte fino a sentirlo rabbrividire.&lt;br /&gt;Poi tornò ad occuparsi del sesso dell’altro, dedicandosi solo alla punta che aveva scoperto particolarmente sensibile.&lt;br /&gt;Disegnò piccoli cerchi concentrici di insostenibile piacere. Lo faceva anche con se stesso a volte e sapeva che era difficile resistere a lungo senza concedersi il sollievo di carezze più svelte e profonde.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ma non sarò così clemente con te, Severus, scordatelo.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;“Chi vuoi che entri?” domandò spavaldo e irridente. “Ho bloccato la porta, ricordi? E comunque è come se tu avessi appeso un cartello lì fuori. Nessuno ha voglia di entrare nello scompartimento di Snivellus. Il tuo caratteraccio ci garantisce una certa privacy, Severus”.&lt;br /&gt;“Tu però hai avuto voglia di venire a cercarmi” sbuffò quello, riuscendo miracolosamente a non ansimare.&lt;br /&gt;Il Grifondoro annuì, staccandosi di malavoglia da uno dei suoi capezzoli.&lt;br /&gt;“Inutile negarlo” le sue dita non smisero il loro calcolato e indolente supplizio “Ma hai cominciato tu a spogliarti… Solo che proprio non ce la fai a lasciarti andare. Dovresti smetterla di crogiolarti&amp;nbsp;così nel tuo vittimismo e nella tua superiorità intellettuale, tanto di qui non esci, finchè non ti decidi ad arrenderti all’evidenza che mi vuoi da diventarci matto”.&lt;br /&gt;La risata amara di Snape si propagò alle labbra dell’Animagus che nuovamente indugiavano sul petto del ragazzo “Tu che mi parli di vittimismo, Black” gli uscì di bocca tremolante, insieme a un breve gemito, ma non si zittì. “Spassoso detto da un carnefice. Che cosa ne sai tu del vittimismo?”&lt;br /&gt;Sfidando un lungo brivido riuscì a concludere “Finiamola con questa farsa e vattene, non avrei dovuto nemmeno lasciarti arrivare fin qui”.&lt;br /&gt;Sirius gli afferrò il mento, strattonandolo in avanti per avere i suoi occhi alla stessa altezza dei propri.&lt;br /&gt;Un grigio cielo contornato di scuro che non lasciava al Serpeverde alcun appiglio per non precipitare.&lt;br /&gt;“Non te l’ho già detto in passato che non hai idea di cosa significhi essere un Black, Snape?” ruggì, e il non riuscire a trattenersi lo fece diventare aggressivo.&lt;br /&gt;“Ma il povero piccolo Snivellus è solo e incompreso” lo canzonò feroce. “Soltanto lui, che è cresciuto senza gli agi di una nobile famiglia Purosangue, sa cosa vuol dire soffrire. Lui è migliore degli altri, perché nessuno lo capisce…”&lt;br /&gt;Un sorriso cattivo gli affiorò sulle labbra, mentre stringeva i fianchi dell’altro talmente forte da affondarvi le unghie.&lt;br /&gt;“E’ questo il problema con te” ghignò rabbioso. “Non sto negando i miei torti, ma dopo quell’estate avresti dovuto smetterla con questo tuo modo di chiudermi ogni possibile via d’accesso” la sua voce prese una sfumatura sarcastica, pur rimanendo irosa. “Invece, eri troppo prezioso per lasciarti avvicinare. Il genietto della scuola, emarginato, incompreso e sofferente… un ricco figlio di papà senza pretese da cervellone non può permettersi di accostarsi a te. Potresti sciuparti, si potrebbe risapere in giro che sei umano”.&lt;br /&gt;Mentre parlava aveva continuato a stringere i fianchi di Snape dolorosamente, incalzandolo, senza mai lasciargli tempo a sufficienza per rispondere.&lt;br /&gt;Non riprese nemmeno fiato.&lt;br /&gt;“Non ti diceva nulla il cervello riguardo al fatto che mi sono preso la briga di cercarti in quello schifo di quartiere solo per riportarti a Hogwarts, signorino? Sei tanto intelligente, mi meraviglio di te. O forse è solo che sei talmente presuntuoso e borioso da pensare che io, davvero, non avessi di meglio da fare che attraversare mezza Londra per cercare un tipo insignificante come te?”&lt;br /&gt;Nel ritmico scuotersi della carrozza il corpo del Serpeverde oscillava ancora sotto il suo sguardo furioso.&lt;br /&gt;Severus era sempre eccitato, nonostante tutto. Stava lottando per riprendere il controllo e non ci riusciva.&lt;br /&gt;Il suo sesso svettante e dolorosamente turgido, offerto in quel modo alla vista di Sirius, ora gli appariva insopportabile da guardare, tanto che dovette chiudere gli occhi, mentre l’altro ricominciava a parlare, ancora con quel tono beffardo.&lt;br /&gt;“E’ più comodo essere superiori, al punto di credere che sei l’unico al mondo che ha gli occhi degli altri puntati addosso e si sente perennemente inadeguato, no, Snape?. Hai idea di cosa significhi essere Sirius, anziché essere Regulus? No, non ce l’hai, non sai un cazzo di me, e tu per primo giudichi in base a preconcetti”.&lt;br /&gt;Sentirlo emettere un basso mugolio di dolore calmò il Grifondoro.&lt;br /&gt;Le sue dita smisero di contrarsi su quella carne pallida e l’Animagus trasse un lungo sospiro, sentendosi un peso in meno sullo stomaco.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Tanto se avessi voluto preservare la mia dignità non sarei nemmeno dovuto venire fin qui. Al diavolo anche l’orgoglio!&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Severus strizzò le palpebre e forzò ancora i legacci, sempre più rabbioso.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E’ vero, Sirius, non so niente su di te, è proprio per questo che è insopportabile non riuscire a detestarti come dovrei, con tutto il fiele che mi hai fatto ingoiare.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;“Scusa” riuscì finalmente a replicargli, sebbene Sirius avesse ricominciato quelle lente ed estenuanti carezze, “se non mi è bastato che tu mi abbia messo le mani addosso una volta, condendo la cosa di dolci complimenti, per dimenticarmi delle precedenti attenzioni a cui tu e i tuoi amici mi avete sempre sottoposto”.&lt;br /&gt;Ansante, cercò di prender fiato a sufficienza per proseguire “Scusa, se quando sono tornato a scuola non sono corso a baciarti i piedi”.&lt;br /&gt;Le sillabe fluivano spezzate tra un gemito e l’altro, eppure Severus non smise di aggrapparsi con tutte le proprie forze al sarcasmo col quale si era sempre difeso “E’ colpa mia se hai dovuto torturarmi ancora per diversi anni…” ogni parola soffiata via con il tono più velenoso che gli riuscisse di ritrovare e di imprimere, nonostante tutto, alla propria voce.&lt;br /&gt;Ma era in collera soprattutto con se stesso.&lt;br /&gt;Perché non riusciva in alcun modo a far tacere la voce di Sirius che ancora gli rimbombava tra le tempie, percuotendolo e facendo accelerare i battiti del cuore: mi sono preso la briga di cercarti in quello schifo di quartiere solo per riportarti a Hogwarts.&lt;br /&gt;Erano anni che quel pensiero tornava, anche nell’umiliazione; non c’era verso di razionalizzarlo davvero. Il che per lui era di gran lunga la cosa peggiore.&lt;br /&gt;Il piacere, poi, era insopportabile.&lt;br /&gt;Gli pareva di essere sul punto di perdere totalmente il senno.&lt;br /&gt;Aveva voglia di urlare.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Perché non posso spegnere il mio corpo a piacimento, perché la mia mente davanti a lui non serve assolutamente a niente?&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;E l’orgoglio bruciava tanto quanto il tocco di Sirius sulla pelle.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Perché non posso semplicemente arrendermi?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Avviso!</title>
    <published>2007-10-07T19:23:16Z</published>
    <updated>2007-10-07T19:23:16Z</updated>
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    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;font size="4"&gt;Starò via una settimana. Riprenderò la pubblicazione al mio ritorno, cioè martedì 16 ottobre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nykyo&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitolo VI.</title>
    <published>2007-10-07T07:39:48Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:54:53Z</updated>
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    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titolo raccolta:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/tag/memorie+di+nebbia"&gt;Memorie di nebbia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Lo scompartimento vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; Come sempre Alexia (Boll11) e Mary (TwinStar) che ringrazio. In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo VI"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;VI&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi anche Severus iniziò a esplorare il corpo del Grifondoro, lentamente.&lt;br /&gt;Sirius si lasciò sfiorare e baciare, solo per saggiare quelle dita affusolate e le labbra sottili che non sembravano più possedere alcuna crudeltà nel richiudersi intorno ai suoi capezzoli, o su un lembo del suo collo.&lt;br /&gt;Solo percepiva in quei baci una sottile ansia, come di prendere tutto il possibile e poi tentare di scordarlo, relegandolo indietro a qualcosa che fosse già ricordo e non più emozione piena del momento.&lt;br /&gt;Evidentemente Snape aveva cessato le ostilità con lui, ma non con se stesso.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Come fai a vivere così, Severus? Come fai a non consumarti a furia di frenare ciò che provi? Merlino, non sei meno malato di me!&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Comunque non glielo domandò, ma invece disse “Alzati” in tono neutrale, né perentorio né supplichevole; semplicemente deciso.&lt;br /&gt;Colse un baluginio interrogativo, subito celato da ciglia nere quanto gli occhi, ma Severus l’accontentò.&lt;br /&gt;Si riappropriò del sostegno cui era stato aggrappato poco prima e rimase immobile ad attendere la sua prossima mossa.&lt;br /&gt;Senza toccarlo Sirius si distese un poco di più sul velluto del sedile e si sbarazzò dei vestiti.&lt;br /&gt;Chiuse le gambe intorno al Serpeverde e, lasciando che fossero l’unico contatto che ancora li legava, strinse la sua stessa erezione, stuzzicandola con movimenti appena accennati.&lt;br /&gt;Severus non riusciva a smettere di fissarlo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sempre così sfacciato, Black. Non hai un briciolo di pudore, né di autocontrollo.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ma da qualche parte, in fondo al suo petto, faceva male pensare che forse non esisteva miglior modo per vivere che lasciarsi andare all’istinto, scordandosi di pensare.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Perché non posso essere come lui, dimenticarmi del mondo e di me stesso il tanto di spegnere il cervello una sola dannata volta, e smettere di torturarmi?&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Inutile cercare una risposta, restava inalterato il fatto che Sirius era talmente sensuale da farlo morire dal desiderio, a discapito di tutto il resto.&lt;br /&gt;Il Grifondoro però non era soddisfatto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sono anni che t’inseguo e non capisco il perché, Snape, ma sono stufo. Tregua o non tregua si fa a modo mio. Sono venuto fino a quel fottuto quartiere sperduto solo per riprenderti e tu sei tornato a scuola, ma poi ti sei comportato come nulla fosse. Credi davvero di potermi trattare come se non contassi un cazzo?&lt;br /&gt;Cosa vuoi tu da me? Cosa ci stai a fare nella mia vita?&lt;br /&gt;Merlino solo lo sa cosa ci trovo in te, ma questa volta voglio che sia tu quello che diventa pazzo fino a non capire più niente.&lt;br /&gt;Corpo e cervello, se non mi prendo tutto non ha senso.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sorrise lascivo, accelerando un po’ lo scorrere della mano “Quante volte hai fatto così pensando a me dopo quell’estate, Severus? Cosa immaginavi che ti facessi? Dai, racconta…”&lt;br /&gt;Non gli dispiaceva il suono del nome dell’altro, ora che andava abituandosi, e sapeva che era una buona arma da puntargli contro.&lt;br /&gt;Sapeva anche che Snape non avrebbe risposto, ma non importava.&lt;br /&gt;Il suo sguardo aveva colto qualcosa d’interessante.&lt;br /&gt;Ad un sedile di là da quello su cui era seduto, l’uniforme di Severus faceva bella mostra di sé, ordinatamente ripiegata e pronta per essere indossata a tempo debito. Il cravattino di raso verde e argento, lucido più per l’usura che per il pregio del tessuto, anche se tenuto con cura, era adagiato sulla camicia bianca.&lt;br /&gt;Lo stropicciò sotto le dita della mano libera, senza che una smorfia ferina smettesse di conferirgli la sua solita aria da predatore.&lt;br /&gt;Smise di dedicarsi a se stesso e lo prese, incurante del fatto che il suo gesto brusco avesse scompigliato il meticoloso lavoro di Snape perché l’uniforme non uscisse stazzonata dal lungo viaggio.&lt;br /&gt;Quando lo vide stringere la cravatta e farsela scorrere per tutta la lunghezza sotto i polpastrelli, Severus capì che Black ne aveva in mente qualcuna delle sue, ma al primo tentativo di movimento quello gli tagliò ogni possibilità di opporsi, incastrandolo ancora di più tra le proprie gambe e afferrandogli le braccia con l’improvvisato legaccio di seta.&lt;br /&gt;“Black!” sibilò, tornando al tono con cui era solito rivolgersi all’Animagus.&lt;br /&gt;“Sirius, si era detto” ammiccò l’altro e con gesti rapidi e decisi tirò la stoffa verso l’alto, a imprigionargli i polsi “O ti ecciti di più quando ti chiamo Snivellus?”&lt;br /&gt;Si issò in ginocchio sul cuscino liso, e per quanto ora Severus avesse le gambe libere, lo ridusse comunque all’impotenza, complice il dondolare non interrotto della carrozza e un bacio che levò all’altro parola e fiato.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sempre sensibile ai baci, eh Severus? Devono avertene dati davvero pochi in vita tua.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;A lui comunque piaceva il sapore vergine della bocca del Serpeverde.&lt;br /&gt;Gli piaceva che non avesse altro sentore che quello della loro saliva che si mischiava.&lt;br /&gt;Sirius sapeva di tabacco e di qualunque cosa con cui s’intestardisse a tentare di mascherare il fatto che fumava; Snape invece non aveva vizi, era il classico secchione perfettino, beveva poco, niente sigarette.&lt;br /&gt;Severus non aveva altro sapore che il proprio.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E il mio. Alla fine avrai il mio sapore, vedrai, Severus.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Scelse il più semplice dei nodi per legargli i polsi alla sottile ma robusta asticella metallica, in alto sopra la testa. Poi lo rinforzò con un deciso colpo di bacchetta, prima di lasciarla rotolare via e dimenticarsi di possederne una.&lt;br /&gt;“Non è divertente, Black” disse Snape, non appena l’altro gli liberò le labbra.&lt;br /&gt;“Sì che lo è” sogghignò Sirius, ad un centimetro dal suo orecchio. “Lo sai come lo chiamano questo nodo, Severus? Bocca di lupo. Non ti sembra che sia perfetto per noi due? Questa volta però non c’è James a salvarti, mi spiace. Ma consolati, quello che intendo farti oggi non è letale”.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitlo V.</title>
    <published>2007-10-05T21:09:00Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:28:10Z</updated>
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    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Titolo raccolta:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/tag/memorie+di+nebbia"&gt;Memorie di nebbia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Lo scompartimento vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; Come sempre Alexia (Boll11) e Mary (TwinStar) che ringrazio. In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo V"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;V&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La pelle di Snape era calda, lievemente salata e molto ricettiva.&lt;br /&gt;I muscoli, pur non essendo evidenti, guizzavano sotto la superficie ad ogni nuovo passaggio delle sue labbra, sempre più dischiuse.&lt;br /&gt;Vi aggiunse la lingua, lentamente, mentre serrava le dita sul suo sesso.&lt;br /&gt;Sentì il sangue rifluire ad accenderlo sotto i polpastrelli.&lt;br /&gt;Mosse il polso fino a farlo tendere del tutto, per l’intera lunghezza.&lt;br /&gt;Si era chiesto perché così tante volte da perdere il conto.&lt;br /&gt;In quel momento capì che era così e basta.&lt;br /&gt;Lui lo voleva.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;No, è di più. E’ mio, ecco cosa. L’ho sempre saputo che era mio e che un giorno l’avrebbe ammesso.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Avrebbe fatto di tutto pur di sentirglielo dire, l’avrebbe piegato, finalmente.&lt;br /&gt;Il corpo di Severus non faceva assolutamente nulla per negare quel possesso.&lt;br /&gt;Semmai, risvegliando l’eccitazione del Grifondoro sottintendeva un’appartenenza reciproca.&lt;br /&gt;Black non se ne curava più. Snape gli stava dando piacevoli soddisfazioni.&lt;br /&gt;Ad esempio, il pallore del suo incarnato faceva sì che ogni bacio e morso lasciasse un nitido marchio arrossato.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Bene, benissimo, Snape, voglio rimanerti addosso il più a lungo possibile.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Peccato solo che troppi suoni meccanici coprissero l’affanno che iniziava a marcare il respiro del Serpeverde.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ma rimedieremo, vedrai, rimedieremo.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Salì lungo il suo petto con le mani ben aperte, saggiando ogni linea.&lt;br /&gt;Raggiunse i capezzoli e attese qualche momento, prima di stuzzicarli fra indice e medio.&lt;br /&gt;Severus sbuffò fuori un ansito contrariato.&lt;br /&gt;Avrebbe preferito scoprire che essere sottoposto a quelle attenzioni da parte di Black era decisamente meno piacevole che immaginarle o ricordarle.&lt;br /&gt;Invece non riusciva nemmeno a distogliere lo sguardo da quel che l’altro gli stava facendo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Merlino, quelle labbra così piene… è da morire.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Bruciavano perfino l’orgoglio e il rancore.&lt;br /&gt;Facevano venire voglia di lasciarsi andare.&lt;br /&gt;Si ritrovò a piegare le ginocchia, fino ad appoggiarle sul sedile, mentre Sirius si ritraeva per fargli spazio.&lt;br /&gt;Lo sentì far pressione sulle sue natiche perché gli sedesse sulle gambe.&lt;br /&gt;Per un attimo le iridi dell’uno s’incatenarono a quelle dell’altro.&lt;br /&gt;Entrambi vi lessero rancori e barriere che conoscevano fin troppo bene, ma anche un unico comune bisogno che non sapevano più mascherare.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E’ l’ultimo anno, la prima e l’ultima volta&lt;/i&gt; – si disse il Grifondoro – &lt;i&gt;solo per farlo crollare.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Perché non godersela fino in fondo? Perché non scoprire definitivamente fino a che punto lo voleva?&lt;br /&gt;Se Snape non rovinava tutto con quella sua aria d’insopportabile superiorità, poteva essere una giornata da ricordare.&lt;br /&gt;“Non è una resa, vero?” domandò Sirius quasi con intonazione retorica.&lt;br /&gt;“No”.&lt;br /&gt;“Lo so. Non cambia niente, nemmeno per me” confermò, le dita ancora a sfiorargli il petto.&lt;br /&gt;“Ma…?” aggiunse per lui il Serpeverde.&lt;br /&gt;“Per una volta potremo anche lasciar perdere tutto il resto” le parole di Sirius si spensero nella rientranza della sua clavicola.&lt;br /&gt;Severus soffiò via una ciocca di capelli dal viso e guardò le loro ombre, unite a disegnare sulla parete un tutt’uno indistinto e senza nome.&lt;br /&gt;Né Snivellus né Black, non due individui distinti che sempre si respingevano, ma un riflesso del loro desiderio immotivato e assurdo, eppure meno fragile di quanto non lo fosse ciascuno di loro nella sua solitudine.&lt;br /&gt;“Una tregua?” chiese a metà tra la domanda e l’affermazione.&lt;br /&gt;Sirius strinse piano uno dei suoi capezzoli tra i denti e lo tormentò con la punta della lingua, facendolo rabbrividire.&lt;br /&gt;“Comunque funzionerà solo finchè non saremo arrivati a scuola. Chiamala tregua se ti va” succhiò ostinatamente il piccolo lembo di carne, fino a strappargli finalmente un gemito “Non m’interessa cos’è, Severus. Solo che a volte è davvero snervante con te. Star lì a pesare le parole, i gesti; sei maledettamente logorante… Perché non posso semplicemente dirti che adesso ho solo voglia di farti impazzire? Non ha senso negarlo, tu vuoi che io lo faccia”.&lt;br /&gt;Si riprese l’erezione pulsante dell’altro e iniziò a muovere il polso con foga.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Severus, Severus, Severus. Come sarebbe sentirti gemere il mio nome mentre godi, Sirius?&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ma dalle labbra sottili uscì solo “Va bene, Sirius. Solo per questa volta”.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Forse è l’unico modo per far finire tutto, prima che diventi davvero troppo.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;L’Animagus lo baciò, cogliendolo alla sprovvista.&lt;br /&gt;Provò un momentaneo panico nel rendersi conto che ricordava fin troppo bene quelle labbra, pur avendole assaggiate solo una volta in passato.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E’ da allora che ti aspetto, Sirius, non credevo che ci avresti messo anni a presentarti nel mio scompartimento.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Lo lasciò fare, affondando le mani nell’inchiostro dei capelli del Grifondoro.&lt;br /&gt;Non aveva più voglia di lottare e negarsi, men che meno a se stesso.&lt;br /&gt;Perfino il fatto che Black avesse tentato di ucciderlo non contava più.&lt;br /&gt;Sirius si sporse in avanti a sfilargli completamente scarpe, biancheria e calzoni, scivolando con le labbra sul suo collo e poi sulla spalla.&lt;br /&gt;Le sue mani gli percorsero la schiena e, nel ritornare verso il basso, sfiorarono l’attaccatura delle natiche e s’impressero sui fianchi.&lt;br /&gt;Non riusciva a smettere di segnargli il petto con piccoli baci umidi, lasciando a volte il marchio dei denti.&lt;br /&gt;Severus fremeva sotto le sue carezze, concedendosi maggior libertà di quanto Black non si sarebbe aspettato.&lt;br /&gt;Stava già arrendendosi?&lt;br /&gt;Ad un tratto Severus lo sospinse indietro e prese a slacciargli i bottoni dei jeans.&lt;br /&gt;Sirius si liberò a sua volta della maglia e, facendo leva con tutta la forza delle braccia, si sollevò, l’altro ancora seduto sulle sue gambe, per abbassare un poco pantaloni e slip.&lt;br /&gt;La sua erezione emerse prepotentemente tesa e arrossata, davanti agli occhi neri del Serpeverde che allungò una mano a sfiorarla.&lt;br /&gt;Per lunghi istanti non fecero altro che accarezzarsi a vicenda, con ritmi che divenivano man mano più simili, mentre l’uno beveva i gemiti dell’altro in brevi baci battaglieri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitoli III e IV.</title>
    <published>2007-10-04T20:33:00Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:54:42Z</updated>
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    <lj:music>Disintegration - The Cure</lj:music>
    <content type="html">Considerato che il capitolo III di questo racconto è davvero&amp;nbsp;brevissimo, ho deciso, per una volta, di pubblicare due capitoli insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal prossimo capitolo tornerò a postare un capitolo per volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Titolo raccolta:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/tag/memorie+di+nebbia"&gt;Memorie di nebbia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Lo scompartimento vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; Come sempre Alexia (Boll11) e Mary (TwinStar) che ringrazio. In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo III"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;III&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non dovette sbirciare dentro i vari scompartimenti per trovare quello che cercava.&lt;br /&gt;Era facile.&lt;br /&gt;In coda al treno, dove puoi salire per ultimo, quando sul binario si è già smorzata la ressa dei saluti.&lt;br /&gt;Poi, bastava usare le orecchie.&lt;br /&gt;L’espresso sembrava un alveare, un brusio sommesso e costante lo pervadeva, alternandosi al clangore di ruote e pistoni che battevano il tempo sulle rotaie.&lt;br /&gt;Chiassosissimi Primini ancora vergini dello Smistamento.&lt;br /&gt;Anche solo per scordarsi l’imbarazzo e il sottile disagio del primo giorno, facevano tanto rumore da poterli distinguere a occhi chiusi.&lt;br /&gt;Sirius si domandò quante amicizie fraterne si stessero formando in quel preciso momento, e quanti di quei legami avrebbero resistito all’assegnazione a questa o quella Casa.&lt;br /&gt;Lui ne sapeva qualcosa di fraterne barriere fatte di strisce dei colori sbagliati, annodate al collo in un perfetto cravattino d’ordinanza.&lt;br /&gt;Sorvolando su quel pensiero, s’era concentrato sulle risatine chiocce e rassicuranti che provenivano da uno scompartimento straripante di giovani Corvonero quattordicenni, tutte in adorazione della fotografia animata di un battitore della nazionale spagnola.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Questo di sicuro non è.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sirius passò oltre.&lt;br /&gt;Finchè non sentì esattamente ciò che cercava: silenzio.&lt;br /&gt;Tende tirate sulla porta a vetri e nessun suono, risata, chiacchiericcio allegro o infervorato.&lt;br /&gt;Le sue labbra curvarono all’insù, compiaciute.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Trovato!&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Perché su quel vetro era come se ci fosse inciso il nome: Snape.&lt;br /&gt;Sirius s’inumidì le labbra ed entrò.&lt;br /&gt;Senza bussare.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo IV"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;IV&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Colse lo sguardo dell’altro ragazzo in un lampo.&lt;br /&gt;Un’occhiata tagliente.&lt;br /&gt;Poi l’espresso infilò una galleria.&lt;br /&gt;Buio assoluto.&lt;br /&gt;Di nuovo luce, e Snivellus aveva ancora gli occhi su di lui, solo che li aveva spenti.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lo fa apposta.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Nessuno dei due disse nulla.&lt;br /&gt;Sirius ad un tratto si chiese cosa ci faceva lì.&lt;br /&gt;Lo sapeva perfettamente, solo che come sempre Snape riusciva a rendere tutto complicato.&lt;br /&gt;Sedette sul sedile di fronte al suo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Avanti, su! Dì qualcosa di velenoso, Snape. Dammi una buona scusa…&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ma Snivellus non stava affatto collaborando.&lt;br /&gt;Dopo un po’ si volse addirittura verso il finestrino, indifferente.&lt;br /&gt;Sirius tirò fuori la bacchetta, e lo scatto della serratura che si bloccava riportò indietro Severus.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Bene, bene, hai iniziato a giocare Black. Ma sei in ritardo, ti aspettavo già da un pezzo.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il Grifondoro decise di trattenere un grugnito insoddisfatto.&lt;br /&gt;“Non vuoi sapere il perché del mio scherzetto dello scorso anno, Snivellus?”&lt;br /&gt;Snape non diede traccia di abboccare. &lt;br /&gt;“Perché mi volevi morto?” chiese, con voce incolore.&lt;br /&gt;Sirius annui, deciso a non farsi smontare da quell’ostentazione di gelo.&lt;br /&gt;“Lo so già. Ma grazie del pensiero” secco e neutro, salvo la vena ironica nel finale.&lt;br /&gt;Poi nuovamente silenzio.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Piccolo bastardo impudente!&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ora, sì, Sirius era davvero seccato.&lt;br /&gt;Si morse un labbro, serrando istintivamente i pugni.&lt;br /&gt;Severus gli puntò contro due iridi insondabili. &lt;br /&gt;“Ma dal momento che non sono morto, non ti resta che l’altra alternativa, Black, non è così?” disse, come a concludere l’affermazione precedente.&lt;br /&gt;Sirius non riuscì che ad annuire un’altra volta.&lt;br /&gt;Ma non mosse un muscolo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Serpe fin nel midollo.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Severus gli diede il tempo di sentirsi del tutto fuori posto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sei in ritardo Black, la vita concede meno tempo di quello che credi.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Fu lui ad alzarsi.&lt;br /&gt;Sotto lo sguardo sbalordito di Sirius iniziò a sfilarsi la maglia.&lt;br /&gt;La voce sarcastica arrivava da dietro il filtro della stoffa sollevata “Vediamo di sbrigarci allora, Black. Così, poi, puoi tornartene dai tuoi amici in tempo per il carrello dei dolci”&lt;br /&gt;Era impazzito Snivellus? Cosa gli prendeva adesso?&lt;br /&gt;Anni addietro Sirius aveva sperimentato che Snape non era affatto indifferente alle sue attenzioni.&lt;br /&gt;Eppure, dopo di allora non c’era più stato niente tra loro, tranne il solito scontro in cui lui lo provocava e tormentava e quello, pur uscendone pesto e sconfitto, si rialzava sempre a fronteggiarlo. &lt;br /&gt;E adesso gli si offriva con neutrale condiscendenza?&lt;br /&gt;Trovarsi in una situazione in cui Snape cedeva spontaneamente le armi, per qualche momento, lo lasciò del tutto spiazzato.&lt;br /&gt;Poi si riscosse.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Vediamo se è davvero questo che vuoi, Snivellus.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il Serpeverde l’aveva fatto ammattire per anni, facendo sentire lui ossessionato e succube; ora era giunto il momento di scoprire fino a che punto Snape poteva lasciarsi andare davvero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sbattè le palpebre sull’immagine del torso nudo di Severus, oscillante a causa degli scossoni del treno.&lt;br /&gt;Magro, pallido con piccoli capezzoli bruni appena rilevati.&lt;br /&gt;La vita bassa dei jeans svelava impietosamente la sporgenza delle ossa del pube e dei fianchi.&lt;br /&gt;Ma anziché esserne disgustato ne fu attratto.&lt;br /&gt;Non se ne stupì nemmeno un po’.&lt;br /&gt;Era come se lo immaginava, Snivellus.&lt;br /&gt;Come lo ricordava fin troppo nitidamente.&lt;br /&gt;Proprio come il suo corpo, per ragioni imperscrutabili, lo voleva.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sì, facciamo a modo tuo, e poi vediamo chi di noi due ha più bisogno dell’altro. Vediamo se riesci a rimanere tanto impassibile, mentre ti faccio godere.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Allungò le braccia per prenderselo.&lt;br /&gt;Gli allacciò i fianchi e lo trasse a sé.&lt;br /&gt;Severus non emise un fiato e si aggrappò al sostegno della retina portabagagli, per non cadere.&lt;br /&gt;Il respiro di Sirius gli solleticò la pelle per lunghi istanti.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dai, Black, datti una mossa e facciamola finita una volta per tutte. Non ti voglio più nella mia testa. Quest’anno devono esistere solo i libri.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ma non ci credeva davvero.&lt;br /&gt;“E’ lunga da qui fino in Scozia, Snape” mormorò Sirius, a metà fra l’irridente e il compiaciuto. “Non è nemmeno un’ora che siamo in viaggio. Abbiamo un’intera giornata davanti. Se comincio, potrei decidere di non darti più tregua fino a Hogsmeade. Sei sicuro che vuoi continuare?”&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non provarci, Black. Questa cosa va avanti da troppo tempo. Ultimo anno, ultima corsa, non ho più voglia di far finta di nulla.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Allargò le gambe per bilanciarsi senza più doversi tenere, e rispose slacciando deciso il primo bottone dei jeans.&lt;br /&gt;Buio. Un’altra breve galleria.&lt;br /&gt;“Cazzo!” si lasciò sfuggire Sirius.&lt;br /&gt;Un sobbalzo improvviso mandò le sue labbra a premere contro la pelle nuda del Serpeverde, in un punto imprecisato.&lt;br /&gt;Morse d’istinto, prima d’essere risospinto indietro dal contraccolpo.&lt;br /&gt;Severus rabbrividì.&lt;br /&gt;In uno sbuffo di fumo nero la locomotiva si trascinò dietro la lunga coda di carrozze verso la luce e un attimo dopo Sirius constatò che Snape non aveva solo voluto scherzare.&lt;br /&gt;Non scherzava affatto, né giocava a nascondino con lui.&lt;br /&gt;Il suo sesso chiaro era davvero lì, esposto allo sguardo. &lt;br /&gt;I jeans erano scivolati alle caviglie. Severus stringeva nuovamente l’asticella metallica del portabagagli, le braccia aperte e divaricate, e gli occhi rivolti in basso, verso Black.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ma a cosa sta pensando, Merlino?&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Perché le iridi restavano illeggibili.&lt;br /&gt;Pensasse pure a quel che voleva. Sfacciato, eccitante stronzetto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Magari riesco anche a farti urlare, dato che sei in vena di giocare a carte scoperte.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;E cominciò a baciare la carne tesa di quel ventre piatto, scordandosi ogni pensiero o remora.&lt;br /&gt;Tanto, prima o poi, doveva capitare.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitolo II.</title>
    <published>2007-10-03T20:57:59Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:29:05Z</updated>
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In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo II"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;II&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Remus J. Lupin si alzò sulle lunghe gambe snelle e, incurante del movimento che lo faceva sbandare, fece comparire una piccola spilla lucida e se l’appuntò sul bavero della toga.&lt;br /&gt;Indossava già l’uniforme, quando l’avevano raggiunto nel solito scompartimento.&lt;br /&gt;Notò con la coda dell’occhio che era storta e la raddrizzò con gesto distratto e meccanico, iniziando a scavalcare il groviglio di ginocchia dei suoi amici.&lt;br /&gt;“Il dovere mi chiama” constatò atono. “Ci vediamo più tardi”.&lt;br /&gt;“Dovevano scriverci &lt;i&gt;Perfetto&lt;/i&gt;, anziché Prefetto, Moony” sortì James, da dietro le pagine sportive della Gazzetta del Profeta.&lt;br /&gt;Peter rise sguaiatamente, fuori tono.&lt;br /&gt;Sirius nemmeno alzò lo sguardo “Perché, c’è differenza?” chiese ironico.&lt;br /&gt;Remus approvò con una risata indolente “Nessuna, Padfoot. Salvo forse una volta al mese…”&lt;br /&gt;Poi uscì, senza indugiare oltre.&lt;br /&gt;James resistette ancora per cinque o sei minuti, indeciso se incantarsi sull’ultimo modello in fatto di manici di scopa, o dar voce a un desiderio ben più impellente e al momento facilmente realizzabile: vedere la Evans.&lt;br /&gt;Infine si sollevò, con uno scatto atletico delle reni, e cercando di darsi un’aria non troppo carica d’urgenza comunicò “Credo che andrò a controllare che Lily sia sul treno. E’ una tale ritardataria. Non l’ho vista in stazione. Un giorno di questi perderà l’espresso”.&lt;br /&gt;Ma nemmeno lui aspettò risposta prima di dileguarsi.&lt;br /&gt;Sirius ne approfittò per allungarsi il più possibile sul sedile, fino a poggiare i piedi su quello di fronte.&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi, tanto per scoraggiare le chiacchiere di Peter.&lt;br /&gt;Irrequieto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;L’ultimo anno. Il diploma e poi niente più Hogwarts.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Peter finse di non annoiarsi, guardando fuori dal finestrino con aria assorta.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Niente più espresso fino al castello, banchetto di inizio anno, discorsetto spiritoso di Dumbledore. Con quest’anno abbiamo finito di sgobbare come somari sui libri. &lt;br /&gt;Studiare, che perdita di tempo. &lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Lui voleva vivere, non ammuffire sui libri.&lt;br /&gt;Quelli li lasciava volentieri a Moony.&lt;br /&gt;Da un lato però gli dispiaceva.&lt;br /&gt;Hogwarts era mille volte meglio del numero 12 di Grimmauld Place.&lt;br /&gt;A scuola sua madre non aveva voce in capitolo su niente.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Intanto non le interessa più da anni. Che senso ha seguire i miei studi, quando li porto avanti nella Casa sbagliata? Salvato da un cappello chiacchierone, chi l’avrebbe mai detto?&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;A Hogwarts c’erano i suoi amici.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Comunque Remus quest’anno sarà come inesistente, tranne che con la luna piena. Staccarlo dai libri ad un passo dal diploma sarà praticamente impossibile.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Scoprì all’improvviso che non aveva poi tanta voglia nemmeno di provarci.&lt;br /&gt;James non era neppure il caso di contarlo.&lt;br /&gt;Lily l’aveva acchiappato con la stessa forza inesorabile con cui Prongs frenava il boccino d’oro ad ogni partita.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Batti pure le ali James, ormai non vai da nessuna parte.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Sorrise; all’amico una come la Evans non poteva che far bene.&lt;br /&gt;L’avrebbe riportato con i piedi per terra, lui che poteva essere ripreso al volo e trasformato in un vero adulto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Io no, grazie, non ci tengo.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ma al vecchio James ci voleva. Sirius aveva una mezza idea che se, davvero, l’occhialuto cercatore di Grifondoro avesse inseguito i propri sogni, per quanto non ci fosse nulla di male in questo, poi sarebbe finito dritto giù in picchiata.&lt;br /&gt;Perché un conto è vincere il campionato della scuola e tutt’altro è tentare le selezioni per una vera squadra di professionisti.&lt;br /&gt;Lily era un delizioso paracadute, e una preoccupazione in meno per lui.&lt;br /&gt;Non aveva nessuna voglia di ritrovarsi a raccogliere i cocci dopo l’ennesimo rifiuto.&lt;br /&gt;Consolare la gente era del tutto fuori dalle sue capacità&lt;br /&gt;Gli riusciva più facile irritarle le persone.&lt;br /&gt;Squadrò Wormtail da dietro lo schermo delle ciglia. Si stava ispezionando sovrapensiero le unghie.&lt;br /&gt;Peter di sicuro ci sarebbe stato sempre.&lt;br /&gt;Il diploma c’entrava poco col fatto che il loro quartetto, in fondo, fosse in bilico.&lt;br /&gt;Ma la scuola gli sarebbe mancata comunque.&lt;br /&gt;Le aule, la sala comune, la Foresta, il lago. D’altro canto, nessuno conosceva il castello meglio dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Solo che, a parte me, pare che tutti abbiano solennemente deciso di avere delle buone intenzioni quest’anno.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Eppure aveva già una sorta di nostalgia per ogni pietra, quadro animato, scalone semovente di Hogwarts.&lt;br /&gt;Per ogni volta che avevano infranto le regole, per le nottate passate a escogitare scherzi ai danni dei Serpeverde.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Serpeverde…&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;“Vado a farmi un giro, Peter” e subito aggiunse. “A dopo”.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Io vado a farmi un giro, Wormtail, e vedi di non seguirmi.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Lo scompartimento vuoto - Capitolo I.</title>
    <published>2007-10-02T20:58:22Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:29:30Z</updated>
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    <lj:music>Jump someone else train - The Cure</lj:music>
    <content type="html">&lt;strong&gt;Titolo raccolta:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/tag/memorie+di+nebbia"&gt;Memorie di nebbia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Lo scompartimento vuoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; Come sempre Alexia (Boll11) e Mary (TwinStar) che ringrazio. In particolare grazie a Mary per il fatto di sorbirsi ogni volta tenerosità Malevolence, quando lei è una fiera e indomabile WolfStar che rifugge da Severus e da ogni forma di puccio non legato al suo pairing (e a volte pure legato al suo pairing a dirla tutta XD).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Racconto a capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, erotico, ma a lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Settembre 1977, settimo anno, l'espresso per Hogwarts conduce a scuola Severus Snape e Sirius Black per l'ultima volta.&lt;/em&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Black l'aveva giurato anni prima: un giorno o l'altro lui e Snivellus si sarebbero incontrati in uno scompartimento vuoto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;:&amp;nbsp; Questo racconto si collega alla mia one shot “Prima o poi”. Non ne costituisce un seguito, semmai racconta nel dettaglio un momento di ciò che in quel racconto era solamente scritto tra le righe. Potete comunque leggerlo anche senza aver letto l’altro e non esiste un ordine per cui leggere prima l’uno e poi l’altro. Fate voi.&lt;br /&gt;Troverete che è decisamente meno angst del mio solito, ovvero, a dirla come Mary, che è più puccioso del mio solito.&lt;br /&gt;Ma comunque è dolce a modo mio, siete avvisati ;)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dedica:&lt;/strong&gt; Ad &lt;u&gt;Alexia&lt;/u&gt; (alias Boll11) che dopo aver letto “Prima o poi” ha sentenziato che ero cattiva perché non avevo scritto cosa accadeva in quello scompartimento vuoto dell’espresso per Hogwarts. Lei voleva sapere e io l’ho accontentata, perché non si può dirle di no, è adorabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Lo scompartimento vuoto - Capitolo I"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;Lo scompartimento vuoto.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;i&gt;Don't say what you mean&lt;br /&gt;You might spoil your face&lt;br /&gt;If you walk in the crowd&lt;br /&gt;You won't leave any trace&lt;br /&gt;It's always the same&lt;br /&gt;You're jumping someone else's train&lt;br /&gt;It won't take you long &lt;br /&gt;To learn the new smile&lt;br /&gt;You'll have to adapt &lt;br /&gt;Or you'll be out of style&lt;br /&gt;It's always the same&lt;br /&gt;You're jumping someone else's train&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;The Cure – Jumping someone else’s train[1]&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;font color="#ff0000"&gt;I&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il dondolio lo colse di sorpresa, rilassandolo all’istante.&lt;br /&gt;Mentre il rumore cresceva si abbandonò al movimento ritmico del vagone che attraverso il sedile s’impadroniva anche di lui.&lt;br /&gt;La banchina della stazione sfilò via sempre più veloce, mentre il ruggito della locomotiva si placava smorzandosi in un continuo, metallico, susseguirsi di battiti tutti uguali.&lt;br /&gt;Simili a quelli del suo cuore, slanciato in avanti, proprio come l’acciaio delle enormi ruote sulle vecchie traversine; teso nella medesima direzione: Hogwarts.&lt;br /&gt;Niente più Spinner’s End, ancora per un altro anno, vacanze di Natale incluse.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Resto a scuola quest’anno, ci sono talmente tanti di quei compiti in preparazione del diploma. Ne approfitterò per studiare.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Il capo reclinato all’indietro sul poggiatesta e gli occhi che fissavano fuori dal finestrino: tutto e nulla.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Resto a scuola, devo studiare.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Comunque non aveva molto senso giustificarsi, doveva rendere conto solo a se stesso, nessuno lo aspettava di rientro a casa.&lt;br /&gt;Aveva stregato i fiori su entrambe le tombe, perché tornassero freschi ogni volta che finivano il loro ciclo vitale.&lt;br /&gt;Lui non riusciva ad andare a portarne di nuovi.&lt;br /&gt;Era insopportabile pensare che stupidi mazzi di fiori potessero essere fatti tornare in vita all’infinito e le persone invece muoiono senza possibilità d’appello.&lt;br /&gt;Possibile che non esistesse un incantesimo più potente della morte?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La magia può tutto, basta solo conoscerla a fondo. Devo studiare.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ma almeno di una cosa era certo: la magia non garantisce la felicità.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Però a Hogwarts è tutto più facile.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi e si lasciò cullare dal rollio uniforme della carrozza.&lt;br /&gt;L’espresso copriva gradualmente la distanza tra Londra e il castello.&lt;br /&gt;Ci metteva quasi una giornata, sferragliando lungo quella terra di nessuno: non del tutto territorio magico, ma nemmeno esclusiva dei Babbani.&lt;br /&gt;Anche lui era così: a metà, sospeso.&lt;br /&gt;Non sarebbe bastato, più tardi, spogliarsi dei jeans e della maglia e indossare l’uniforme per far sì che Severus Snape diventasse solo un mago.&lt;br /&gt;Mezzosangue si nasce e si rimane a prescindere dai vestiti.&lt;br /&gt;Non gli dispiaceva.&lt;br /&gt;C’era una scelta che ponderava da un po’ di tempo, fin da quando anche sua madre se n’era andata.&lt;br /&gt;Teoricamente collideva violentemente con quel suo aggrapparsi anche al lato babbano.&lt;br /&gt;In pratica gli interessava solo la conoscenza.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Se solo si potesse imbottigliare la morte.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il rumore della porta che scorreva di lato aprendosi lo riportò al presente.&lt;br /&gt;Istintivamente scattò raddrizzando la schiena, teso, gli occhi più vivi.&lt;br /&gt;Una faccia arrossata, che sormontava un cravattino giallo e nero, si fece seria vedendolo.&lt;br /&gt;“Scusa… ho sbagliato scompartimento” farfugliato in fretta, mentre già le mani premevano per richiuderlo dentro la sua solitudine.&lt;br /&gt;Nemmeno rispose.&lt;br /&gt;Da dietro il vetro che stava per rendergli il suo isolamento colse una domanda squillante “Perché non entri?”&lt;br /&gt;La voce di una ragazzina, fresca, appena un po’ maliziosa.&lt;br /&gt;“Snape” come risposta più che sufficiente del suo compagno e poi silenzio.&lt;br /&gt;Severus sorrise.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Tassorosso…&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ma gli stavano alla larga anche i Corvonero e i Grifondoro, in verità.&lt;br /&gt;Tutti tranne quei quattro, almeno fino all’incidente dell’anno precedente.&lt;br /&gt;Dopo l’avevano ignorato.&lt;br /&gt;I Serpeverde, invece, era lui ad evitarli, almeno sul treno.&lt;br /&gt;Mai stato troppo socievole e non aveva voglia di chiacchiere sulla via del ritorno a Hogwarts.&lt;br /&gt;I verde-argento queste cose le capiscono.&lt;br /&gt;Pronti a far corpo all’occorrenza, ma capaci di godersi un po’ di solitudine.&lt;br /&gt;Rosier, Avery e gli altri sapevano che sarebbe stato lui a cercarli se li voleva.&lt;br /&gt;Per il resto, essere Snape voleva dire potersi permettere uno scompartimento vuoto tutto per sé.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Devo studiare sodo quest’anno.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;E le palpebre si abbassarono di nuovo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;[1] Non pretendo che tutti conoscano l’inglese, quindi eccovi la traduzione: Non dire cosa pensi, potresti rovinarti la reputazione. Se cammini tra la folla, non lascerai nessuna traccia. E' sempre così: stai saltando sul treno di qualcun altro.&lt;br /&gt;Non ti ci vorrà molto ad imparare il nuovo sorriso, ti dovrai adattare, o sarai fuori moda.&lt;br /&gt;E' sempre così: stai saltando sul treno di qualcun altro.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Prima o poi.</title>
    <published>2007-10-01T07:21:50Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:29:58Z</updated>
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    <category term="memorie di nebbia"/>
    <category term="prima o poi"/>
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    <lj:music>Chopin</lj:music>
    <content type="html">&lt;p&gt;Oggi è il turno di un racconto a cui sono molto affezionata.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero che piacerà anche a chi dovesse leggerlo qui per la prima volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa fanfiction fa parte della raccolta "&lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/tag/memorie+di+nebbia"&gt;Memorie di Nebbia&lt;/a&gt;" (composta dalla one-shot "Prima o Poi" e dalla long-fic "Lo scompartimento vuoto").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo raccolta:&lt;/strong&gt; Memorie di nebbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Prima o poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt; Anche questa volta Boll11 e TwinStar. A TwinStar il mio grazie anche per il titolo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; One-shot.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettivo, angst, death, drammatico, erotico.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Dopo la morte di Silente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; AU, linguaggio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Una giornata nebbiosa d'inverno riscaldata dal ricordo di un afoso pomeriggiò d'agosto. Sullo sfondo la Londra babbana, dal suo cuore alla periferia squallida di Spinner's End, e una scelta importante per il giovane Severus Piton.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Una scelta per la quale, nonostante tutto, Sirius Black, molti anni dopo,&amp;nbsp;gli cammina ancora accanto per le strade di Londra&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nota&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;: Questo racconto nasce a partire da una &lt;u&gt;&lt;a href="http://www.nocturnealley.org/browse.php?type=challenges"&gt;sfida&lt;/a&gt;&lt;/u&gt; lanciata da Vario su &lt;a href="http://www.nocturnealley.org/index.php"&gt;Nocturne Alley&lt;/a&gt;&amp;nbsp;("La storia si ambienta nella Londra babbana. Severus è seduto su una panchina, Sirius cammina per le strade della città, e questa è immersa nella solita nebbia che la caratterizza. La storia può essere introspettiva o meno, la nebbia può acquisire la connotazione che più vi piace. L'importante e che sia lunga dalle 500 alle 2000 parole e, che contenga questa frase: "Questa è Londra. O meglio, questa è la nebbia di Londra"… il titolo è a vostro piacimento").&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sussisteva quindi una limitazione legata al numero di parole. Però è stato impossibile per me esprimere ciò che desideravo senza superare tale limite. Il contatore automatico di word mi segnala che ho superato di poco le 3000 parole. Resta comunque una one shot ed è un racconto che mi prende troppo per lasciarlo in una cartellina del pc.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Perciò lo pubblico, sperando che emozioni un po’ anche chi lo leggerà.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A parte il numero di parole tutte le altre prescrizioni dell’originaria sfida sono state rispettate.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;u&gt;E ringrazio Vario per la splendida idea di base che mi ha consentito di scrivere questo racconto&lt;/u&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Prima o poi"&gt;&lt;strong&gt;Prima o poi.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p&gt;Questa è Londra. O meglio, questa è la nebbia di Londra.&lt;br /&gt;E’ una caratteristica di questa folle città, non la sua anima.&lt;br /&gt;Londra non ce l’ha un’anima, proprio come non ce l’ho più io, ormai da troppo tempo.&lt;br /&gt;Ci sono luoghi al mondo che ne hanno una.&lt;br /&gt;Hogwarts, ad esempio, ce l’ha ed è molto forte. La si sente fremere in ogni singola, antica pietra.&lt;br /&gt;Sfrigola, come le scintille del fuoco sotto un calderone di peltro, nella calura d’estate che per pochi giorni ne arroventa i tetti aguzzi, rendendo le torri simili a miraggi. Scricchiola, nell’assestarsi di legno millenario, nelle fredde notti d’inverno.&lt;br /&gt;Ti entra dentro e parla di potenza e magia, di giovani menti pronte ad assorbire sapere o troppo chiuse per comprendere quale immenso privilegio sia percorrere i corridoi velati di polverosi arazzi.&lt;br /&gt;Londra, la Londra babbana almeno, non possiede nulla di simile.&lt;br /&gt;La sua essenza è data solo dal sommarsi di anime che la abitano e percorrono incessanti.&lt;br /&gt;Quindi, ecco, questa su cui continuo a posare gli occhi troppo stanchi non è che la nebbia di Londra.&lt;br /&gt;Ma ha almeno il pregio di conferire un aspetto stregato e irreale al caos moderno e tecnologico di questa sconfinata metropoli.&lt;br /&gt;Sale strisciante dal letto del Tamigi, si abbarbica alle colonne portanti dei ponti, scala gli argini e ingrigisce ogni cosa.&lt;br /&gt;Lascia un sentore umido in bocca e nelle narici, come a volerle chiudere con subdola dolcezza.&lt;br /&gt;Sa di muschio, di malato, di buio.&lt;br /&gt;Però ovatta ogni suono.&lt;br /&gt;Cancella il frastuono delle macchine, l’infernale rombo dei motori babbani.&lt;br /&gt;Rende silenziosi i passi.&lt;br /&gt;Mi piace.&lt;br /&gt;Ho imparato che sopravvivi se resti nell’ombra, se celi te stesso, se non fai rumore.&lt;br /&gt;Un vicolo, la nebbia, i rumori sopiti, una semplice bacchetta, due parole sulle labbra e non c’è Babbano che possa sperare di opporsi.&lt;br /&gt;Quando uccidi nella nebbia, all’inizio fa meno male.&lt;br /&gt;I contorni sono sbiaditi, le grida si liquefanno, il corpo della tua vittima si accascia e svanisce in quella bruma bassa e quasi palpabile che rende difficile perfino vedere il selciato.&lt;br /&gt;Nella nebbia, a Londra, tutti camminano sospesi.&lt;br /&gt;Sembrano fantasmi che fluttuano sul nulla.&lt;br /&gt;Leggeri, senza tempo, anche quando si affrettano.&lt;br /&gt;Nella nebbia anche la morte sembra più dolce.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La panchina è fredda, appiccicosa di sottile condensa.&lt;br /&gt;Quando mi alzerò avrò i vestiti fradici.&lt;br /&gt;Stupidi abiti babbani.&lt;br /&gt;Detesto indossarli.&lt;br /&gt;Ma perfino per l’annoiata e distratta pazzia dei londinesi le mie solite vesti sono troppo.&lt;br /&gt;Troppo stonate, anacronistiche.&lt;br /&gt;Parlano di estraneità, rivelandomi per un intruso, sebbene mi scorra in corpo sangue babbano.&lt;br /&gt;Niente tunica o toga, niente lunga casacca né mantello, allora.&lt;br /&gt;Ho trasfigurato ogni cosa.&lt;br /&gt;Solo il colore è rimasto quello: nero, dalla testa ai piedi.&lt;br /&gt;Non è questione di gusti o un vezzo da snob.&lt;br /&gt;E’ così che mi sento e mi sono sempre sentito; perfino quando sono nudo.&lt;br /&gt;Neri i pantaloni, il maglione privo di fronzoli, addirittura la camicia.&lt;br /&gt;Neri come i capelli, come gli occhi, come il mio amore.&lt;br /&gt;Solo il cuore ho bianco, irrimediabilmente.&lt;br /&gt;L’umore è grigio e gocciola nel mio petto in uno stillicidio dolente, proprio come la pioggia che presto laverà via la nebbia.&lt;br /&gt;Le nuvole la promettono minacciose, gonfie e basse e io spero che attendano ancora, prima di permettere al grido dei clacson di ferirmi nuovamente le orecchie.&lt;br /&gt;Così, potrò starmene qui ancora per un po’.&lt;br /&gt;A ricordare e farmi del male.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quel pomeriggio non c’era la nebbia.&lt;br /&gt;Spesso una coltre simile a quella che mi avvolge adesso invadeva le strade sporche di Spinner’s End.&lt;br /&gt;E’ Londra anche quella, ma lontana anni luce da qualunque cosa bella questa città possa tronfiamente mostrare al mondo.&lt;br /&gt;Trafalgar Square con le sue luci e vacue vetrine, Piccadilly, Saint Paul, Kensington, molte vie di questa vecchia e decadente signora hanno una loro dignità e bellezza.&lt;br /&gt;Londra è una sgualdrina stanca, ma sa truccarsi per apparire come una chiassosa e sfrenata fanciulla.&lt;br /&gt;Spinner’s End è solo un luogo triste in cui passare le notti, vigilata da una ciminiera ridicola e ormai priva di scopo.&lt;br /&gt;Una lancia bellicosa ma spuntata.&lt;br /&gt;Non c’è mai stata nemmeno l’illusione di un briciolo di magia all’ombra di quei caseggiati tutti uguali.&lt;br /&gt;E’ mille volte meglio di notte, o quando la foschia dal lungo fiume s’impadronisce dei vicoli, cancellandola.&lt;br /&gt;Invece c’era il sole.&lt;br /&gt;Tutto era atrocemente nitido nei suoi contorni taglienti.&lt;br /&gt;Una panchina simile a questa scottava sotto le mie gambe nude, a contatto con la pelle delle mie braccia.&lt;br /&gt;Stavo disteso sul verde scrostato delle assi, incise di troppi amori e disegni osceni, perché non c’era posto per me nel refrigerio della mia stanza.&lt;br /&gt;Non c’era mai posto per me lontano da Hogwarts.&lt;br /&gt;A scuola avevo i miei tormenti, ma possedevo i miei spazi e le mie piccole certezze.&lt;br /&gt;In casa non avevo che la consapevolezza amara che amarmi non bastava ai miei genitori per ricostruire ciò che avevano lasciato infrangere.&lt;br /&gt;Da quando la fabbrica aveva chiuso i battenti, poi, era stato ancora peggio.&lt;br /&gt;Credo che il problema di mio padre fosse che l’essere un Babbano lo faceva sentire debole, insicuro e inadeguato.&lt;br /&gt;Noi potevamo compiere piccoli miracoli ogni giorno e lui non era nemmeno più in grado di portare a casa uno stipendio per mantenerci.&lt;br /&gt;Oggi, col senno di poi, penso che fosse per questo che qualcosa cambiò quando iniziai a frequentare Hogwarts. Le sue dita un po’ tremolanti indugiavano come sempre a pochi centimetri dal mio capo o dalla mia guancia, ma dopo il mio primo anno, non vi si posarono mai più.&lt;br /&gt;Pensavo che mio padre si vergognasse di me, e anche per questo ho buttato via la mia vita per diventare qualcuno che nemmeno lui potesse ignorare.&lt;br /&gt;Se avessi compreso prima che trovava imbarazzante se stesso, forse oggi conterei davvero qualcosa.&lt;br /&gt;Però, in quel pomeriggio afoso, con le lacrime serrate nella gola e i denti a torturare le labbra, il mio solo pensiero era Hogwarts.&lt;br /&gt;Le parole urlate da mio padre contro mia madre mi ferivano, ma era ciò che mi aveva sussurrato roco e con lo sguardo duro che mi dilaniava la mente.&lt;br /&gt;“Severus” seduto sul mio letto con l’espressione da importante discorso paterno, come non accadeva da anni “Non sei più un bambino, avrai presto quindici anni. Hai l’età per capire che la vita richiede sacrifici e non sempre si può continuare su una strada solo perché così si vorrebbe. Hai l’età per capire che la tua famiglia deve venire prima di tutto. Tua madre è egoista a riempirti ancora la testa di sogni. La verità è bene guardarla in faccia, figliolo. Io non ho più un lavoro e non riesco a trovarne un altro che non sia sottopagato. Sto diventando vecchio, nessuno se ne fa niente di un operaio come me al giorno d’oggi e la vostra magia non mette il pane in tavola ogni giorno. Ho lasciato che tua madre facesse di testa sua, vi ho assecondati, ma ora è tempo di crescere. L’anno prossimo ti cercherai un lavoro Severus. Hogwarts farà a meno di te”&lt;br /&gt;Non aveva fatto pause, nemmeno un’esitazione, neanche quando i miei occhi si erano fatti più lucidi.&lt;br /&gt;Io non l’avevo interrotto. Mi sembrava impossibile che parlasse sul serio.&lt;br /&gt;Eppure, non fece che ripetermelo, per giorni e giorni, e neanche gli strepiti di mia madre e il suo febbrile stringermi e assicurarmi che per nulla al mondo avrei dovuto obbedirgli, erano riusciti a spezzare l’angoscia che il solo pensiero mi procurava.&lt;br /&gt;Avrei soltanto voluto trovare ogni singola falla nel ragionamento di mio padre.&lt;br /&gt;Avrei voluto che lui solo mi apparisse egoista nella sua pretesa, anzichè sentirmi così anch’io nel desiderare con tutta l’anima di rifiutare.&lt;br /&gt;I raggi del sole d’agosto rivelavano interamente lo squallore profondo del mio quartiere, arroventando le altalene divelte di quel cimitero dei giochi.&lt;br /&gt;Un brutto parchetto disertato dei bambini che di notte diventava il rifugio dei balordi.&lt;br /&gt;Solo lui sembrava irreale.&lt;br /&gt;Non poteva essere lì.&lt;br /&gt;Invece una lattina mi colpì in pieno su un fianco, strappandomi un’imprecazione.&lt;br /&gt;Mi voltai e aprii gli occhi per vedere chi avesse deciso di usarmi come bersaglio e lo trovai in piedi, a pochi metri da me.&lt;br /&gt;Sirius Black, con le mani ostentatamente agganciate ai passanti dei jeans sdruciti dalle gambe troppo ampie.&lt;br /&gt;Orribili, come la moda di quel lontano 1975, ma sempre meglio dei miei impresentabili bermuda color kaki.&lt;br /&gt;Per quanto tirassi giù la lunga t-shirt nera per coprirli restavano pateticamente imbarazzanti, e rivelavano anche le mie gambe troppo magre. &lt;br /&gt;Un altro punto a favore di Hogwarts: con indosso l’uniforme non sembravo più solo uno sporgere aguzzo di ginocchia e gomiti. &lt;br /&gt;L’uniforme mi conferiva un minimo di dignità.&lt;br /&gt;Mi raggomitolai su me stesso, d’istinto, cercando di non pensare a quanto fossero rovinate le mie scarpe da tennis, in confronto alle sue di vivido camoscio rosso e blu.&lt;br /&gt;“In che cazzo di quartiere abiti, Snivellus? Ci ho messo un secolo a trovarlo” poi aggiunse con una smorfia “Fa proprio schifo!”&lt;br /&gt;Avrei preferito che sentirglielo dire mi toccasse di meno.&lt;br /&gt;Ma non lo diedi a vedere.&lt;br /&gt;“Allora perché sei venuto fin qui? Ti mancavo?” risposi sarcastico.&lt;br /&gt;In realtà mi domandavo come avesse saputo dove abitavo.&lt;br /&gt;E cosa diavolo ci facesse a Spinner’s End. &lt;br /&gt;Si guardò intorno arricciando il naso. Le iridi grigie non promettevano nulla di buono.&lt;br /&gt;Si avvicinò e mi squadrò dall’alto in basso “E’ vero che intendi ritirarti da scuola?” come se fosse la domanda più logica sulle sue labbra.&lt;br /&gt;“Non sono affari tuoi, Black” ribattei seccamente.&lt;br /&gt;“Allora è vero” riflettè a voce alta, ignorandomi “Mia madre ha detto la verità”&lt;br /&gt;“Tua madre?” mi sfuggì. Non riuscivo a capire cosa c’entrasse l’augusta Signora Black.&lt;br /&gt;“Ho sentito dire che il bastardo Mezzosangue di quella rinnegata di Eileen Prince finirà col ritirarsi da scuola” cantilenò con una vocetta irritante, evidentemente facendo il verso a sua madre “Pare che quel Babbano del marito abbia perduto il lavoro… così impara a mischiarsi con la feccia, apparteneva a una famiglia così antica… ”&lt;br /&gt;Poi mi puntò gli occhi in viso “Allora, è vero, Snivellus? Lasci&amp;nbsp;Hogwarts per trovarti un lavoro? Cosa diventerà il nostro ambizioso Serpeverde? Io ti consiglio una fulgida carriera come meccanico… pare che i motori babbani perdano molto olio, così non dovrai più preoccuparti di giustificare quei capelli”&lt;br /&gt;E poi rise, beffardo e crudele, come un piccolo selvaggio sprezzante.&lt;br /&gt;“Non sono affari tuoi” ripetei, cominciando ad essere a corto di rispostacce, ma non di rancore.&lt;br /&gt;“Un bel modo per liberarti di me, James, Remus e Peter, Snivellus. Comodo. Nessuno che possa darti del vigliacco, anzi tutti diranno: povero ragazzo, ha dovuto sacrificarsi. Auguri Snape!”&lt;br /&gt;Mi ritrovai addosso a lui, senza nemmeno accorgermene. Rotolammo sull’asfalto bollente, graffiandoci per l’attrito.&lt;br /&gt;I miei pugni gli colpivano i fianchi alla cieca.&lt;br /&gt;Merlino, cosa ne sapeva lui? Black aveva tutto ciò che voleva. Ricco, viziato bastardo.&lt;br /&gt;Solo dopo mi resi conto di aver dato voce a quei pensieri e alla rabbia.&lt;br /&gt;All’istante mi scostai da lui.&lt;br /&gt;Black rise e rise, ma alla fine qualcosa suonava amaro e stonato nella sua ilarità sfrenata.&lt;br /&gt;“Lascia perdere, Snape, non hai nemmeno l’idea di cosa voglia dire essere un Black”.&lt;br /&gt;Mi spintonò giù, contro la panchina, incastrando il piede tra le mie gambe che si erano aperte nella caduta; il ginocchio a pungolarmi il petto.&lt;br /&gt;Il suo viso si fermò a pochi centimetri dal mio.&lt;br /&gt;Potevo sentirne il fiato tiepido; odorava di tabacco e menta. Fumava di nascosto il signorino.&lt;br /&gt;“Tutti abbiamo le nostre piccole guerre da combattere” sentenziò deciso “Ma se non torni a scuola sei solo un codardo”.&lt;br /&gt;“Hai paura di perdere il tuo passatempo preferito, Black?” sibilai senza abbassare lo sguardo.&lt;br /&gt;“Può essere” convenne “Sei davvero spassoso a volte. Chissà… Ma se non ti vedo sull’espresso a settembre, allora saprò che non sei altro che un coniglio senza palle, Snivellus. Ne hai di difetti odiosi, ma credevo che almeno il fegato non ti mancasse”&lt;br /&gt;“Di che t’impicci, Black? Vattene!” replicai gelido.&lt;br /&gt;Me lo ritrovai seduto a cavalcioni sulle gambe.&lt;br /&gt;Incongruamente pensai che pesava.&lt;br /&gt;Prima che potessi reagire mi afferrò il mento e per quanto tentassi di sfuggirgli le sue labbra si presero prepotenti le mie.&lt;br /&gt;I miei denti sbatterono rumorosamente contro i suoi, mentre mi sforzavo di tenere la bocca ben chiusa.&lt;br /&gt;Bloccò entrambi i miei polsi con una mano sola e l’altra si insinuò senza garbo sotto la mia t-shirt troppo larga.&lt;br /&gt;Mi sfuggì un singulto inarticolato, quando le sue dita trovarono uno dei miei capezzoli e lo sfregarono con forza fino a farlo inturgidire.&lt;br /&gt;Black ne approfittò per rendere davvero profondo il bacio e io mi resi conto con sgomento che stavo ricambiando.&lt;br /&gt;Si mosse in modo da farmi sdraiare sulle assi arroventate dal sole e senza lasciarmi i polsi si chinò scostando la maglia; la sua mole ancora a impedirmi di alzarmi.&lt;br /&gt;La sua lingua, là dove poco prima erano passati i polpastrelli, mi fece perdere il controllo.&lt;br /&gt;Nulla aveva senso. Niente di tutto quello che stava accadendo poteva essere reale.&lt;br /&gt;“Black, finiscila. Siamo in strada, è pieno giorno” recriminai, sentendomi sciocco come non mai.&lt;br /&gt;In risposta ottenni un morso e poi la sua bocca che scendeva più in giù, fino a raggiungere il mio ventre.&lt;br /&gt;“Su, Snivellus, rilassati. Tanto non crederai che in un quartiere come questo a qualcuno verrebbe in mente di venirti in soccorso. E poi, a quest’ora del pomeriggio col caldo che fa saranno tutti rintanati dentro casa come brave formichine”&lt;br /&gt;Ancora un morso e poi aggiunse “Se ci vedono è più eccitante. Il figlio degli Snape che si fa fare certe cose da un altro maschio. Chissà se dopo troverai lavoro in qualche night per soli uomini”&lt;br /&gt;Cercai di sottrargli i polsi e di scalciare, ma era più grosso e più forte di me.&lt;br /&gt;Scelse una porzione della mia pelle e iniziò a succhiarla sfacciato, infilando una mano oltre l’orlo dei miei pantaloncini e degli slip con tale foga da far saltare via il bottone.&lt;br /&gt;Non fece altro che impugnare il mio sesso e tanto bastò. Lo sentii guizzare a contatto con il palmo caldo e lievemente sudato della sua mano e crescere, che io lo volessi o no.&lt;br /&gt;Serrai le mascelle ingoiando un gemito e chiusi gli occhi.&lt;br /&gt;Le sue labbra piene bruciavano più dei raggi obliqui che ci picchiavano addosso impietosi.&lt;br /&gt;Continuò fino a marchiarmi con un tondeggiante segno violaceo che si soffermò a leccare soddisfatto.&lt;br /&gt;“Sei un piccolo serpentello velenoso, Snape” alitò nel mio orecchio, la bocca troppo vicina al mio viso “Ma che tu sia un vigliacco che si arrende alla vita non ci credo”&lt;br /&gt;Poi mi morse le labbra e insinuò nuovamente la lingua tra i miei denti appena socchiusi.&lt;br /&gt;Fu un attimo e si scostò, liberandomi le mani e alzandosi.&lt;br /&gt;Lo detestai perché senza più il suo tocco ad avvolgere il pulsare violento della mia eccitazione mi sentii nudo.&lt;br /&gt;Black atteggiò il viso a una storta smorfia beffarda, poi, semplicemente mi voltò le spalle e s’incamminò con quella sua andatura da gradasso che era insieme irritante e perfetta per lui.&lt;br /&gt;A una decina di metri da me si voltò facendo perno sui talloni, senza smettere di camminare “Chissà come poteva finire oggi, Snape. Magari te lo spiego a settembre in uno scompartimento vuoto… ”&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Era fatto così Sirius Black. In quel momento l’avrei volentieri ucciso con le mie mani, odiavo l’idea che pensasse di essere il solo ed unico motivo per il quale alla fine, facendomi togliere la parola da mio padre, decisi di tornare a scuola.&lt;br /&gt;Ma, in fondo, era venuto fino a Spinner’s End, dalla sua ricca casa signorile di Grimauld Place, in una torrida giornata d’estate; esclusivamente per riprendersi me.&lt;br /&gt;Fare in modo che non potesse trovarsi solo con me nemmeno per un istante, durante tutto il tragitto da King Cross a Hogwarts mi bastò. Una misura sufficiente per non ingoiare del tutto l’orgoglio e impedirgli di accorgersi di quanto ero felice di rivedere la scuola e la sua faccia di bronzo.&lt;br /&gt;Così felice da scordarmi che con lui non avrebbe certo smesso di essere una lotta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E’ passata una vita da allora.&lt;br /&gt;Ho accumulato più conoscenze magiche di quel che osassi anche solo sognare e sperare, e per ciascuna di esse ho pagato il prezzo.&lt;br /&gt;Per ogni errore ho voluto saldare il conto, quando mi è stato presentato.&lt;br /&gt;Non ho che da incolpare me stesso per questo.&lt;br /&gt;Vado avanti.&lt;br /&gt;Pezzo per pezzo perdo un po’ di cuore.&lt;br /&gt;E’ giusto, ho gettato via l’anima e per ogni brandello che ne ho strappato il destino si è portato via qualcosa di ciò che mi rende vivo.&lt;br /&gt;Sirius per primo.&lt;br /&gt;Una voragine nel mio petto e fuoco nel cervello, non mi resta altro di lui, salvo a volte l’umido dolore di un piacere che non è lui a darmi.&lt;br /&gt;Si secca sulle mie dita come le lacrime prima ancora che oltrepassino il bordo incurvato dei miei occhi.&lt;br /&gt;Le stesse dita che hanno levato l’ultimo tassello al mosaico di ciò che amavo, disfandolo definitivamente.&lt;br /&gt;Ho ucciso Albus.&lt;br /&gt;L’unica persona cui ancora tenevo. L’ultimo spicchio di anima e cuore.&lt;br /&gt;Per dovere, perché era parte del pegno con cui devo risarcire la vita.&lt;br /&gt;Ora non possiedo più niente di mio, salvo questo corpo inutile senza le labbra rosse che troppo brevemente gli hanno insegnato a vibrare e le mani paterne che l’hanno sempre sostenuto.&lt;br /&gt;Non lo dico per compiangermi, solo per rammentarmi che non è ancora finita.&lt;br /&gt;Ho ancora qualcosa da compiere, e nulla su cui abbia diritto di recriminare.&lt;br /&gt;Ma mi manca Hogwarts.&lt;br /&gt;Che cosa sciocca e incongrua.&lt;br /&gt;Ho nostalgia di qualcosa che è fatto di mura e scale, corridoi, aule.&lt;br /&gt;Dovrei essere lontano miglia e miglia da simili pensieri, preso come sono in un ingranaggio ben più grande.&lt;br /&gt;Invece mi manca ogni singola pietra del castello.&lt;br /&gt;Forse è solo il sintomo del fatto che lentamente sto crollando.&lt;br /&gt;Del resto, ultimamente vedo cose che non ci sono.&lt;br /&gt;Vedo Sirius.&lt;br /&gt;Lo scorgo camminare per le strade di Londra, ogni volta che io le percorro.&lt;br /&gt;Ma solo nella nebbia.&lt;br /&gt;Anche lui è fatto di bruma, è poco più che sogno.&lt;br /&gt;Se fosse appena più reale forse ne morirei.&lt;br /&gt;Cammina, cammina, accanto a me, ogni volta che riesco a sfuggire al mio ruolo e rifugiarmi in una finta esistenza da anonimo Babbano.&lt;br /&gt;Passi lunghi, elastici, appena un po’ più incerti rispetto a quelli di quando era ragazzo.&lt;br /&gt;Azkaban s’era tenuta la sua andatura da guascone, lasciandogli in cambio una nuova bellezza fragile e tagliente che veniva solo dallo sguardo.&lt;br /&gt;Mi accompagna, con ancora quella luce selvaggia negli occhi, ma non mi si accosta mai.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Allora, oggi ho deciso di aspettarlo, fermandomi qui, su questa panchina.&lt;br /&gt;Dovrò pur affrontarlo prima o poi.&lt;br /&gt;E, finalmente, eccolo.&lt;br /&gt;L’ho visto venirmi incontro senza esitazioni, arrestarsi nella sua solita posa sfacciata a gambe larghe e dedicarmi un ghigno di pura disapprovazione.&lt;br /&gt;“Merlino, Snape, gli abiti babbani ti stanno di schifo. Sembri una scopa vestita”.&lt;br /&gt;Annuisco.&lt;br /&gt;Gli risparmio una risposta colma di sarcasmo perché non sono ancora impazzito del tutto. Non al punto di rivolgere la parola a uno&amp;nbsp;spettro fatto di nebbia, solitudine e amore.&lt;br /&gt;“Smetti di frignare, alza il culo da quella panchina fradicia e datti una mossa, Snivellus. Nulla t’ha mai impedito di tornare a Hogwarts in passato. Quindi non fare la vittima e và avanti”&lt;br /&gt;Si avvicina ancora e quasi sento davvero quell’aroma misto di sigaretta e menta.&lt;br /&gt;“Tanto lo so che non sei un codardo. Prima o poi ci si vede in quello scompartimento vuoto, Snape”.&lt;br /&gt;Chiudo gli occhi.&lt;br /&gt;Prima o poi.&lt;br /&gt;E sento un tocco lieve sulla bocca.&lt;br /&gt;Non freddo, umido, muschioso, ma caldo e pressante.&lt;br /&gt;L’imprimersi di labbra piene che le mie riconoscono all’istante.&lt;br /&gt;Spalanco gli occhi.&lt;br /&gt;No, mi sbagliavo, non è che la foschia grigia che si è mangiata Londra.&lt;br /&gt;Si arriccia densa intorno a me, impregnandomi pelle e vestiti.&lt;br /&gt;Però mi alzo, mi scuoto.&lt;br /&gt;Torno alla mia guerra.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;“Prima o poi, Sirius. Prima o poi… ”&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Caricatura.</title>
    <published>2007-09-30T18:05:07Z</published>
    <updated>2007-09-30T18:05:07Z</updated>
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    <lj:music>Liberi Fatali</lj:music>
    <content type="html">&lt;p align="left"&gt;Ho deciso di pubblicare le mie Malevolence seguendo un minimo di ordine cronologico.&lt;br /&gt;Dunque, dopo la quadrilogia "Usque ad Mortem" dovrei pubblicare "L'idolo" (a dire il vero avrei dovuto pubblicare quel racconto addirittura per primo).&lt;br /&gt;"L'idolo" però è una fanfiction molto lunga, anche se concepita come una one-shot, di conseguenza per ricontrollarla mi occorre un bel po' di tempo che ora non possiedo, nemmeno volendo.&lt;br /&gt;Così, considerato anche che si tratta di un racconto a suo modo molto differente dalle altre mie Malevolence, ho deciso di mettere online prima le altre fanfictions, mantenendo per quelle l'ordine cronologico nel quale sono state scritte.&lt;br /&gt;Quindi oggi è il turno di "Caricatura", una flash-fic tutta dal punto di vista di Sirius e indubbiamente pre-slash.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero che la troverete una lettura piacevole.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Caricatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt; Anche questa volta Boll11 e TwinStar, che ringrazio, come sempre.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; Questo mini-racconto (non sono esattamente 500 parole, sono circa 400, ma non è una drabble, è troppo breve per essere una one shot, e quindi la considero una flash fiction) in realtà è un flashback che fa parte di una storia più lunga. Però trovo che funzioni bene anche da solo (w la modestia XD), al punto di meritarsi anche uno spazietto a sé stante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rating:&lt;/strong&gt; G.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Introspettiva.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius, ovviamente, anche se in realtà non si è ancora formato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; Pre-slash.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; "&lt;em&gt;Per occhi due macchie scure di china, scontornate, ed in questo selvagge e a me ancora incomprensibili, come l’originale".&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;Caricatura.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size="4"&gt;La penna d’oca a solleticarmi di sfuggita una guancia, non la sentivo nemmeno.&lt;br /&gt;Fissavo la finestra, distratto dal passare e ripassare continuo di un ragno sul filo portante della sua tela.&lt;br /&gt;Un giro e poi un altro, lievissimo ballerino intento, finchè il suo ricamo non aveva cominciato a emergere, perfetto e brillante nei raggi obliqui del sole invernale.&lt;br /&gt;Mi ci concentrai assorto, desideroso di essere assorbito solo da quella piccola magia naturale che non richiedeva bacchetta, per non cadere nell’altra ragnatela vischiosa che si tendeva pronta a legarmi, dal foglio bistrattato di pergamena su cui ancora posavo la mano.&lt;br /&gt;Che cosa stupida, infantile, patetica, quell’intrico di linee che non avevo alcuna voglia di riguardare.&lt;br /&gt;Vergate d’impulso, raccontandomi che erano solo una burla o uno sfogo crudele, non il tentativo maldestro di sfuggire ad un bisogno feroce.&lt;br /&gt;Grande, marcato, quasi inciso nel tenero spessore del foglio, il nomignolo con cui ero solito proteggermi da te: Snivellus.&lt;br /&gt;Le esse sproporzionate, tutto nel complesso di dimensioni troppo grandi per non rivelare spietatamente quanto spazio mi costringevi a darti.&lt;br /&gt;Una nera impronta del mio pollice e frammenti dei rilievi dell’indice, dove avevo toccato la carta senza attendere che l’inchiostro seccasse.&lt;br /&gt;Un profilo tracciato in fretta, da mani non portate al disegno, eppure perfettamente riconoscibile.&lt;br /&gt;Talmente sporgente quel naso da far perdere al volto ogni equilibrio.&lt;br /&gt;Riaffermava odioso che, invece, il viso del modello possedeva un’imperfetta ma precisa simmetria, negli zigomi aguzzi, nella fronte ampia, che compensavano l’imponenza di quel becco sgraziato.&lt;br /&gt;Disarmonia delle singole parti a rendere armonico il tutto.&lt;br /&gt;Per occhi due macchie scure di china, scontornate, ed in questo selvagge e a me ancora incomprensibili, come l’originale.&lt;br /&gt;Le labbra sottili, disegnate con eccessiva cura, tanto da togliere ogni caricaturale ferocia a quel ritratto abbozzato.&lt;br /&gt;Labbra totalmente vergini di me, del mio sapore.&lt;br /&gt;Odiarle era un moto spontaneo, al solo osservare come curvavano beffarde all’insù in una tacita prepotente sfida.&lt;br /&gt;Una verità spietata sfuggita al pennino e alla mia mano, contro ogni mia volontà.&lt;br /&gt;Ma non era questo che increspava la mia beata incoscienza e m’impediva di rivolgermi nuovamente verso il foglio da cui mi deridevi senza saperlo.&lt;br /&gt;Era la consapevolezza insopportabile che non bastava tormentare la carta, fino a imprimervi indelebilmente ognuno dei tuoi difetti.&lt;br /&gt;Non bastava volgerli in farsa sfrontata e irrispettosa.&lt;br /&gt;Era inutile elencare grottescamente ognuno dei motivi per i quali avrei dovuto soltanto ridere di te; scuro, patetico, insignificante, brutto.&lt;br /&gt;Nemmeno il suono della più fragorosa risata avrebbe mai potuto zittire il tamburo impazzito dentro al mio petto.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Usque ad Mortem - Thanatos.</title>
    <published>2007-09-24T13:09:52Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:30:47Z</updated>
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    <lj:music>solo le fusa del mio gatto.</lj:music>
    <content type="html">Ultima one-shot della raccolta &lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/tag/usque+ad+mortem"&gt;Usque ad Mortem&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Titolo raccolta:&lt;/strong&gt; Usque ad Mortem (Fino alla morte).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Incubus II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt; Anche questa volta Boll11 e TwinStar, che ringrazio ancora.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; One shot, facente parte di una quadrilogia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Difficile a dirsi... sicuramente erotica e a suo modo anche introspettiva. Se letta da sola, senza le altre tre storie della raccolta, beh, allora è PWP senza dubbio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius, ovviamente, ma con un mini accenno di Sirius/Remus.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini... insomma, quando Severus e Sirius erano studenti del 5° anno.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; Il linguaggio di Sirius non è dei più forbiti&amp;nbsp; E tenete conto che... beh, Severus potrebbe sembrare un tantino OOC... ma se arriverete a fine racconto, potreste finire col concordare cone me che credo non lo sia affatto...&lt;br /&gt;Il racconto, preso da solo, senza gli altri quattro è PWP, ergo c'è del sesso esplicito. La violenza... beh, leggete e giudicate voi. Ma non c'è comunque nulla che possa intorcinare le budella, tranquille.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt; &lt;p&gt;Thanatos è la morte. La morte intesa come cessazione della vita, come cuore che non batte più, come mente che si spegne. Ma potrebbe un incubo morire per rinascere trasformato in qualcosa di ben diverso?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;"... Mi hai mandato a farmi ammazzare, Black. Non a fare una passeggiata... "&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Thanatos"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 100%"&gt;&lt;strong&gt;Thanatos&lt;a name="_ftnref1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;[1]&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p&gt;“Black!”&lt;br /&gt;Merlino, vorrei che la mia voce suonasse meno isterica, ma sono proprio fuori di me, questa volta.&lt;br /&gt;Ci mette un secolo a voltarsi e il corridoio sembra lungo miglia e miglia.&lt;br /&gt;Anche i suoi amichetti si sono girati.&lt;br /&gt;Be’, non m’importa, comunque sia, alla fine, è una questione che devo risolvere solo con lui.&lt;br /&gt;“Cosa vuoi ancora, Snivellus? Non l’hai capito che devi girarmi alla larga? Sei più noioso di una mosca”.&lt;br /&gt;Me lo abbaia contro, a muso duro e gli occhi di Lupin danno un guizzo che mi fa venir voglia di prenderlo a pugni.&lt;br /&gt;Per lui è finita così, quindi? Il Preside ci ha fatto il suo bel discorsetto, lui si è sciroppato nulla più che un’innocua predica ed è tutto.&lt;br /&gt;Come se fosse la cosa più normale di questo mondo?&lt;br /&gt;Ma non lo è, dannazione, non lo è.&lt;br /&gt;Non sarebbe normale neanche se fra me e questo stronzo non ci fosse mai stato assolutamente nient’altro che gli sfoghi di un bastardello in vena di tormentare il prossimo.&lt;br /&gt;Merlino, che voglia di fargli male!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Prima che io possa replicare, lui fa il gesto di voltarsi e andarsene, ma poi evidentemente cambia idea.&lt;br /&gt;Lo vedo scrollare le spalle e tornare a fissarmi. All’improvviso mi marcia incontro risoluto.&lt;br /&gt;Si blocca ad un metro da me, con le mani in tasca e l’aria più strafottente che gli abbia mai visto.&lt;br /&gt;“Allora? Cosa cazzo vuoi, Snape? Sentiamo!”.&lt;br /&gt;“Sei tu che dovresti dirlo a me, Black” sibilo, tentando di calmarmi.&lt;br /&gt;Se solo ci riuscissi. Calma e Black non vanno proprio d’accordo, quando provo a mettere le due cose insieme.&lt;br /&gt;“Lascialo perdere, ti conviene, Snape. Non sei stupido, dovresti capirlo da solo” s’intromette Lupin, con aria di superiorità.&lt;br /&gt;Ha la faccia odiosa di chi ti sta spiegando come va l’esistenza e come è meglio viverla.&lt;br /&gt;Solo che ora io so come funziona la sua di vita, e non mi sembra proprio che abbia da stare molto più allegro di me.&lt;br /&gt;Non me ne frega nulla del fatto che ieri notte c’è mancato poco che mi facesse fuori. Magari a suo modo mi fa anche paura, ma non tanto quanto mi fa infuriare.&lt;br /&gt;Solo che il mio tentativo di colpirlo va a vuoto, grazie al simpatico intervento di Peter Pettigrew che ha pensato bene di farmi lo sgambetto.&lt;br /&gt;Bene, la mia vita sta tornando alla normalità; quattro contro uno, come ai bei vecchi tempi.&lt;br /&gt;Ecco, bravi, riportatemi indietro, ricordatemi chi sono, non desidero altro.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lupin sembra perfino più incazzato di me, sebbene sia bravo a non dimostrarlo troppo apertamente. &lt;br /&gt;Almeno a giudicare dal suo viso per niente teso.&lt;br /&gt;Però, mi afferra da dietro, stringendomi un braccio intorno al collo e sento la punta della sua bacchetta infilarsi nelle mie costole.&lt;br /&gt;Credo che sia perché ritiene che io mi sia messo in mezzo tra lui e Black.&lt;br /&gt;Non che c’entri con l’amore, è giusto una questione di possesso.&lt;br /&gt;Adesso so che ha poche certezze il caro Remus J. Lupin, immagino che il suo piccolo mondo voglia mantenerlo immutato quanto più gli riesce.&lt;br /&gt;Problemi suoi, io ne ho già d’avanzo con i miei.&lt;br /&gt;Gli mordo il braccio perché mi lasci andare e un po’ anche perché ho voglia di fargli sentire dolore e lui invece stringe più forte, mentre Potter gli lancia un’occhiata tesa e Pettigrew comincia ad avere la solita espressione di fremente aspettativa.&lt;br /&gt;Black non so che faccia abbia, perché la voce di Lupin, che sussurra nel mio orecchio mi distrae.&lt;br /&gt;“Mordi, Snape, mordi pure. Poi magari sarà il mio turno. L’hai imparato ormai: per quanto veleno tu abbia in corpo, i miei morsi saranno sempre più letali dei tuoi”. Con un timbro piano, quasi carezzevole.&lt;br /&gt;Questo, lo ammetto, fa abbastanza paura, considerato quanto sono andato vicino a sentire le sue zanne ieri notte.&lt;br /&gt;Sarà per questo che mi tremano un po’ le gambe.&lt;br /&gt;Merlino, manca solo che mi pisci sotto fra le grinfie di Lupin.&lt;br /&gt;Poi sento una mano stringere il mio braccio e tirare con forza.&lt;br /&gt;Black. Con una faccia che non riesco a decifrare. Quasi ringhia sul serio, ma a me o a Lupin?&lt;br /&gt;Ad ogni modo la presa sul mio collo si allenta e addirittura Lupin mi spinge via.&lt;br /&gt;Non con foga, ma piuttosto come se avesse perso la voglia di sprecare tempo con qualcosa di insignificante.&lt;br /&gt;“Ma sì, Padfoot, riprenditi il tuo giocattolo. Ma la prossima volta che ti viene a noia e vuoi gettarlo via, sbrigatela senza mettere me di mezzo”.&lt;br /&gt;Ho la sensazione che, in fondo, nonostante la minaccia di poco fa, Lupin sia tutto sommato sollevato di non avermi più sotto mano.&lt;br /&gt;Io no. Non sono una bambola, odio essere trattato come tale.&lt;br /&gt;Sottraggo il braccio alla mano di Black con uno scatto energico.&lt;br /&gt;Sono perfino tentato di andarmene e basta.&lt;br /&gt;Cosa c’entro io con questi quattro stronzi?&lt;br /&gt;“Vuoi vedertela con me, Snape, o con Remus? Deciditi!”. Non è più tanto calmo nemmeno Black.&lt;br /&gt;Gli punto gli occhi dritti in faccia e lui annuisce “Bene, però non qui”.&lt;br /&gt;S’incammina e io lo seguo, senza curarmi di guardare che espressione abbiano gli altri tre.&lt;br /&gt;La voce di Potter, decisamente preoccupata, ci raggiunge a metà corridoio “Sirius vedi di non fare altre stronzate per oggi, se ti riesce”.&lt;br /&gt;Lui gli risponde con uno sguardo e una scrollata di spalle.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ci siamo infilati nella prima aula vuota e ora che siamo soli mi accorgo che non ho più quel fuoco assurdo a bruciarmi nelle vene.&lt;br /&gt;Solo una sensazione di gelo assoluto, anche se la rabbia non se ne è andata.&lt;br /&gt;Non ho voglia di una scenata, desidero solo dirgli in faccia cosa penso di lui.&lt;br /&gt;Tagliare i ponti e farla finita.&lt;br /&gt;Lo guardo sedersi con indolenza sul bordo di un banco, con le braccia incrociate sul petto. Per un attimo ho l’impressione che sia mortalmente stanco, non solo perché abbiamo passato la nottata in piedi nello studio del Preside e poco fa ci siamo dovuti tornare per un’ulteriore chiacchierata su quanto sarebbe preferibile mantenere il silenzio su tutta la faccenda.&lt;br /&gt;Una stanchezza più profonda, da vecchio.&lt;br /&gt;Ma è un attimo. L’istante dopo ha di nuovo quel sorrisetto ottuso stampato in faccia.&lt;br /&gt;“Tu sei completamente pazzo” lo dico senza alcun calore, come una mera constatazione “Dico sul serio, Black. Io non sono un campione di normalità, ma in te c’è davvero qualcosa che non va. Fino a due giorni fa andavo bene per scaldarti il letto e il giorno dopo invece era più divertente mandarmi a morire. Mi hai mandato a farmi ammazzare, Black. Non a fare una passeggiata. Hai mandato la persona che ti scopavi a farsi sbranare da quello che teoricamente dovrebbe essere un tuo amico. Sei decisamente matto!”.&lt;br /&gt;Non che sfogarmi mi faccia sentire meglio, ma dirlo rende tutto meno irreale ed è bene che io per primo mi ficchi in testa cosa questo bastardo voleva farmi.&lt;br /&gt;Ma perché? Merlino, perché?&lt;br /&gt;Perché è un folle, come ho appena detto, non ci sono altre spiegazioni.&lt;br /&gt;Nessuna persona sana di mente agirebbe così.&lt;br /&gt;Peccato che a saperlo non fa meno male.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si alza e si avvicina, mi serra con forza i fianchi tra le mani, come se volesse imprimerci per sempre l’impronta delle dita, e, nonostante io lo respinga violentemente, cerca il mio collo con le labbra.&lt;br /&gt;“Se ti baciassi adesso, malgrado tutto, se ti baciassi sul serio fino a levarti il fiato, se ti toccassi, se fossi dentro di te, riusciresti a non desiderarmi? Sinceramente” dice tutto d’un fiato, con uno strano tono, e mi afferra il mento, forzandomi a guardarlo.&lt;br /&gt;Sembra quasi che dalla mia risposta dipenda qualcosa di vitale e che, nello stesso tempo non voglia ascoltarla.&lt;br /&gt;Mi domando se ce l’ho una risposta.&lt;br /&gt;Forse no, o forse non è quella che vorrei, né quella che dovrebbe essere.&lt;br /&gt;Evidentemente non sono meno folle di lui.&lt;br /&gt;Stringo i denti, una volta tanto incapace di parlare e perfino di pensare.&lt;br /&gt;Dov’è finita tutta la logica che mi ha sempre distinto da questo stupido animale?&lt;br /&gt;“Lo sai cos’è un’ossessione, Severus?”.&lt;br /&gt;Lo guardo senza capire, né le sue parole né perché comunque non posso fare a meno di sussultare nel sentirlo chiamarmi per nome, per la prima volta da che lo conosco.&lt;br /&gt;“Tu sei un’ossessione, sei il mio incubo!”.&lt;br /&gt;Riafferra il mio bacino e un istante dopo mi spinge via di nuovo.&lt;br /&gt;Però mi trattiene per un braccio; sembra che non sappia decidere cosa farsene di me.&lt;br /&gt;E io non riesco a muovere un muscolo. So solo che sto ricominciando ad essere furioso.&lt;br /&gt;Perché è colpa mia, no? Io lo ossessiono e lui? Lui non fa lo stesso con me?&lt;br /&gt;Non è lui che mi tormenta a tal punto che certe volte mi mancano le parole?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi poggia una mano sul petto e preme con tutte le forze, tanto che se non mi stesse tenendo cadrei all’indietro.&lt;br /&gt;“E’ il cuore che ti pompa il sangue nelle vene che tiene in vita la mia ossessione? Se smettesse di battere sarei libero?”&lt;br /&gt;Non lo so, Merlino!&lt;br /&gt;Però i battiti sono troppo forti adesso.&lt;br /&gt;Ora sono io che vorrei farlo smettere di pulsare così in fretta.&lt;br /&gt;Se non ci fossero i vestiti sentirei le sue unghie conficcarsi nella carne.&lt;br /&gt;“Dovevo scoprirlo!”. Poi leva la mano e mi lascia andare del tutto.&lt;br /&gt;“Tu sei matto” ripeto.&lt;br /&gt;Merlino, sto anche diventando monotono, lo so, ma è tutto talmente assurdo.&lt;br /&gt;Se Black fa così impazzisco io.&lt;br /&gt;Lui annuisce “Evidentemente sì. Se no non si spiega cosa ci trovo in te. Sei peggio di un istrice Severus, non si sa mai come comportarsi con te. Hai l’orribile abitudine di pensare troppo e, peggio ancora, di costringermi a fare altrettanto”.&lt;br /&gt;Ha iniziato a strattonare il nodo del cravattino dell’uniforme, probabilmente senza nemmeno accorgersene.&lt;br /&gt;“Mi viene mal di testa al solo guardarti. E’ impossibile capirti. Io sono pazzo, ma tu sei contorto all’inverosimile” rincara, con tono esasperato.&lt;br /&gt;Merlino, ma come fa? Dovrei essere io quello che fa la vittima. Sono vivo per miracolo.&lt;br /&gt;Eppure non è solo per questo che mi monta la rabbia nel petto a sentirlo parlare così.&lt;br /&gt;“E siccome, a differenza di te, ho un cervello devo morire?” domando, cominciando a sentirmi anche parecchio stranito.&lt;br /&gt;Io avrò il difetto di forzarlo a pensare, ma in compenso lui ha la capacità di far sembrare la logica qualcosa di assolutamente irreale, quando ci si mette.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si stiracchia sonoramente. Un gesto apparentemente incongruo che pare minimizzare ogni cosa.&lt;br /&gt;Ma c’è tensione nervosa nello stendersi dei muscoli delle sue spalle.&lt;br /&gt;Poi slaccia definitivamente il cravattino rosso e oro, se lo leva e lo ficca in tasca, appallottolato.&lt;br /&gt;Torna a sedersi sul banco, questa volta proprio al centro, facendo leva sulle braccia per sollevarsi, solo le punte dei piedi a toccare terra.&lt;br /&gt;“Cazzo, non sei stupido, perché devi far finta di esserlo?” mi rimprovera aspro, ma poi sembra tranquillizzarsi “Anzi, tu che sei quello intelligente, quello che trova sempre un perché per ogni cosa, fammi un favore: spiegami come mai mi metti addosso questa fame assurda”.&lt;br /&gt;“Stai cercando di dirmi che mi vuoi morto piuttosto che desiderarmi?” sogghigno, non so più se ferito o solo incredulo.&lt;br /&gt;Però, dal momento che Black non è riuscito a frenarlo per sempre, il mio cuore continua ad andare al ritmo che gli pare.&lt;br /&gt;Non sono stupito da lui, ma da me stesso, dal fatto di aver anche solo lontanamente pensato che potesse esserci un briciolo di normalità nel mio rapporto con lui, comunque lo si voglia definire.&lt;br /&gt;La mia vita dipende dalle sue voglie? Non ho dignità per lui? Non valgo nemmeno il tanto di agire personalmente?&lt;br /&gt;Snivellus è un secchione, Snivellus è sgradevole, unto, antipatico, è un incubo; gettiamolo via, prima che sporchi anche me. E’ questo che pensi, Black?&lt;br /&gt;Cazzo, se solo non avessi perso la voce.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In compenso, lui non riesce a star fermo. Dondola nervosamente su quel banco, tanto che prima o poi il legno si romperà. Poi fa schioccare le assi del ripiano, chinandosi in avanti a fissarmi con due occhi che sembrano quelli di un animale da preda.&lt;br /&gt;Però, un momento dopo, ride, fragorosamente, ma con un’espressione che è tutto fuorché allegra. E quello stupido cravattino è di nuovo tra le sue dita, sempre più aggrovigliato.&lt;br /&gt;“Sono stato il primo a darmi del matto, quando mi sono reso conto di volerti, Snape” dice tornando al cognome, quasi che gli servisse per proteggersi “Non mi mancavano i motivi per non desiderarti, ma ad un certo punto li ho messi da parte. Io non passo le giornate a spaccarmi la testa, io vivo e basta”.&lt;br /&gt;Scende dal banco e cammina verso il fondo dell’aula, dandomi le spalle.&lt;br /&gt;Poi si volta e suo sguardo taglia più di una lama.&lt;br /&gt;Le parole, invece, bruciano “O almeno io tento di farlo. Se tu non ti ci metti di mezzo per impedirmelo. Conosci la sensazione che si prova a spegnere la mente, a lasciarsi guidare solo per un momento dall’istinto? L’hai mai sperimentata?”.&lt;br /&gt;Merlino. L’istinto! Ho istinto da vendere, Black, ne ho tanto da poterci affogare dentro, stupido bastardo!&lt;br /&gt;Non lo capisci che è per questo che non posso che frenarmi?&lt;br /&gt;Tu hai tutto, ma a me cosa rimarrebbe se lasciassi uscire davvero ciò che mi porto dentro?&lt;br /&gt;Siccome pensi che io sia come morto, meritavo di spegnermi davvero? – vorrei gridargli.&lt;br /&gt;Ma non ci riesco. Non perché sarebbe patetico; non ci riesco e basta.&lt;br /&gt;Possibile che non sappia fare altro che star qui e stringere i pugni come un idiota?&lt;br /&gt;Black è in grado di rendere ridicolo anche il tentativo che ho fatto finora di mantenermi calmo.&lt;br /&gt;Come se fossi io quello sbagliato.&lt;br /&gt;“Impedirtelo?” ripeto ironico, ritrovando una voce impastata e roca che a stento riconosco “Quando mai ti ho impedito qualcosa? Mi sarebbe piaciuto, ogni tanto, riuscire a impedirti di trovarmi terribilmente divertente come bersaglio. A te e ai tuoi amici. Anche se, in realtà, non ho fatto mai niente per risultare interessante ai vostri occhi. O forse pensi che io mi sia messo in mostra inconsciamente? Sai, per levarmi lo sfizio di essere insultato, ridicolizzato e umiliato. Chi non desidererebbe simili attenzioni”.&lt;br /&gt;Black sbuffa, rigirando ancora quella pallottola di stoffa a righe tra le mani.&lt;br /&gt;Gli tronco le parole sulle labbra “Chiedo perdono per aver aggiunto a tanto incomodo l’onere di dovermi anche scopare. Non l’ho chiesto io, ma sicuramente tu ti sei sentito in dovere di farlo solo perché la cosa mi è piaciuta. L’avrai fatto soltanto per me, povero Sirius. Chissà che sacrificio. Sono stato un bell’egoista… ”.&lt;br /&gt;Lui annuisce, con una sorta di basso grugnito “Sì, lo sei stato e sei anche un fottuto snob. Uno della peggior specie: di quelli che fanno della mancanza di stima in se stessi un motivo di superiorità rispetto agli altri. Te l’ho detto, sei contorto”.&lt;br /&gt;“Non più di te, Black”.&lt;br /&gt;Merlino, che risposta stupida da bambino offeso. &lt;br /&gt;Non ce ne sono altri che riescano a farmi detestare me stesso tanto quanto lui.&lt;br /&gt;Me lo ritrovo addosso. Mi sfiora senza toccarmi e ad ogni suo passo in avanti io non riesco a non indietreggiare.&lt;br /&gt;Ed eccomi qui, spalle contro il muro e i suoi occhi troppo vicini ai miei.&lt;br /&gt;Ora sì è incazzato “Non fai che tenermi alla larga, gonfio del tuo orgoglio e dei tuoi pregiudizi. Sei ancora convinto di non poterti aspettare nulla di buono da me, tanto da non prendere in considerazione nemmeno per sbaglio l’ipotesi che io possa volerti avvicinare. Oppure sono solo scuse?”. &lt;br /&gt;Mi preme con forza sulle spalle, facendomi male. Ma non tento di scostarlo. Chissà che non trovi il fegato di ammazzarmi lui, già che ci siamo.&lt;br /&gt;“Tu sei sempre su un altro piano, dopotutto” mi rinfaccia a denti stretti “Ti si può abbattere ma non sconfiggere, e se passiamo la notte insieme, non importa quanto tu possa godere, sono io quello dei due che vuole sbatterti”.&lt;br /&gt;Prende fiato e poi mi getta in faccia nuovamente quella risata malata.&lt;br /&gt;Una risata che sembra un singulto di dolore; faticosa, sfiancante.&lt;br /&gt;“Naturalmente, che sia chiaro, non mancare mai di rimarcarmelo: io ti voglio come un animale, non perché tu possa piacermi, solo per sfogare una voglia. Mentre tu, Severus, oh tu sì che sei superiore, tu provi piacere, ma mai del tutto, tu stringi le lenzuola non il mio corpo. Tu sei quello che purtroppo non riesce a non cedere nemmeno un pò ai sensi, ma che comunque può tenersi l’orgoglio. E’ più facile che ammettere che anche tu mi desideri, no? O magari è vero che non vuoi proprio niente da me”.&lt;br /&gt;Preme ancora più forte e mi sfugge un’imprecazione, ma nemmeno la sente; forse non lo sa quanta forza ci sta mettendo nel trattenermi così.&lt;br /&gt;Mai sentito prima fare un discorso così lungo.&lt;br /&gt;Mai visto tanto sconvolto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora però rido io, anche se ho capito cosa vuol dire, e forse ha ragione.&lt;br /&gt;“E cosa dovrei fare invece?” Merlino, Merlino, Merlino, che tono astioso e patetico.&lt;br /&gt;Eccolo il mio istinto, Sirius, ti piace? Ne possiedo abbastanza?&lt;br /&gt;“Cosa? Leccarti i piedi? Supplicarti di fottermi anche se per mille motivi non dovresti volerlo? Ammazzarmi così ti levo l’incomodo?”.&lt;br /&gt;Mi domando se è più alto il tono di voce o il rimbombo del mio cuore.&lt;br /&gt;Non voglio che risponda, non ho finito.&lt;br /&gt;Lo spintono via con tanta foga che quasi cade, e continuo. Ogni spintone è un passo indietro, ma per lui questa volta.&lt;br /&gt;“Cosa deve fare Snivellus per far contento il piccolo dio della scuola?”&lt;br /&gt;Un’altra spinta; non riesco a smettere.&lt;br /&gt;“Vuoi che prima di gettarmi da una delle torri io ti oblivi, così puoi scordarti anche che sono esistito?”.&lt;br /&gt;Gli luccicano gli occhi in un modo che non mi fa presagire nulla di buono.&lt;br /&gt;“Cosa volevi?” lo incalzo “Cosa cazzo volevi da me?”&lt;br /&gt;Il palmo aperto delle mie mani si scontra nuovamente con le sue spalle.&lt;br /&gt;“Che baciassi la terra su cui cammini ringraziando gli dei perché ad uno come me era concesso di farti godere? Doveva bastarmi qualche bacio per lasciarmi andare, o magari avrei dovuto farlo per ricompensarti del fatto che anche a me era concesso di provare piacere?”.&lt;br /&gt;Mi manca il fiato, Merlino, mi si è bloccata la gola definitivamente.&lt;br /&gt;Mi fermo, abbasso le braccia e chiudo gli occhi perché anche solo guardarlo fa male.&lt;br /&gt;Quando sento le sue braccia che mi circondano la vita e le sue labbra e i denti a mordere furiosi il mio collo, perdo anche quel poco di senno che mi era rimasto.&lt;br /&gt;Credo di essermi afflosciato tra le sue braccia, come un sacco vuoto, perché perfino i miei polmoni sono sgonfi: ho finito l’aria.&lt;br /&gt;“Non ce la fai a capire, eh? Hai paura quanto me?”.&lt;br /&gt;Ma lo dice quasi con una strana dolcezza, o rassegnazione, prendendomi la testa fra le mani, senza smettere di poggiarmi addosso con tutto il suo peso.&lt;br /&gt;Poi, di colpo la pressione delle sue dita sulle mie tempie si fa troppo intensa, tanto da farmi davvero male.&lt;br /&gt;Sembra che voglia arrivare all’osso e sbriciolarlo.&lt;br /&gt;“Anche volendo, Severus” mormora, come tra sé e sé “Non si può fare l’amore con te, perché tu non ci sei mai. Anche volendo tu non ti lasci amare”.&lt;br /&gt;Perfetto, è riuscito a far tacere anche il mio cuore.&lt;br /&gt;Se mi uccidesse ora non potrebbe comunque fermarlo più di come ha già fatto.&lt;br /&gt;Invece mi stringe ancora in uno strano abbraccio, come se volesse fagocitarmi.&lt;br /&gt;“Vorrei essere con i miei amici adesso” continua, sempre con quel tono che lo fa sembrare un’altra persona “A ridere di quanto è stato facile mandarti a seguire Remus e a litigare con James per averti fermato. Invece sono qui, bloccato. Vorrei indietro la mia vita, eppure vorrei te. E non otterrò niente: né te, né di tornare indietro. Nemmeno se tu morissi”.&lt;br /&gt;Poi mi guarda, uno sguardo famelico, questa volta davvero folle.&lt;br /&gt;“Sei un fottuto incubo! Ti odio!”.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Siamo pazzi entrambi.&lt;br /&gt;Ha detto che mi detesta e, per la prima volta da che è cominciato tutto, io mi sono sentito amato.&lt;br /&gt;All’improvviso, ho sentito il desiderio irrefrenabile di arrendermi.&lt;br /&gt;Ci sono momenti in cui non importa se sei solo un ragazzino confuso che tenta di rimanere a galla, devi vivere; ha ragione lui.&lt;br /&gt;E ci sono volte in cui, anche se sei un disastro nelle relazioni umane capisci qualcuno come se gli leggessi dentro e ti senti perfino nelle ossa la certezza di non sbagliare.&lt;br /&gt;A me è appena successo.&lt;br /&gt;Mi si è acceso qualcosa nella mente, o forse giù nelle viscere, e ho capito perfettamente questo stupido idiota che ancora mi abbraccia troppo stretto.&lt;br /&gt;Ho compreso perfino che, no, non poteva che delegare l’incombenza a Lupin, perché da solo non ce l’avrebbe mai fatta a cancellarmi dalla faccia della terra.&lt;br /&gt;Non per codardia, ma perché tiene a me abbastanza da volermi morto se non può avermi.&lt;br /&gt;Una cosa sconvolgente, malata, folle, ma non posso esserne io il giudice.&lt;br /&gt;Non io che lo desidero altrettanto.&lt;br /&gt;Io sono pazzo quanto lui e la sua disperata dichiarazione d’odio mi ha scaldato il cuore, bruciando anche l’orgoglio.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sfilo le braccia dalle sue e le avvolgo piano attorno al suo collo.&lt;br /&gt;E’ la seconda volta che prendo l’iniziativa di baciarlo, e la mia urgenza di sciogliermi nella sua bocca è solo aumentata.&lt;br /&gt;La sua non è da meno.&lt;br /&gt;Cerco i bottoni della sua camicia, senza interrompere il bacio.&lt;br /&gt;Sembra quasi l’ennesima lotta; morde le mie labbra, poi torna a illanguidirsi e dopo un attimo riecco i suoi denti.&lt;br /&gt;Per un momento, mentre le mie dita si aprono finalmente un varco nella stoffa, su quella pelle che sogno di esplorare da troppo tempo, mi dimentico chi sono.&lt;br /&gt;Mi sento del tutto privo di peso, ancorato al nulla.&lt;br /&gt;Talmente leggero da aver paura di me stesso.&lt;br /&gt;Ma non commetterò di nuovo gli stessi errori. Non basta che io mi conceda finalmente di toccarlo, di scendere a cercare i suoi capezzoli per poterli ricordare sulla punta della lingua.&lt;br /&gt;Sirius ha ragione, non basta questo per poter dire che sto facendo l’amore con lui.&lt;br /&gt;Voglio essere me stesso, mentre lo faccio, voglio essere presente.&lt;br /&gt;Per la prima volta in vita mia sono felice di essere quello che sono; mi piaccio così: imperfetto e fragile.&lt;br /&gt;Solo Severus.&lt;br /&gt;E lui può avere più del mio istinto o del mio corpo; può prendersi anche la mente se vuole, non m’importa più.&lt;br /&gt;Non voglio neanche sapere se funzionerà e quanto potrà durare.&lt;br /&gt;Non desidero alcun controllo ora.&lt;br /&gt;Voglio solo lui.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Deve sentirlo anche Sirius, perché la sua stretta spasmodica si allenta, permettendomi di continuare a spogliarlo, di esplorarlo.&lt;br /&gt;Inizia ad ansimare e non mi sembra più strano che lo faccia per me.&lt;br /&gt;Avrei dovuto lasciare che le mie mani si perdessero nel groviglio dei suoi capelli molto prima di oggi.&lt;br /&gt;Mi specchio nei suoi occhi e mi ci vedo bello.&lt;br /&gt;Ho sempre un nasone terribile e una faccia troppo spigolosa, ma ora quello che mi è sempre piaciuto di me stesso lo leggo anche in quelle iridi chiare.&lt;br /&gt;Ho bisogno di sciocche conferme? E perché non dovrei?&lt;br /&gt;Non sono una macchina, sono solo un ragazzino con il cuore che pompa troppo svelto e le vene che vanno a fuoco per il desiderio.&lt;br /&gt;Quando inizia a spogliarmi mi sento avvampare e non me ne importa niente.&lt;br /&gt;Guido le sue dita su ogni punto che ancora non ha scoperto da solo e che ho sempre voluto offrirgli.&lt;br /&gt;Esiste un Severus nel mio petto che non scorderà mai del tutto l’umiliazione di essere stato Snivellus, e c’è un Severus che è terrorizzato.&lt;br /&gt;Ce n’è uno che prova i morsi dell’orgoglio ed un altro che si sente invece più potente adesso che non quando si negava i propri desideri.&lt;br /&gt;Ho sempre avuto un animo contorto, è vero, ho troppe sfaccettature e nemmeno io le comprendo tutte, ma alla fine, oggi sono tutte qui, tutte perfettamente presenti.&lt;br /&gt;Mentre le mie mani e la mia bocca si appropriano di tutto ciò che mi ero finora negato, lo sento sussultare e gemere più forte.&lt;br /&gt;“Severus… ”.&lt;br /&gt;Mi fermo perché possa tirare il fiato.&lt;br /&gt;“Non… ”.&lt;br /&gt;No, ho deciso che non ho bisogno di lasciarlo parlare, so già cosa rispondere.&lt;br /&gt;“Ci sono. Ci sono davvero”.&lt;br /&gt;E poi torno a tormentarlo, a far crescere la sua eccitazione.&lt;br /&gt;Non posso farci nulla se sono troppo razionale. Ad esempio, mi viene in mente che, dopo quel che è successo ieri notte, io e Sirius potremo essere controllati.&lt;br /&gt;Magari i professori potrebbero sorprenderci da un momento all’altro.&lt;br /&gt;Solo che questa volta mi viene da ridere.&lt;br /&gt;Morirei d’imbarazzo, ma adesso non riuscirei a fermarmi neanche se la scuola andasse a fuoco.&lt;br /&gt;E lo stesso vale per Sirius, soltanto che lui c’è abituato.&lt;br /&gt;Non mi stupisco, quando mi fa voltare contro la parete e mi soffia in un orecchio “Non resisto più. Ti voglio subito”.&lt;br /&gt;Lo contrasto solo perché non voglio guardare il muro. Non la prima volta in cui faccio l’amore.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il pavimento di pietra è terribilmente scomodo.&lt;br /&gt;I passi di generazioni di giovani maghi l’hanno reso liso, perfino lucido in alcuni punti. &lt;br /&gt;Chissà quanti di loro hanno fatto risuonare i loro gemiti sotto queste volte da cattedrale gotica.&lt;br /&gt;Dubito che io e Sirius siamo i primi o che saremo gli ultimi.&lt;br /&gt;Forse amanti più delicati ci hanno preceduti, ma quanti di loro sono stati felici nel far l’amore con il proprio incubo?&lt;br /&gt;Non lo so, e non intendo pensarci oltre.&lt;br /&gt;Del resto nel momento esatto in cui sento Sirius entrare in me, con quella presa tanto sicura delle mani sui miei fianchi smarrisco ulteriormente la ragione.&lt;br /&gt;So che sto tremando, che il piacere è così intenso da trafiggermi con sensazioni mai provate prima, che ansimo e mi muovo incontro al suo bacino.&lt;br /&gt;So che non mi mordo le labbra, non mi trattengo, non chiudo gli occhi, non stringo l’aria.&lt;br /&gt;E’ il suo collo quello cui mi aggrappo.&lt;br /&gt;Mi osservo godere attraverso i suoi occhi e sento che se un giorno lo perderò, morirò dentro.&lt;br /&gt;Ora però sono vivo.&lt;br /&gt;Sul viso di Sirius si è disegnata un’esultanza selvaggia e completa. &lt;br /&gt;Invoco il suo nome per accrescerne il trionfo, assaporando il gusto dolce della mia prima vera sconfitta e poi posso solo lasciare che il piacere mi travolga.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il respiro di entrambi ci ha messo un po’ a tornare nella norma.&lt;br /&gt;Non mi ha abbracciato, né l’ho fatto io, ma mi tiene la mano e tutti e due guardiamo il soffitto come stupidi cuccioli che si chiedono che fine ha fatto il cielo.&lt;br /&gt;Lui sbadiglia perfino. Nessuno dei due ha dormito ieri notte.&lt;br /&gt;Quando mi giro a fissarlo lui ricambia lo sguardo.&lt;br /&gt;C’è qualcosa di oscuro che ancora si agita dietro a quelle iridi, come una promessa feroce. Se tornassi a negarmi desidererebbe nuovamente la mia morte.&lt;br /&gt;Ne prendo atto. A ciascuno la sua follia.&lt;br /&gt;Credo che non ci sarà mai nessun altro al mondo che mi amerà così tanto.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un attimo dopo i suoi occhi sono tornati alla solita sfrenata vivacità senza pensieri.&lt;br /&gt;“E’ una vera seccatura non poter semplicemente riprendere e continuare fino allo sfinimento” brontola.&lt;br /&gt;Poi ridacchia, sbuffa, e sorride, passando una mano sul mio ventre e solleticandomi i fianchi.&lt;br /&gt;“Lasciamo sbollire il vecchio e poi potrei scagliarti un incantesimo solleticante in Sala Grande, così magari si convince che un mese non mi è bastato per conoscerti e ci restituisce la nostra stanza”.&lt;br /&gt;E’ fatto così Sirius. Ieri sarei morto perché lui non dovesse più soffrire e ora gioca con me, nudo e incosciente, sdraiato sul pavimento di un’aula.&lt;br /&gt;E’ fatto così ed è così che lo voglio.&lt;br /&gt;Uno come Sirius lo ami proprio perché non puoi spiegarne l’essenza.&lt;br /&gt;E io ho bisogno di qualcuno che scombini le mie carte, ogni tanto.&lt;br /&gt;Che rimescoli a fondo quello che sono, per riscaldarmi, per spingermi avanti.&lt;br /&gt;E lui, tanto per non smentirsi, d’un tratto diventa addirittura malinconico.&lt;br /&gt;Appoggia la testa sul mio petto, all’altezza del cuore e, non so come, ho la certezza che ne stia ascoltando i battiti.&lt;br /&gt;Mi va bene, non importa se sente che sono troppo irregolari.&lt;br /&gt;Dopo un po’ solleva verso il mio un volto da bambino ingordo, ma appena sazio e sorride di nuovo.&lt;br /&gt;Merlino, quanto è bello, quando sorride.&lt;br /&gt;Non riesco a non pensarlo ogni volta.&lt;br /&gt;Sorride e il suo sorriso è mio.&lt;br /&gt;“Che set di percussioni hai lì dentro, Severus” dice, con l’orecchio sempre incollato al mio torace.&lt;br /&gt;Poi aggiunge “Se James non esistesse bisognerebbe inventarlo” e ghigna divertito, ma anche sollevato.&lt;br /&gt;So cosa sta pensando.&lt;br /&gt;E’ Sirius Black e io capisco cosa passa per quella zucca vuota.&lt;br /&gt;Basterebbe questo a mettermi di buon umore.&lt;br /&gt;“Strano a dirsi, trattandosi di Potter, ma per una volta concordo con te, Sirius” rispondo, col mio solito tono ironico.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per ora non gli ho detto che lo amo.&lt;br /&gt;Tanto anche lui riuscirà a capire, ne sono sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p&gt;&lt;a name="_ftn1"&gt;&lt;/a&gt;[1] Perché c’è chi ama “a morte”, chi ama “fino alla morte” e chi muore e rinasce ogni volta che si dona all’amato. E, a volte, c’è chi ama in tutti e tre i modi insieme.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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    <title>Usque ad Mortem - Eros.</title>
    <published>2007-09-24T13:01:50Z</published>
    <updated>2008-02-02T13:31:29Z</updated>
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    <content type="html">&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo racconto della raccolta &lt;a href="http://malevolence-ny.livejournal.com/tag/usque+ad+mortem"&gt;Usque ad Mortem&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo raccolta:&lt;/strong&gt; Usque ad Mortem (Fino alla morte).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Titolo racconto:&lt;/strong&gt; Incubus II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Beta:&lt;/strong&gt; Anche questa volta Boll11 e TwinStar, che ringrazio ancora.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Tipologia:&lt;/strong&gt; One shot, facente parte di una quadrilogia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Rating:&lt;/strong&gt; NC17.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Genere:&lt;/strong&gt; Difficile a dirsi... sicuramente erotica e a suo modo anche introspettiva. Se letta da sola, senza le altre tre storie della raccolta, beh, allora è PWP senza dubbio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt; Severus Snape e Sirius Black.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Pairing:&lt;/strong&gt; Severus/Sirius, ovviamente, ma con un mini accenno di Sirius/Remus.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Epoca:&lt;/strong&gt; Periodo dei Malandrini... insomma, quando Severus e Sirius erano studenti del 5° anno.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Avvertimenti:&lt;/strong&gt; Il linguaggio di Sirius non è dei più forbiti&amp;nbsp; E tenete conto che... beh, Severus potrebbe sembrare un tantino OOC... ma se arriverete a fine racconto, potreste finire col concordare cone me che credo non lo sia affatto...&lt;br /&gt;Il racconto, preso da solo, senza gli altri quattro è PWP, ergo c'è del sesso esplicito. La violenza... beh, leggete e giudicate voi. Ma non c'è comunque nulla che possa intorcinare le budella, tranquille.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Riassunto:&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Le punizioni di Silente hanno sempre strani risvolti e questa volta per chi è il castigo? Per Sirius, per Severus o per entrambi?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Disclaimer: &lt;/strong&gt;I personaggi ed i luoghi presenti in questa storia appartengono a J.K. Rowling e a chi ne detiene i diritti. La trama di questo racconto è, invece, in quanto mia creazione, di mia proprietà ed occorre il mio esplicito e preventivo consenso per pubblicare/tradurre altrove questa storia o per estrapolare una citazione dalla stessa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa storia è stata scritta esclusivamente per puro divertimento e non ha alcuno scopo di lucro, non è pertanto intesa alcuna violazione del copyright.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="ljcut" text="Eros"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="FONT-SIZE: 100%"&gt;&lt;strong&gt;Eros&lt;a name="_ftnref1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;[1]&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p&gt;Il vecchio deve essere impazzito; questa non è una punizione, è un inferno!&lt;br /&gt;Va bene che questa volta mi sono fatto sorprendere dal Capocasa di Snape proprio mentre gli davo una lezioncina; passi che l’ho mandato a testa in giù nel lago un paio di volte, tanto per rinfrescargli le idee, ma questa è follia.&lt;br /&gt;Guardo il Preside sbattendo le palpebre, attonito.&lt;br /&gt;Devo avere una faccia da idiota, ma davvero non riesco a credere alle sue parole.&lt;br /&gt;Però lui mi sorride e evidentemente ha capito che c’è bisogno di reiterare ciò che ha appena detto, perché insiste, rivolgendosi a me con quella sua strana dolcezza ironica: “Credo, ragazzo, che passare del tempo con il tuo giovane collega ti servirà per imparare a conoscerlo meglio. La conoscenza è la base del rispetto per gli altri. Quindi ho dato disposizioni perché trascorriate il maggior tempo possibile insieme. Per un mese vi verrà assegnata una stanza da condividere durante la notte, avrete anche un’aula in comune, nella quale studiare, e voglio vedervi sempre insieme. Sarete esentati durante i pasti. In Sala Grande ciascuno di voi potrà sedersi con i propri compagni di Casa e anche a lezione potrete sistemarvi in base alla Casa d’appartenenza, ma per il tempo restante della giornata voglio che voi due cerchiate di fraternizzare”.&lt;br /&gt;Fraternizzare? Con Snivellus?&lt;br /&gt;Questo è assolutamente impossibile. Vecchio matto, faccio prima a tirargli giù la luna.&lt;br /&gt;Un mese. Sono trenta giorni e nemmeno voglio sapere quante ore, minuti e secondi.&lt;br /&gt;Un mese inchiodato a Snape; perfino a dormire nella stessa stanza?&lt;br /&gt;Non passerà mai!&lt;br /&gt;Solo una cosa mi consola: a giudicare dalla faccia, Snivellus l’ha presa perfino peggio di me.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; *&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;Otto giorni, appena più di una settimana e io sto già diventando matto.&lt;br /&gt;Black è insopportabile!&lt;br /&gt;Non sta fermo un attimo, parla a sproposito, russa addirittura.&lt;br /&gt;Merlino, pagherei oro per avere anche solo un’ora di perfetto silenzio.&lt;br /&gt;Lo preferivo quando faceva il bullo.&lt;br /&gt;Non che ora stia minimamente cercando di fraternizzare, come ha detto il Preside.&lt;br /&gt;Apre la bocca e le da fiato, tanto per far qualcosa, o per tormentarmi comunque.&lt;br /&gt;Ha sempre qualche grazioso epiteto sulle labbra per definirmi e io peggioro la situazione rispondendogli, il che lo aizza ancora di più.&lt;br /&gt;Solo che è più forte di me, dovrei ingoiare la lingua, ma non ci riesco.&lt;br /&gt;Le rispostacce sarcastiche con cui lo sferzo vengono fuori da sole, tanta è l’abitudine a non dargliela mai vinta.&lt;br /&gt;Invece, dovrei tacere, dopo un po’ si stuferebbe, non è un tipo costante Black, si annoia facilmente.&lt;br /&gt;Ma ciò che proprio mi fa impazzire è il ricordo di quello che ho visto e sentito la notte in cui l’ho sorpreso a fare il porco nell’aula in cui studiavo di solito.&lt;br /&gt;Merlino! Se penso a quella notte e poi al fatto che dorme nel letto affianco al mio, mi sento male.&lt;br /&gt;Non l’avevo mai considerato sotto un punto di vista sessuale, anche se certo ho sempre dovuto ammettere che è bello.&lt;br /&gt;Ora però è un tormento.&lt;br /&gt;Mi odio quando succede, eppure l’altra notte non riuscivo a non pensare alla sua espressione, mentre gemeva invocando me, e il mio corpo ha reagito di conseguenza.&lt;br /&gt;Se dovesse capitarmi la mattina, in bagno, con lui che circola mezzo nudo, senza un briciolo di pudore, credo che toccherei davvero il fondo.&lt;br /&gt;E’ inconcepibile che i miei stupidi ormoni non lo vogliano capire: è Black, è uno stronzo, lo detesto, non posso proprio desiderarlo.&lt;br /&gt;Forse era meglio quando pensavo di fargli davvero schifo.&lt;br /&gt;Adesso però, preferisco non guardarlo.&lt;br /&gt;Chissà che pasticcio di tema sta scrivendo; ha una calligrafia che è un disastro.&lt;br /&gt;Lavorare su uno dei filtri che il Professor Slughorn dovrebbe spiegarci la settimana prossima è quel che mi ci vuole.&lt;br /&gt;La preparazione di un distillato richiede attenzione assoluta, precisione è ordine. Proprio quello di cui ho disperatamente bisogno dopo tutte le chiacchiere a vanvera di Black.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; *&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Chiuso in un’aula a studiare con Snape; Merlino che noia mortale!&lt;br /&gt;Io a fine mese non ci arrivo. E sono passati solo otto giorni.&lt;br /&gt;Finalmente ho finito il tema per Trasfigurazione, invece lui sta armeggiando su un qualche filtro per far bella figura con Slughorn; il solito secchione.&lt;br /&gt;Alzo la testa dalla pergamena e mi stiracchio.&lt;br /&gt;Chissà cosa stanno facendo i miei amici adesso e io sono bloccato qui dalle belle pensate del Preside.&lt;br /&gt;Meglio sgranchirmi le gambe, anche se passeggiare su e giù per la stanza non è un granché come passatempo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Giro intorno al bancone su cui si è sistemato Snape, ma lui neanche alza lo sguardo.&lt;br /&gt;Non l’avevo mai visto così concentrato in qualcosa, Snivellus.&lt;br /&gt;Non è impacciato ora. Le sue mani si muovono svelte e sicure, scelgono gli ingredienti; sfogliano le pagine per cercare un appunto, senza posa.&lt;br /&gt;La pozione borbotta iniziando a bollire e lui non la perde d’occhio un attimo.&lt;br /&gt;Sì è perfino scordato che sono qui anch’io.&lt;br /&gt;Io non esisto più, c’è solo quel liquido intruglio azzurrognolo sulla cui superficie ogni tanto esplode una bolla, con un rumore scoppiettante.&lt;br /&gt;Devo ammettere che Snape non è affatto sgraziato in questo momento.&lt;br /&gt;Tutto al contrario.&lt;br /&gt;E’ magnetico, a suo modo, si vede che è alle prese con qualcosa che ama e su cui ha un controllo perfetto.&lt;br /&gt;Io non ho un controllo simile proprio su nulla.&lt;br /&gt;Non riesco a staccagli gli occhi di dosso.&lt;br /&gt;Il calore del fornello su cui posa il piccolo calderone di peltro gli ha reso lucidi gli occhi e ha portato un po’ di colore su quegli zigomi aguzzi.&lt;br /&gt;E’ la prima volta che lo vedo vivo davvero, senza bisogno di torturarlo perché gli affiori un po’ di luce nello sguardo.&lt;br /&gt;A lezione non ci avevo mai fatto caso, anche perché da un po’ di tempo cercavo proprio di non guardarlo.&lt;br /&gt;Solo che adesso mi sta nuovamente assalendo quella sensazione odiosa alla bocca dello stomaco.&lt;br /&gt;So già cosa vuol dire e come reagirà il mio corpo.&lt;br /&gt;Non mi capita con nessun altro che l’eccitazione inizi così, perciò penso che sia perché da un lato lo voglio – inutile che mi dica di no – e invece dall’altro ne sono disgustato.&lt;br /&gt;Perché Snape proprio non rientra nel concetto di ragazzo desiderabile; semmai lo definirei un mocciosetto sgradevole.&lt;br /&gt;Eppure, ora no, non è sgradevole, anche se certo non è bello.&lt;br /&gt;Per una volta riesco a non sentirmi troppo malato per l’effetto che mi fa.&lt;br /&gt;E lui nemmeno si ricorda che esisto.&lt;br /&gt;Cazzo, è insopportabile; non so se ho più voglia di dargli una lezione o di baciargli quel pezzetto di gola che s’intravede tra la linea della mandibola e il colletto della camicia.&lt;br /&gt;Non so come mai ma quel punto del suo collo mi ha ipnotizzato, forse perché mi dà l’idea di essere così vulnerabile che potrei lacerarlo con un morso anche senza dover assumere la forma di cane.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oh, al diavolo, se devo tenermi queste sensazioni tanto vale sfogarmi.&lt;br /&gt;Non avevo mai pensato di farlo davvero, ma non è poi tanto male oggi Snape.&lt;br /&gt;No, per niente male e magari è la volta che togliendomi il gusto mi scrollo di dosso questa mania assurda.&lt;br /&gt;Mi avvicino da dietro, sicuro che, preso com’è dalla pozione, non se ne accorgerà in tempo.&lt;br /&gt;Lo afferro per la vita di scatto e me lo premo contro, capirà subito cosa voglio; meglio essere diretti.&lt;br /&gt;Gli sfugge il mestolo dalle dita e il filtro bollente schizza fuori dal paiolo.&lt;br /&gt;Alcune gocce gli bruciano la mano e lui la agita in un gesto del tutto naturale e istintivo, imprecando.&lt;br /&gt;“Black, che cosa ti salta in mente? Guarda che disastro: è tutto da buttare!”.&lt;br /&gt;Disastro?&lt;br /&gt;Gli sto attaccato, con un’evidentissima erezione e lui ancora pensa alla fottuta pozione?&lt;br /&gt;Possibile che ci tenesse così tanto che ancora non si rende conto di cosa sta succedendo?&lt;br /&gt;Mi ritrovo incazzato senza nemmeno sapere bene perché.&lt;br /&gt;“Chi se ne frega di quella poltiglia schifosa, Snape” ringhio, poggiando deliberatamente una mano sul cavallo dei suoi calzoni.&lt;br /&gt;“E’ di me che faresti bene a preoccuparti, Snivellus, e molto, anche”.&lt;br /&gt;Ecco, ora sì ha capito.&lt;br /&gt;Cerca di farmi levare la mano, ma non ci riesce e smette subito.&lt;br /&gt;Mi è balenata l’idea che sia perché ha paura che la sua di mano tremi, mentre cerca di liberarsi di me.&lt;br /&gt;“Black, smettila, non è divertente!”.&lt;br /&gt;Be’ la mano non so, ma la voce di sicuro è meno ferma del solito.&lt;br /&gt;“Perché? Paura di rilassarti un po’, Snape. Non ci sei abituato a causare eccitazione a qualcuno? In effetti, a giudicare dal tuo aspetto, non mi stupisco”.&lt;br /&gt;Oh, oh, colpito!&lt;br /&gt;Si è irrigidito e qualunque cosa stesse per dire gli è rimasta in gola.&lt;br /&gt;Intanto, le mie dita hanno iniziato a muoversi e ho deciso: sì, lo voglio assaggiare sul serio quel lembo di pelle che fissavo poco fa.&lt;br /&gt;Sotto la stoffa dei suoi pantaloni sento qualcosa di molto familiare.&lt;br /&gt;“Vedi che ti piace, Snape?” soffio sul suo collo “Non fare tante storie. Una volta tanto goditela. Io comunque non intendo perdermi il gusto di continuare solo perché tu non gradisci”.&lt;br /&gt;Lo dico sfregandomi su di lui con decisione.&lt;br /&gt;“Oh, tu gradisci di sicuro, Black, non è così? Talmente tanto che ti diverti a fantasticare su di me, quando ci dai dentro da solo” sibila.&lt;br /&gt;Questa volta mi blocco io.&lt;br /&gt;“Cosa… ?”.&lt;br /&gt;Si volta di scatto e mi fissa negli occhi.&lt;br /&gt;“Dovresti scegliertele meglio le aule in cui fare i tuoi giochetti da depravato e potresti almeno sigillarne la porta se non vuoi che qualcuno entri e possa ascoltarti ansimare”.&lt;br /&gt;Dovrei essere furioso e, invece, no, mi sento quasi sollevato. Un altro po’ e mi scappa perfino da ridere.&lt;br /&gt;Così lo sa che cosa provoca in me?&lt;br /&gt;Bene, ragione in più per non frenarmi ormai.&lt;br /&gt;“A te invece non piace, vero? Il tuo corpo reagisce così del tutto casualmente?”.&lt;br /&gt;Ecco, è ammutolito di nuovo.&lt;br /&gt;Che faccia, si vede che è irritato anche con se stesso.&lt;br /&gt;“Guarda che non sono affatto contento, quando mi fai venire certe voglie, Snape. Ma tanto vale levarsele, così vediamo fino a che punto sono malato”.&lt;br /&gt;Ho allungato le braccia per appoggiarmi al bancone dietro di lui, così ora è intrappolato, anche se cerca di spingermi via.&lt;br /&gt;Cazzo, ma non ce la fa proprio a lasciarsi andare solo ai sensi?&lt;br /&gt;Non lo conosce il significato della parola istinto?&lt;br /&gt;L’ultima cosa che intendevo fare era baciarlo, ma prima che dica qualche altra stronzata è meglio tappargli la bocca.&lt;br /&gt;Ha le labbra sottili, ma non sono male.&lt;br /&gt;Inoltre, il bacio deve averlo spiazzato, perché ci ha messo un po’, ma ora sta ricambiando.&lt;br /&gt;Lo tengo impegnato continuando a baciarlo e, intanto, inizio ad armeggiare con i suoi vestiti.&lt;br /&gt;Mi prende per i polsi per farmi smettere, ma ci metto un niente a ribaltare i ruoli. Sono più robusto di lui, con la forza non otterrà mai nulla.&lt;br /&gt;Costringo le sue mani a fermarsi sui miei fianchi e poi gli afferro la nuca e cerco la sua bocca con più foga.&lt;br /&gt;Questo lo tiene buono, ormai l’ho capito.&lt;br /&gt;Torno a bottoni e legacci e, finalmente riesco a scoprirgli il petto.&lt;br /&gt;Lo percorro con le dita, senza alcuna delicatezza.&lt;br /&gt;Voglio solo rendermi conto di com’è fatto davvero quest’incubo troppo magro che mi ha rovinato tante notti.&lt;br /&gt;Snape i muscoli proprio non sa cosa siano; se trattiene il fiato, come ora sotto il mio tocco, si sentono i rilievi delle costole.&lt;br /&gt;Ha i capezzoli lievemente più grandi di come li immaginavo, ma la mia fantasia aveva ragione almeno su una cosa: sono dannatamente ricettivi.&lt;br /&gt;Mi è bastato sfiorarglieli e giù in basso qualcosa è scattato a premere più forte sul mio bacino.&lt;br /&gt;Ah, ecco, almeno gli addominali ci sono, non evidenti, non in rilievo, ma li sento guizzare sotto la pelle, mentre col palmo della mano aperta scivolo verso il basso.&lt;br /&gt;Si agita un po’. Arrendersi subito non sarebbe da lui, del resto.&lt;br /&gt;Così come non è da me la lentezza, però questa volta credo che me la prenderò con calma.&lt;br /&gt;Voglio proprio capire perché mi deve capitare di eccitarmi per Snivellus.&lt;br /&gt;Voglio esplorarlo fino in fondo e sperimentare tutto quello che mi viene in mente, così non rimarrà nulla da desiderare ancora e poi potrò scordarmi perfino che esiste.&lt;br /&gt;Lo provoco facendo risalire le dita proprio quando sono arrivate al limite, pronte a scomparire sotto la stoffa dei suoi calzoni.&lt;br /&gt;Baciarlo non è poi così sgradevole, mi piace il modo in cui ricambia: è rabbioso, si sente il desiderio, ma anche la frustrazione di non riuscire a resistermi.&lt;br /&gt;Perciò non smetto.&lt;br /&gt;C’è un punto incavato più o meno all’altezza del suo diaframma che mi attira.&lt;br /&gt;Se ci premo sopra le dita posso sentire esattamente la forza di ogni singolo respiro.&lt;br /&gt;Le sue mani sono rimaste sui miei fianchi; stanno lì immobili, giusto perché, evidentemente, non sa nemmeno lui cosa fare.&lt;br /&gt;Invece, voglio sentirle; voglio che lui ci sia.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non so in che mondo lontano ti sei cacciato per non pensare, Snape, ma adesso ti riporto qui, che tu voglia o no.&lt;br /&gt;Mi scosto il tanto necessario a potergli slacciare i calzoni e tirarli giù, seguiti dagli slip.&lt;br /&gt;Faccio lo stesso con i miei vestiti e poi torno a poggiare su di lui.&lt;br /&gt;La sensazione di calore del suo sesso accanto al mio mi sferza con più intensità del previsto.&lt;br /&gt;Inizio a muovere il bacino ritmicamente, senza nemmeno accorgermene.&lt;br /&gt;Quando realizzo cosa sto facendo, smetto di colpo di baciarlo.&lt;br /&gt;E lui si lascia sfuggire un gemito, proprio nell’istante in cui allontano le labbra dalle sue.&lt;br /&gt;“Vedi che ti piace, Snape?” penso, ma alla fine non glielo dico.&lt;br /&gt;Una volta tanto, non ho voglia di torturarlo, ma solo di scoprirlo interamente.&lt;br /&gt;Gli mordo la clavicola.&lt;br /&gt;Sento l’osso tra i denti; prima stringo fino a far arrossare la pelle e poi seguo il marchio che ho lasciato, percorrendolo con la punta della lingua.&lt;br /&gt;Le mie mani vagano sulla sua schiena, contando le vertebre, saggiandone la curvatura, imprimendo macchie bianche ovunque premo i polpastrelli.&lt;br /&gt;Scendo più giù; una mano a cercare l’inizio dell’incavo delle sue natiche.&lt;br /&gt;Lo sfioro e mi fermo.&lt;br /&gt;“Vuoi che smetta, Snape?” gli chiedo, già sapendo che comunque continuerò.&lt;br /&gt;Ma lui riesce a stupirmi.&lt;br /&gt;“Credo ci siano incubi in cui devi immergerti fino in fondo, prima di poterti svegliare, Black” dice, riprendendo fiato, ma con decisione “Quindi, fammi quello che ti pare e poi svegliami, quando hai finito”.&lt;br /&gt;Ma come cazzo fa a spiazzarmi sempre.&lt;br /&gt;E va bene, sì, ha ragione lui, andiamo avanti.&lt;br /&gt;Ora assaggio sul serio la sua pelle, vediamo che sapore ha e quanto ci metterò a scordarmelo, quando avremo finito.&lt;br /&gt;La mia bocca si sceglie da sola i punti che preferisce e anche le mani fanno da sé.&lt;br /&gt;Una, la destra, ora stringe la sua erezione, tormentandola con foga e l’altra ha deciso di varcare quel confine sul quale poco fa ho esitato.&lt;br /&gt;E Snape sa darmi soddisfazione, perché, per quanto tenti di irrigidirsi, il suo corpo lo tradisce; le sue gambe vanno lentamente divaricandosi.&lt;br /&gt;Cerca di non ansimare troppo, è evidente, ma così è anche più eccitante.&lt;br /&gt;Mi desidera tanto quanto io desidero lui, inutile che tenti di negarlo.&lt;br /&gt;Questo mi piace, mi fa sembrare meno folle la voglia che ho di lui, mi fa venir voglia di continuare.&lt;br /&gt;Ho deciso di concedermi di realizzare un bel po’ di cosette che ho sognato di fargli, ogni volta che mi ha rovinato il sonno.&lt;br /&gt;Mi costringo a fermarmi e finisco di spogliarlo del tutto.&lt;br /&gt;Non voglio vestiti, devo vederlo bene, devo imprimermelo nella memoria, con quelle ossa sporgenti e le gambe lunghissime che tremano un po’.&lt;br /&gt;Lui chiude gli occhi e io invece mi mordo un labbro e faccio scorrere lo sguardo su tutto il suo corpo.&lt;br /&gt;Ecco, questo è Snivellus, lo vedi? Guardalo bene – mi dico.&lt;br /&gt;Solo che, cazzo, ho ugualmente voglia di scoparmelo.&lt;br /&gt;Anzi, ho voglia di spogliarmi anche io, di sentire pelle su pelle.&lt;br /&gt;Altroché se sono malato.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mentre mi liberavo dei vestiti, mi ha sorpreso di nuovo.&lt;br /&gt;Ha cercato tastoni la bacchetta, senza riaprire gli occhi, e ha pronunciato un paio di incantesimi, con voce tutto sommato ferma.&lt;br /&gt;Porta sigillata e nessun rumore che possa filtrare all’esterno; prudente come sempre Snape.&lt;br /&gt;Eppure è anche un’ulteriore ammissione del fatto che vuole continuare.&lt;br /&gt;Lui vuole, lui desidera, non subisce.&lt;br /&gt;Non c’è mai verso di fargli chinare il capo.&lt;br /&gt;Magari è questo che mi eccita tanto in lui, chissà. Di gente che mi lecca i piedi ne ho intorno fin troppa.&lt;br /&gt;In questo Snape non è poi tanto diverso da James e Remus, a suo modo mi rispetta più di tanti altri.&lt;br /&gt;E poi, ora che ho ripreso ad accarezzarlo e baciarlo un po’ ovunque, geme, finalmente senza trattenersi.&lt;br /&gt;I sensi, alla fine, li ha anche lui.&lt;br /&gt;Ha le labbra umide, per come prima le stava mordendo, e sussulta caldo tra le mie dita, specialmente quando torno a sfiorarlo fra le natiche.&lt;br /&gt;Lo sospingo a sdraiarsi sulla porzione libera di bancone, passando i palmi delle mani sull’interno delle cosce perché apra di più le gambe.&lt;br /&gt;Il suo corpo è andato, reagisce a ogni mia stimolazione.&lt;br /&gt;La sua testa non so dov’è, di sicuro si tiene stretti i suoi ultimi freni; non mi guarda, ha voltato perfino la testa di lato.&lt;br /&gt;Solo che davvero mi è passata tutta la voglia di tormentarlo o di forzarlo.&lt;br /&gt;Non sarebbe una gran resa, se non fosse spontanea.&lt;br /&gt;Però voglio comunque farlo impazzire di piacere, che ansimi, che desideri di avere di più. &lt;br /&gt;Mi chino, accoccolandomi sui talloni, e inizio a baciare, mordere, succhiare, la pelle tesa delle sue cosce e l’attaccatura delle natiche.&lt;br /&gt;Ora sì trema davvero e geme ancora più forte.&lt;br /&gt;Io, invece perdo definitivamente il controllo.&lt;br /&gt;Sono stati i movimenti del suo bacino, quando le mie dita, seguendo la bocca, sono sprofondate nel suo calore, ma soprattutto sono stati i suoi fianchi.&lt;br /&gt;E’ ridicolo, ma è così.&lt;br /&gt;La mia mano sinistra ci si è aggrappata e ho sentito sotto il palmo le rientranze al di sopra e al di sotto della lieve sporgenza dell’osso.&lt;br /&gt;Li ho sognati, a volte, i suoi fianchi ed erano esattamente così; perfetti per me, quasi fatti apposta per la mia stretta.&lt;br /&gt;Così, impazzisco anche io.&lt;br /&gt;Lo voglio, non resisto più.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non l’ho preso con delicatezza, non potevo più aspettare.&lt;br /&gt;Ha emesso un basso gemito di dolore e sono sicuro che ha continuato a fargli male per un po’, anche se era praticamente pronto a ricevermi.&lt;br /&gt;Ma il modo in cui mi viene incontro è sconvolgente.&lt;br /&gt;Questo sì è diverso da come l’avevo immaginato, perché è addirittura più intenso.&lt;br /&gt;Cazzo, è da levarmi il fiato!&lt;br /&gt;Lo odio un poco di più per come si muove, per quel ritmo che si accorda troppo al mio.&lt;br /&gt;Però non glielo dico.&lt;br /&gt;Mi godo la sensazione che mi da vederlo inarcarsi, tendersi fin quasi a spezzarsi, fremere con le dita affondate nelle mie braccia, tanto da farmi male, e sento le sue gambe premere sulle mie natiche per attirarmi più a fondo.&lt;br /&gt;Quando raggiunge l’orgasmo mi accorgo che anche io sono teso allo spasmo e non riesco a negarmi che la sensazione di quel liquido calore che si spande anche sul mio ventre mi esalta.&lt;br /&gt;Aumento il ritmo delle spinte, mi sembra che ci voglia un secolo, non resisto più.&lt;br /&gt;Poi, finalmente mi sciolgo, stretto dentro il suo corpo, e gli crollo addosso, esausto, eppure appagato come raramente mi è successo.&lt;br /&gt;Mi viene quasi voglia di baciarlo ancora.&lt;br /&gt;Ma cazzo, no, è Snape, è solo una scopata; una scopata sorprendentemente piacevole e nient’altro.&lt;br /&gt;Quindi, mi sollevo e mi scosto.&lt;br /&gt;Non lo guardo, mentre mi rivesto e lui comunque mi volta le spalle.&lt;br /&gt;Mi siedo con la schiena al muro e chiudo gli occhi, perché forse mi sta venendo sonno.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Devo essermi effettivamente addormentato, ma quando riapro gli occhi Snape è lì, nuovamente tutto preso dalla sua pozione, lontano da tutto, sprofondato in quel che sta facendo.&lt;br /&gt;Immerso nel suo mondo di ingredienti, pestelli e strumenti di vetro e argento, tanto profondamente quanto io ero immerso in lui poco fa.&lt;br /&gt;Nonostante tutto, si è già scordato nuovamente che esisto.&lt;br /&gt;Non riuscirò mai a capirlo Snape.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; *&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;No, dopo quel pomeriggio non mi sono svegliato.&lt;br /&gt;Sono solo scivolato più profondamente dentro il mio peggior incubo: Sirius Black.&lt;br /&gt;Solo che adesso è il mio tormento in un modo tale che mai avrei immaginato.&lt;br /&gt;Chissà se mi sveglierò mai?&lt;br /&gt;Per ora non ci riesco, forse nemmeno voglio riuscirci davvero.&lt;br /&gt;Sono così debole?&lt;br /&gt;Perché non sono riuscito a sottrarmi quella sera e perché non ci riesco adesso, mentre ogni sua spinta fa inarcare la mia spina dorsale come se la scarica di un piccolo fulmine ne percorresse il midollo?&lt;br /&gt;Perché il meglio che mi riesce di fare, ogni volta, è di impedire alle miei mani di esplorare il suo corpo, quando comunque ogni gemito tradisce la voglia che ho di farlo?&lt;br /&gt;E lui, Black cosa vuole da me? Perché, malgrado tutto, anche se per due giorni non mi ha guardato in faccia neanche una volta, poi ha cominciato a cercarmi ogni notte?&lt;br /&gt;Cosa sono per lui?&lt;br /&gt;Non voglio significare nulla di nulla per Black, ma di sicuro non mi piace neppure l’idea di rappresentare un mero sfogo per i suoi ormoni.&lt;br /&gt;Però, a volte mi sembra davvero di essere di più di questo e la cosa mi fa paura.&lt;br /&gt;Anche adesso; l’ho sentito godere dentro di me e poi scostarsi di scatto,&amp;nbsp;ma un attimo dopo ecco la sua mano e la sua bocca.&lt;br /&gt;Che gli importa se io sono soddisfatto o meno? Ha avuto quel che voleva, perché non mi lascia solo con la mia voglia? Perché non coglie l’occasione per umiliarmi?&lt;br /&gt;E il bacio? Cosa c’entrano i baci, Merlino?&lt;br /&gt;I suoi sono famelici, a volte rabbiosi, quasi dei morsi, ma sono sempre baci.&lt;br /&gt;Esiste nulla di più intimo e inadatto a noi due?&lt;br /&gt;Oh, certo suona buffo se penso al fatto che gli concedo di penetrarmi, eppure, mentre mi prende mi resta sempre un briciolo di controllo, provo sensazioni che riesco a comprendere e gestire.&lt;br /&gt;Invece le sue labbra mi annientano perché non capisco cosa ci stiano a fare sulle mie.&lt;br /&gt;So solo che il mio corpo lo vuole quasi dolorosamente e che anche questo orgasmo è stato troppo intenso.&lt;br /&gt;Dovrei solo riprendere fiato, e invece penso troppo, come sempre.&lt;br /&gt;Non trovo un senso nemmeno nel gesto con cui mi afferra il polso, mentre cerco di alzarmi per tornare nel mio letto.&lt;br /&gt;Stringe troppo forte, quasi che volesse spezzarmelo. Che cosa significa?&lt;br /&gt;Perché trattenermi qui? Non passeremo la notte abbracciati come due normali amanti, cosa cambia se dormo o no con lui?&lt;br /&gt;Glielo domanderei anche, ma sarebbe inutile: Black ha un gran vantaggio su di me, lui riesce ad agire senza pensare.&lt;br /&gt;Io no, dovrei imparare, ma non ci riesco.&lt;br /&gt;Io, alla fine, resto qui nel suo letto, però so già che non smetterò di domandarmi perché lo faccio.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; *&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Doversi tirare dietro Sirius Black anche durante una gita a Hogsmeade è un’esperienza istruttiva.&lt;br /&gt;S’impara esattamente quante cianfrusaglie assolutamente inutili una persona possa comprare in una sola giornata.&lt;br /&gt;Scherzi e cibarie, non gli interessa altro. Alla fine, uno si fa un’idea di come si possano gettar via i propri galeoni in tutta allegria.&lt;br /&gt;E fa tremendamente freddo.&lt;br /&gt;Non smette più di nevicare oggi. Ho le mani e il naso congelati.&lt;br /&gt;Neanche la burrobirra è riuscita a scaldarmi.&lt;br /&gt;Quella l’ho bevuta praticamente da solo.&lt;br /&gt;Black ha trovato i suoi amici accalcati nell’angolino più caldo del pub e io mi sono sistemato appositamente dalla parte opposta, vicino alla porta, deciso a godermi un po’ di solitudine, malgrado gli spifferi e le folate gelide che mi raggiungevano all’ingresso di ogni nuovo avventore.&lt;br /&gt;Non badavo a lui, avevo bisogno di pensare in pace.&lt;br /&gt;Dopo un po’ sono arrivati alcuni ragazzi della mia Casa; gente degli ultimi anni.&lt;br /&gt;Non sono un tipo loquace, ma ho scambiato due parole, tanto per ricordarmi chi sono e a che mondo appartengo di solito.&lt;br /&gt;E’ allora che Black si è rifatto vivo.&lt;br /&gt;Mi ha levato la burrobirra dalle mani e ne ha bevuto un lungo sorso, direttamente dalla bottiglia.&lt;br /&gt;Poi l’ha posata sul tavolo e ha grugnito “Spicciati a finirla. Siamo in ritardo”.&lt;br /&gt;Agli altri Slytherin, ovviamente, nemmeno un saluto.&lt;br /&gt;Ho guardato la bibita con una smorfia che spero abbia colto anche lui e mi sono alzato lasciandola lì.&lt;br /&gt;Un riflesso condizionato dovuto al fatto che sono parecchio schizzinoso: odio scambiare cibo o bevande con qualcun altro.&lt;br /&gt;Davvero una cosa stupida, dato quello che ultimamente condivido con Black.&lt;br /&gt;Comunque sia, l’ho seguito fuori dalla locanda, di pessimo umore, dopo un rapido saluto ai miei amici.&lt;br /&gt;Il vento gelato mi ha gonfiato il mantello come una vela, mentre Black camminava svelto verso un vicolo.&lt;br /&gt;Quando si è fermato ero deciso a dirgli chiaro in faccia che preferisco non si prenda certe confidenze con me davanti ai miei compagni.&lt;br /&gt;Lui, però, non me ne ha dato il tempo.&lt;br /&gt;Mi ha allacciato per la vita e mi ha tirato verso di sé, stringendomi con notevole forza.&lt;br /&gt;“Non mi pare che né il clima né il luogo siano adatti per una sveltina, Black. E nemmeno ce ne sarebbe il tempo, tra poco dobbiamo rientrare” gli ho soffiato sul viso, irritato.&lt;br /&gt;Lui ha riso, una di quelle risate che gli illuminano gli occhi e lo fanno sembrare un bambino troppo cresciuto.&lt;br /&gt;Accidenti a lui se è bello quando ride.&lt;br /&gt;“Rilassati un po’, Snape, ok. Voglio solo baciarti”.&lt;br /&gt;“Baciarmi?”.&lt;br /&gt;Ha scosso il capo, lievemente indispettito.&lt;br /&gt;“Baciarti, sì, finchè mi và. Tutto qui. Devo fare richiesta al Ministero per farlo?”.&lt;br /&gt;“Perché?” questa volta gliel’ho chiesto davvero.&lt;br /&gt;E lui si è irritato sul serio.&lt;br /&gt;“Oh, cazzo, Snape! E perché no? Perché devi sempre cercare una spiegazione, catalogare le cose? Perché non puoi vivere e basta?”.&lt;br /&gt;Poi ha lasciato andare i miei fianchi.&lt;br /&gt;“Mi è passata la voglia!”.&lt;br /&gt;Merlino, ha ragione anche lui; io proprio non ci riesco a lasciarmi andare. Forse è vero che non so vivere.&lt;br /&gt;Così ho deciso di provarci, almeno per una volta. Ho passato le braccia intorno alla sua nuca e l’ho baciato io.&lt;br /&gt;La sua risposta mi ha sorpreso.&lt;br /&gt;Niente foga, niente rabbia, solo un bacio; nel vero senso della parola.&lt;br /&gt;Lento, perfino dolce a suo modo.&lt;br /&gt;Mentre si prendeva le mie labbra mi sono scordato della neve; mi sono dimenticato chi sono e anche io ho cercato le sue.&lt;br /&gt;Non so quanto a lungo sia durato, però ad un certo punto la sua stretta è diventata diversa, più morbida. E’ la mia che forse si è fatta più intensa.&lt;br /&gt;Finchè non ho percepito con chiarezza che iniziava a desiderare qualcosa di più.&lt;br /&gt;Questo mi ha infastidito, lo ammetto.&lt;br /&gt;“Torniamo a Hogwarts. Ho intenzione di sfruttare la stanza che il Preside ci ha gentilmente messo a disposizione, finchè si può”.&lt;br /&gt;“Black” grugnisco seccato “Credevo che tu avessi detto solo baci… ”.&lt;br /&gt;Non mi fa concludere la frase.&lt;br /&gt;“E io credevo che tu avessi imparato ormai a non fidarti di me, Snivellus”.&lt;br /&gt;Poi mi prende la mano e mi trascina via.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Snivellus.&lt;br /&gt;Quell’odioso nomignolo mi è rimasto nelle orecchie, nonostante il frastuono del vento che mi getta in faccia la neve.&lt;br /&gt;Snivellus.&lt;br /&gt;Ma le dita di Black intrecciate alle mie sono calde, malgrado tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p&gt;&lt;a name="_ftn1"&gt;&lt;/a&gt;[1] Eros. Tutti sanno che il figlio di Afrodite è il dio dell’amore. Nella sua connotazione più arcaica, però, Eros non rappresentava solo l’amore quale sentimento o quale pulsione dei sensi. Questo dio arciere simboleggiava la forza dell’attrazione che nulla può vincere. Eros, dunque, come vincolo inscindibile, che travalica la volontà di chi ne è legato.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</content>
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